lunedì 26 giugno 2017

Voglia di trasferirsi (e lavorare) a Cuba

Ogni tanto ricevo ancora qualche richiesta di suggerimento per trasferirsi a Cuba a scopo di lavoro. Qualche anno fa avevo pubblicato alcuni chiarimenti in merito che ritengo opportuno riassumere per ricordare i problemi esistenti in questo campo.
In primo luogo, un trasferimento a Cuba per motivi di lavoro comporta l’apertura di un’attività, ritenuta utile al Paese, con conseguente investimento che comporta somme notevoli. In questo caso l’imprenditore può inviare a Cuba in sua rappresentanza personale amministrativo o operativo di sua fiducia. Pertanto è possibile, avendo conoscenza e fortuna, farsi assumere in Italia (o altro Paese estero) dall’imprenditore per lavorare a Cuba. Questo “status” da diritto alla residenza temporanea che ha la durata del contratto di lavoro e che è prorogata ogni anno. Per avere una residenza permanente che da la possibilità (molto teorica) di lavorare in un’azienda cubana o svolgere lavori per conto proprio, normalmente bisogna avere un coniuge a Cuba o se si fosse divorziati, anche uno o più figli di madre o padre cubano e residenti nel Paese. Esistono anche altre possibilità per “ragioni umanitarie” che vengono valutate, caso per caso e che non credo facciano parte della casistica di persone in età lavorativa, almeno generalmente.

Bisogna tener presente che lavorare a Cuba, come residente permanente, comporta un tenore di vita sensibilmente inferiore a quello che si ha nei Paesi industrializzati e comporta limitazioni materiali di cui il turista non ne risente, a meno che non si abbia un’altra fonte di reddito esterno o si apporti un capitale per avviare un lavoro autonomo che abbia un buon ritorno economico.

Volo diretto Barcellona/Avana

Da sabato 1° luglio, sarà operativo un volo settimanale da Barcellona all'Avana, operato dalla linea aerea spagnola Plus Ultra in pool con Cubana de Aviación. La franchigia è di due bagagli da 23 kg. ciascuno. Plus Ultra è la quarta linea iberica ad operare sull'Avana e riapre una linea che ha avuto vita breve circa 20 anni or sono.

domenica 18 giugno 2017

Che fine faranno i voli commerciali? E le crociere?

Con le misure che verranno adottate nel giro di pochi mesi, le 10 compagnie aeree nordamericane che operano su Cuba con voli commerciali, vedranno ridotte drasticamente, le quote di viaggiatori statunitensi da e per l’Isola.  Credo che potrebbe essere una buona occasione per le agenzie europee organizzare viaggi multidestino con passaggio da Cuba, vuoi con un programma USA/Cuba, o semplicente un viaggio di A/R sull’Avana via Miami o New York, vuoi con l’inserimento di altri Paesi della zona. L’Avana oggi è collegata con diversi aeroporti dell’area caraibica: Antigua e Barbuda, Bahamas, Repubblica Dominicana, Giamaica, Isole Cayman, Messico, Panama, Trinidad e Tobago, Venezuela. Immagino che le linee nordamericane, per non lavorare in perdita o cancellare la loro presenza a Cuba, sarebbero disposte a trattare prezzi convenienti per il turismo europeo che voglia conoscere l’area centro e nordamericana. Meditate, gente, meditate.

Altro discorso è per le crociere, se Trumpone applica strettamente le norme sull’embargo, nessuna nave può toccare porto cubano senza avere il divieto di 180 giorni per toccarne uno statunitense…

Trumpone show

Venerdì, ho rivisto, con  maggior attenzione ai dettagli, il proclama show dell’imitatore di Oliver Hardy. Certo, Hardy si esibiva per strappare risate, mentre Trumpone annuncia solo minacce e sciagure. Anche in questa occasione ha dimostrato di avere poche idee, ma confuse.  Si è dimenticato di aver detto, durante il suo dibattito pre elettorale con l’allora rivale che poi ha anche deriso, dopo averlo eliminato dalla corsa alla presidenza, che una politica che non ha funzionato per oltre 50 anni doveva essere cambiata…Dopo aver dichiarato di non voler violare l’indipendenza e sovranità di Cuba con ingerenze negli affari interni, ha posto una serie di condizioni, riguardanti gli affari interni, per riaprire un “dialogo costruttivo per i due popoli”. Nella sua esibizione, tipicamente americana, di afrontare i problemi politici come fosse un monologo di Broadway, ha esposto la sua visione, dettata da Marco Rubio, di Cuba. C’è da rilevare che il senatore repubblicano della Florida, è nato a Miami dove i suoi genitori si erano trasferiti nel 1956, ovvero ben prima dell’avvento al potere del “regime dei Castro”. C’era il “democratico” governo di Batista e il giovane Marco non ha mai calpestato il suolo cubano, così come il suo compare Donald.
Le citazioni retoriche, offensive e false sono uscite a fiumi, citando anche, nella grafica, l’errore sull’inizio dell’embargo a Cuba situandolo nel 1961, quando invece è entrato in vigore nel febbraio 1962.
Ha insistito sulla brutalità e l’esportazione della violenza e del terrorismo del “regime dei Castro”. Ha espresso la sua preoccupazione per il rispetto dei diritti umani a Cuba. Peccato che abbia confuso il terrorismo con la solidarietà internazionalista che nel passato, Cuba ha espresso con contingenti militari per combattere a fianco di popoli amici contro altri militari in guerre aperte e senza attentati in luoghi pubblici o stragi gratuite di civili.
Riguardo ai diritti umani, credo proprio che gli Stati Uniti non siano proprio l’esempio migliore, così come molti dei loro alleati come, ad esempio, l’Arabia Saudita con la quale si commerciano miliardi di dolari in armi. Ma è noto che per i nordamericani c’è differenza tra il figlio di puttana e “il nostro figlio di puttana”, al quale è permesso tutto.
Ha elogiato i superstiti della brigata 2506 che nel 1961 sono sbarcati alla Baia dei Porci (nessun riferimento del nome) come “eroi”, trascurando che tra i bombardamenti aerei che li appoggiavano e la loro “eroica”, per fortuna breve avanzata, hanno massacrato anziani, donne e bambini inermi.
Ha ricordato gli occupanti dei due aerei, in effetti disarmati, degli “Hermanos al Rescate” che non si trovavano in missione di salvataggio dei naufraghi, ma si disponevano a lanciare volantini antigovernativi sull’Avana ed erano stati diffidati dall’occupare lo spazio aereo cubano.
Ha citato “la persecuzione e il maltrattamento delle dame di bianco” che peraltro giravano o girano? Indisturbate per l’Avana, dove nessuno gli prestava (presta) la minima attenzione.
Ha inserito nello show l’esibizione di un figlio dell’ex capo, batistiano, della Polizia di Santiago de Cuba, suonando l’Inno Nazionale degli USA al violino.
Indubbiamente nel fiume di accuse portate qualcuna, magari, è anche vera. Ma è mostrando i muscoli e non dialogando che si possono dirimere i problemi?

Fra l’altro, tornando al tema sui “diritti umani”, ha anche avuto parole di augurio per il suo collega di partito, recentemente ferito da un disperato che naturalmente, era simpatizzante del partito oppositore. Peccato che i più ferrei difensori della libertà (diritti umani?) del libero commercio e detenzione delle armi, negli Stati Uniti, sia proprio il suo partito e lui uno dei più fervidi sostenitori. Chi la fa l’aspetti. E se capitasse anche a lui?

venerdì 16 giugno 2017

La montagna ha partorito un topolino?

Dopo tante illazioni, timori o speranze, è arrivato l’atteso discorso di “Oliver” Trumpone a Miami, con relazione alle prossime misure riguardanti i rapporti tra gli USA e Cuba.
Voglio, ma non posso. La montagna ha partorito il topolino. Un topolino che comunque, da buon roditore, rosicchia i rapporti economici e politici.
Trumpone che con tutti i difetti che può avere non è certo scemo, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte compiacendo i suoi amici Marco Rubio, Mario Díaz Balart, Ileana Ross Lethinen e compagnia, con un discorso pieno di retorica verso il “regime di Castro” proggrammato, oggi, in un “tempio” dello zoccolo duro degli anticastristi di Miami che lo hanno applaudito a scena aperta e osannato, ma non senza trascurare completamente l’umore dell’opinione pubblica, imprenditori, politici, militari oltre a enti pubblici e privati maggiormente orientati a mantenere il disgelo, se non a ristabilire completamente una relazione normale fra i due Paesi. Insomma, parole, parole, parole con qualche fatterello. In realtà dicendo che firmava l’annullamento “degli accordi del presidente Obama col regime di Castro”, non è entrato in dettagli su quali sono le sue intenzioni reali. Le misure più evidenti adottate, sarebbero quelle di restringere le regole adottate da Obama per i viaggi “non turistici” da Obama, mettendo paletti per la comprovazione delle reali intenzioni dei viaggiatori con destino Cuba, onde evitare il turismo, vero e proprio, mascherato e l’indurimento delle norme che regolano l’anacronistico ed extraterritoriale embargo economico, commerciale e finanziario verso Cuba, per cui non potevano mancare limitazioni e tagli alle possibilità di commercio con entità statali cubane e in particolare le imprese, civili,  appartenenti alle Forze Armate. Sembrerebbe che comunque non si torni a una rottura delle relazioni diplomatiche con chiusura delle rispettive ambasciate. Sempre tutto molto chiaro nello stile di Sua Prepotenza Oliver Trumpone, mmmmmmhhhh stupído!
Insomma, la “cronaca di una morte annunciata” che lascerebbe un lutto inferiore a quello che ci si poteva aspettare. Soltanto qualche lacrimuccia.
Fra l’altro queste disposizioni darebbero maggior forza alle richieste di portare avanti, nel Congresso, i progetti di legge per l’abolizione totale dell’embargo che porterebbe a relazioni veramente normali, al di la di contenziosi tipo la restituzione della base navale di Guantánamo.



venerdì 9 giugno 2017

Empeachment dietro l'angolo?

Mentre a Cuba si è inaugurato l’hotel Manzana Kampinski, di categoria 5 stelle plus nel centralissimo Parque Central e prosegue la costruzione di altre strutture lussuose in tutto il Paese, anche con vista a una completa liberalizzazione del turismo statunitense, Oliver Trumpone sta meditando sul proclama da presentare la settimana prossima a Miami, sede degli ultimi nostalgici anticastristi cubani, ma guarda caso anche della maggioranza dei residenti, provenienti dall’Isola favorevole a un disgelo totale. Cosa partorirà “Ollio”? Raderà al suolo completamente i progressi bilaterali ottenuti da Obama, li modificherà parzialmente o addirittura li supererà? Mah, aspettiamo, non manca molto per sapere se compiacerà i suoi amici Marco Rubio & c. oppure la maggioranza dei cubani di origine.

Nel frattempo, a lui come i suoi degni colleghi Temer (Brasile) e Macri (Argentina), comincia a tremare la terra sotto i piedi. Speriamo che sia una speranza anche per il Venezuela assediato da una destra fascista e violenta. 

sabato 3 giugno 2017

Ho riavuto (si fa per dire) internet

Dopo il trasloco, ho riavuto a tepo record il telefono e di conseguenza ho potuto riconnettermi (sic!) a internet. La velocità media di connessione non supera i 40kbps, pertanto ho inviato una lettera chiedendo un risarcimento (a norma di contratto) all'ETECSA, gestore unico dei servizi telefonici. A tutt'ora non ho avuto risposta se non una visita di tecnici per la revisione della linea, richiesta fatta separatamente all'ufficio assistenza, i quali non hanno risolto (come sempre) niente dicendomi che "forse dopo le 21.00 la connessione migliora", cosa che non è vera. Hanno anche suggerito di non tenere altri apparecchi connessi alla linea (di casa). 
Ecco la mia richiesta scritta e inevasa:

Estimados
Empresa de Comunicaciones de Cuba, S.A. (ETECSA)
Edificio Bejing, 3ra Avenida entre 76 y 78, obsoleta, falta de recursos, etcétera
Centro de Negocios Miramar
Playa, La Habana, Cuba
Asunto: Solicitud de descuento y/o rembolso por cuanto previsto por contrato.
                                                                                                   La Habana, 25 de mayo de 2017
Estimados.
Soy usuario del servicio conmutado de Internet desde algunos años y al momento de la activación del servicio, y unos años más, estaba conforme con las limitaciones del servicio debidas a las causas que todos conocemos: bloqueo y tecnología limitada, obsoleta, falta de recursos, etcétera. El servicio de 56kbpm, si no era entusiasmante era al menos suficiente a pesar de los altos costos que todavía, a pesar de las reduciones, siguen elevados y no sólo por la calidad si no en absoluto. De toda forma he subscrito y aceptado el contrato (no tengo alternativas).
Desde hace aproximadamente un año, o poco más, el servicio se ha vuelto insoportable, se pasan hasta HORAS para solamente abrír el buzón del correo. Esto es inaceptable y no conforme a los puntos 2.1 y 2.3 de “las obligaciones de las partes”  descritas en el contrato de uso. Así mismo cuanto previsto al punto 2.6 que es desatendido ya que cualquier queja, verbal o escrita se queda sin respuesta y sobre todo sin solución. Asistencia técnica culpa las lineas y los telefónicos a los servidores, pero nadie soluciona nada. Como si ambos no fueran servicios brindados por ETECSA, S.A.
Mi último plan tarifario de 100 horas mensuales, reducido provisoriamente a 20 en espera del traslado de la línea telefónica a la nueva dirección, nunca se ha cumplido en pleno ya que la desesperación me oblíga a cerrar la coneción por no poder navegar y, a menudo, tampoco leer los correos.
Por este medio pido a Esta Entidad que establezca un adecuado rembolso y/o una reducción de la tarífa, como dispuesto por el punto 2.7. del contrato, hasta que el servicio no vuelva a ser al menos “aceptable”, es decír que si no se pueden alcanzar los 56kbps, teóricos, se le acerquen lo más posible de manera que se pueda obtener una navegación, aunque lenta, como era al comienzo de mi subscrición.
Reservandome, en caso de no segumiento de la presente solicitud, una demanda legal y cualquier otra forma de protesta en el marco de la legalidad, les envio mís mejores saludos.
Aldo Abuaf

# cliente: 26022632913
Ave. 1ra B #23810 entre 238 y 242
Jaimanitas, Playa, La Habana
Teléf.: 72323835 – 53601038

Naturalmente questo e gli ultimi post, mi sono costati lunghi minuti di connessione con accidenti connessi.






Le prodezze di Oliver Trump Hardy

Dopo la gag degna del miglior “Ollio”, il compianto Oliver Hardy ai danni di Stan Laurel “Stanlio”, effettuata alla conferenza del G7 dove, naturalmente, nel caso di Oliver Trump non si trattava di voler far ridere, ma di dimostrare la prepotenza e la tracotanza del potere statunitense, è arrivato l’annuncio ufficiale del ritiro degli USA dall’accordo raggiunto alla Conferenza di Parigi sul cambio climatico.
Non sono mai stato un catastrofista né un accanito ambientalista, ma è anche vero che gli allarme degli scenziati ed esperti bisogna prendreli sul serio. Oliver Trump invece, dice che è un’invenzione dei cinesi a danno degli Stati Uniti (il resto del mondo, anche in questo caso non c’entra). Secondo lui rappresenta solo un danno economico per gli americani, fabbriche chiuse e posti di lavoro persi. Si sarà mai chiesto se la riconversione nella produzione di energia pulita e fonti rinnovabili non sia anche fonte di nuovi posti di lavoro e profitti per le aziende che la effettuassero? Certo per avviarla ci vogliono investimenti enormi ed è sicuramente più facile proseguire su una strada già tracciata. Peccato che sia una strada di sola andata.
Se, per esempio, le compagnie petrolifere invece che continuare a investire somme favolose per la ricerca del sempre più scarso petrolio le investissero nella produzione di nuove e meno devastanti forme non sarebbe meglio anche per loro? Potrebbero comunque mantenere la loro posizione di leader con maggior sollievo per la biosfera. O no?


venerdì 2 giugno 2017

Servizio di Raitalia del 25 maggio 2016

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a749efa6-26c0-4716-9b50-eff4ef590fa8.html

Uno dei molti servizi effettuati da Fiorella Cappelli a Cuba in questi ultimi anni.