venerdì 28 aprile 2017

I primi 100 giorni di Donald

Il Trumpone sfiatato, che crede di poter governare un Paese come fosse una delle sue prospere aziende, come un suo illustre predecessore, oggi allevatore di agnellini, per riguadagnare la popolarità in picchiata, ha sbandierato agli “americani” che “ci sarà una riduzione di imposte mai vista”. Naturalmente a favore dei ricchi, ma questo non lo ha detto. Intanto ha fatto retromarcia sull’uscita dal Trattato di Libero Commercio con Messico e Canada. Nel frattempo dopo condividere con Obama il fatto che il Venezuela è una minaccia alla sicurezza nazionale (!!!???) e ribadire che il muro di frontiera col Messico va costruito, mostra i muscoli alla Corea del Nord che non è certo il Paradiso ed è governata da una dinastia con seri problemi psichici. In ogni caso, una penisoletta nel sud est asiatico, con tutte le prove di missili, alcuni dei quali scoppiano al decollo e di prove di armi nucleari, per una persona sana di mente, può rappresentare un “pericolo mondiale?”. Ovviamente lo potrebbe anche rappresentare se fosse aggredita come lo fu negli anni ’50 dagli stessi “americani” che per terminare il conflitto, ben lungi da casa propria, arrivarono all’accordo di dividere lo Stato in due lungo la famosa linea del 38° parallelo, con una Corea del Sud trasformata in colonia e una Corea del Nord chiusa sempre più a riccio e con il diritto a fare di tutto perché il fatto non si ripeta. In questo senso siamo veramente di fronte a una possibile terza e definitiva, per l’umanità, Guerra Mondiale.


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