sabato 3 giugno 2017

Le prodezze di Oliver Trump Hardy

Dopo la gag degna del miglior “Ollio”, il compianto Oliver Hardy ai danni di Stan Laurel “Stanlio”, effettuata alla conferenza del G7 dove, naturalmente, nel caso di Oliver Trump non si trattava di voler far ridere, ma di dimostrare la prepotenza e la tracotanza del potere statunitense, è arrivato l’annuncio ufficiale del ritiro degli USA dall’accordo raggiunto alla Conferenza di Parigi sul cambio climatico.
Non sono mai stato un catastrofista né un accanito ambientalista, ma è anche vero che gli allarme degli scenziati ed esperti bisogna prendreli sul serio. Oliver Trump invece, dice che è un’invenzione dei cinesi a danno degli Stati Uniti (il resto del mondo, anche in questo caso non c’entra). Secondo lui rappresenta solo un danno economico per gli americani, fabbriche chiuse e posti di lavoro persi. Si sarà mai chiesto se la riconversione nella produzione di energia pulita e fonti rinnovabili non sia anche fonte di nuovi posti di lavoro e profitti per le aziende che la effettuassero? Certo per avviarla ci vogliono investimenti enormi ed è sicuramente più facile proseguire su una strada già tracciata. Peccato che sia una strada di sola andata.
Se, per esempio, le compagnie petrolifere invece che continuare a investire somme favolose per la ricerca del sempre più scarso petrolio le investissero nella produzione di nuove e meno devastanti forme non sarebbe meglio anche per loro? Potrebbero comunque mantenere la loro posizione di leader con maggior sollievo per la biosfera. O no?


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