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venerdì 31 ottobre 2014

Metronotte

METRONOTTE: trasporto pubblico sotterraneo in funzione nelle ore notturne

Blanca Rosa Blanco, una delle più popolari attrici cubane, è...italiana

In questi giorni ho avuto l’occasione di incontrarmi con una “ospite” eccezionale per questa pagina. Un’attrice di grande talento e che gode di una giusta enorme popolarità presso il pubblico cubano di ogni età e ogni tendenza. Sarebbe lungo e tedioso elencare uno per uno tutti i suoi lavori televisivi, cinematografici e teatrali, ne citeró solo due fra i più noti: nel cinema ha protagonizzato la parte della madre del bambino “disperso” nel film di Ian Padrón che fu candidato all’Oscar: “Habana Station” e nel piccolo schermo è una eccezionale “maggiore Monica” nella serie poliziesca “Trás la huella” nella quale ha contribuito ad aumentare i favori di publico e critica. Attualmente, inoltre, è una delle figure principali della telenovela “La otra esquina”, in onda in questi mesi sul canale Cubavisión, accompagnata da una serie di attori di prima grandezza, uno dei cast più ricchi che mi ricordi, della televisione cubana.



Si tratta di Blanca Rosa Blanco, sempre diversa, camaleontica, nelle sue interpretazioni nelle quali a volte è difficile riconoscerla di primo acchito, è in grado di caratterizzare qualunque personaggio, dal drammatico al brillante. Semplice, modesta e disponibile, come generalmente sono gli attori e i personaggi popolari a Cuba. Alla bravura unisce anche un fascino particolare che non guasta.
Non è introversa, ma ha il giusto riserbo che deve avere una persona della sua posizione. Certamente si nota, dietro alla sua naturale cordialità, la presenza di una donna decisa e determinata nel perseguire i suoi obiettivi. La sua vita privata è totalmente indipendente da quella pubblica, non certo di stile hollywoodiano. Come del resto è comune nel mondo dello spettacolo cubano.
Nata e cresciuta all’Avana, si è diplomata ll’ISA (Istituto Superiore dell’Arte)  a tutti gli effetti facoltà universitaria, nella specialità di Arti Sceniche.
L’incontro avviene nella casa-museo di Compay Segundo, indimenticato e indimenticabile musicista cubano, reso ancor più famoso dal film “Buena Vista Social Club”, dove si familiarizza col resto del cast che comprende Lieter Ledesma, che oltre ad essere attore è conduttore del più popolare varietà televisivo in onda la prima serata della domenica. Per l’occasione hanno anche girato uno spot promozionale per lo spettacolo.

                     

Sulle sue, ancor giovani, spalle ci sono diversi anni di lavoro con uno dei gruppi storici del Teatro cubano: il gruppo “Irrumpe”, fondato e diretto per molti anni dal compianto Roberto Blanco (nessuna parentela, solo omonimia) che ha messo in scena una lunghissima serie di classici del palcoscenico. Durante e dopo questa sua appartenenza al gruppo, come si è detto una serie innumerevole di partecipazioni a fiction sia televisive che cinematografiche, senza mai aver abbandonato il teatro. Certamente l’arte scenica è la sua vita e la conferma viene immediata.

Le chiedo come e quando è nata questa sua passione per l’attuazione.
“Fin dalla più tenera età ho avuto il desiderio di imparare brani a memoria, poesie, prose e oltre a recitarli per me stessa, facendo “prove di scena”, mi piaceva esibirmi, mettermi alla prova, per coloro che mi circondavano, nella fattispecie la mia famiglia o di amici della medesima”.
Invece l’esordio vero e proprio sulle scene?
“Avevo 9 anni e ho preso parte a un lavoro studentesco, un lavoro prettamente dilettantistico, mentre quello nella professione è stato con una parte nella telenovela “Las honradas”, avevo 19 anni ed è stato il trampolino che mi ha permesso di cominciare a fare una esperienza vera e propria nel mondo dell’arte scenica come professione. Non è stato un lavoro di grande importanza artistica, certamente, ma mi è servito per cominciare a capire come muovermi sui set e davanti alle camere e le luci. Contemporaneamente lavoravo di giorno col teatro universitario, dal momento che frequentavo ancora l’ISA e nello stesso periodo ho girato il film “Kleims Tropicana” oltre che lavorare anche di sera, in teatro, col gruppo Irrumpe. Un inizio molto intenso ma dal quale ho potuto imparare molto”.
Il tuo ultimo lavoro, fra l’altro ancora in scena tre volte la settimana in TV, è la telenovela “La otra esquina”, nel futuro hai progetti in vista?
“Come vedi oggi sono qua per fare conoscenza con i miei prossimi compagni di lavoro. Si tratta di un’operetta, l’unica, scritta da Compay Segundo e che andrà in scena nei giorni 14, 16 e 18 novembre al Teatro Miramar, in occasione della ricorrenza del 107° anno della nascita. Il titolo del lavoro è “Se secó el arroyo” (Si è asciugato il ruscello) per la regia di Ulises Salazár. Questo è l’impegno più immediato, poi ho già la proposta di una telenovela prossima ad essere girata e ho in mente un progetto come autrice e regista oltre che come attrice, sia in televisione che per un film poliziesco”.
Quel’è il personaggio che ti è piaciuto di più interpretare?
“Forse, quello che non ho ancora fatto. Per esempio mi piacerebbe moltissimo interpretare Shakespeare”.
Quello che ti è piaciuto di meno?
“Per fortuna ho la possibilità di scegliere i lavori che devo interpretare e se qualche personaggio o qualunque altra situazione non mi piace...non lo accetto”.
Quello che assomiglia di più, se c’è, a Blanca Rosa Blanco?
“La realtà supera sempre la finzione diciamo che in ognuno, seppure molto diversi fra loro, c’è un pochino di me, in fondo sono io che li interpreto e cerco di mettere quel po’ di me stessa che sia utile alla parte”.
La conversazione con Blanca è molto piacevole, una persona che ti fa sentire a tuo agio e mi rivela di essere cittadina italiana. Rimango di stucco e lei mi spiega di essere sposata con un ex compagno di scuola, cubano di nascita, ma figlio di madre italiana e che ha ottenuto la cittadinanza per diritto materno. Lei, a sua volta, l’ha ottenuta per matrimonio. Uno dei suoi più grandi rimpianti è quello di non essere mai stata in Italia, ma si è data come termine l’anno prossimo per realizzare questo desiderio. Data la sua posizione, e il suo passaporto che l’ha agevolata negli spostamenti all’estero, ha potuto o anche dovuto viaggiare spesso per Festival e premi vari, ma sempre nell’area americana. Solo una volta è stata in Europa: a Parigi e la tentazione di fare un salto in Italia, a portata di mano, era molta. Il tempo a disposizione però era poco ed avendo una sorella in Spagna ha preferito passare a trovarla prima del rientro a Cuba.
La sua relazione con l’Italia non finisce qua. E’ stata interprete di un film di David Riondino, girato a Cuba: “Cuba Libre – velocipedi ai Tropici” del 1997, in seguito a questa sua apparizione è stata scelta la sua immagine per una campagna di propaganda sul risparmio energetico promossa da Sorgenia e pubblicata sul Corriere della Sera. Dettaglio abbastanza grave della vicenda è che non ha mai riscosso una ricompensa per questo. Lei non recrimina e e non reclama niente, ma il sottoscritto si chiede: chi avrà incamerato quello che le era dovuto?
Per consegnarmi una copia del Corriere della Sera del 7 novembre 2007, dove appare nell’annuncio assieme ad un altro grande della scena cubana, Patricio Wood, mi ha dato appuntamento alle prove dello di “Se secó el arroyo”, dove ho aprofittato per “rubare qualche immagine.


                                           


 




Fin qua questo incontro con Blanca Rosa Blanco alla quale auguro di realizzare il suo desiderio, davvero grande, di visitare il nostro, e anche suo, Paese, oltre a proseguire nella sua carriera per arricchirla ancora di più, di successi e popolarità.





giovedì 30 ottobre 2014

Metafora

METAFORA: mezzo fuori (Veneto)

mercoledì 29 ottobre 2014

Embargo a Cuba: Resto del Mondo - USA, 188 a 2

Anche in occasione della 23ma votazione alle Nazioni Unite gli Stati Uniti d'America hanno incassato una pesante sconfitta politica, ma che non ha nessun effetto vincolante. Tutto rimane come prima. Eppoi dicono che uno si butta a sinistra...diceva il grandissimo Principe.

Metafisico

METAFISICO: mezzo corpo

martedì 28 ottobre 2014

Mestizia

MESTIZIA: zia triste

lunedì 27 ottobre 2014

Zurigo/Avana con Edelweiss

Compagnia aerea svizzera inaugura nuovi voli senza scali per L’Avana
Pubblicato da Redazione TTC 



La principale compagnia aerea Svizzera specializzata in viaggi turistici, Edelweiss, incorporerà un volo diretto supplementare per L’Avana da aprile del prossimo anno.
Una nota del Ministero del Turismo di Cuba specifica che la decisione obbedisce a una serie di modifiche apportate dalla società associata a Swiss International Air Lines ai suoi itinerari di viaggio e alle infrastrutture.
La nuova frequenza permetterà l’arrivo di un maggior numero di visitatori nella capitale cubana, provenienti da Svizzera ed Europa.


Novitá di Blue Panorama per la stagione invernale 2014-2015
Pubblicato da Redazione TTC 


Roma.- Nel corso della prossima stagione invernale 2014/2015 Blue Panorama Airlines prosegue nel suo programma di ristrutturazione aziendale annunciando numerose ed importanti novità.
Già dal 24 ottobre pv la compagnia opererà, dopo 2 licenze provvisorie, con un’ordinaria licenza di volo senza termine che ha appena rilasciato l’ENAC, anche sulla base del monitoraggio circa il migliorato stato economico della società.
Inoltre in questi giorni la compagnia ha trasformato il contratto di locazione di uno dei Boeing 737 già in flotta in acquisto a titolo definitivo.
Blue Panorama Airlines riconferma per la Winter 2014/15 l’intera programmazione di lungo raggio operata in proprio per i Caraibi – Cuba, Giamaica, Messico e Repubblica Dominicana – collegati sia da Milano che da Roma.
Cuba in particolare verrà raggiunta da Est ad Ovest con 7 servizi settimanali e voli per L’Avana, Cayo Largo, Santa Clara-Cayo Santa Maria, Holguin, e Santiago, ai quali si aggiungerà da Natale la novità assoluta del volo per Cayo Coco, isola ricca di fascino e perla dell’arcipelago Jardines del Rey.
Blue Panorama Airlines prosegue nel suo percorso di continua ottimizzazione della propria offerta con l’introduzione a partire dal 20 marzo 2015 del primo collegamento low cost tra la capitale russa e Milano, servendo rispettivamente i due aeroporti di Mosca-Domodedovo e Milano-Bergamo Orio al Serio. Tale collegamento si affianca al Mosca-Roma -divenuto permanente per tutto l’anno e con rotazioni addizionali in occasione del prossimo Capodanno– e punta a cogliere, oltre al consistente flusso di turisti e businessmen, anche la crescente domanda in vista dell’EXPO 2015 a Milano.
Per Blue-express, la low cost di Blue Panorama Airlines, quella che sta per iniziare sarà inoltre una stagione invernale di conferma del posizionamento altamente competitivo che il vettore ha raggiunto sull’area mediterranea.
Partono infatti domenica 26 ottobre 2014 i collegamenti diretti Genova-Tirana-Genova, che saranno operati 2 volte a settimana nelle giornate di mercoledì e domenica.
L’espansione delle operazioni su Tirana, avviate in concomitanza al traguardo dei 15 anni di attività del vettore, confermano la leadership di blu-express sullo scalo della capitale albanese da dove vengono ora servite 9 città italiane: Milano/Malpensa, Milano/Bergamo, Venezia, Verona, Bologna, Ancona, Pisa, Roma Fiumicino ed appunto Genova. Per la stagione Winter 2014/15, la compagnia ha inoltre previsto un’intensificazione delle frequenze nel periodo di alta stagione, dal 15 dicembre 2014 al 15 gennaio 2015, per soddisfare le esigenze di mobilità tra Italia ed Albania durante le festività di fine anno.
“Crediamo che la fiducia dimostrata dall’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile con il rilascio della nuova licenza di volo definitiva, sia un segno tangibile del grande impegno che stiamo profondendo per dare continuità alla nostra azione aziendale – commenta Franco Pecci, fondatore di Blue Panorama Airlines – In questo spirito, le novità proposte nell’ultimo periodo, sia a livello di destinazioni che di flotta, continuano a riflettere reali esigenze di mobilità dei vari segmenti di mercato, mentre il continuo miglioramento dei risultati economico-operativi riflettono in pieno il pragmatismo delle nostre scelte strategiche.”
“Con l’accessibilità garantita dalla convenienza delle nostre tariffe – conclude Pecci – puntiamo a stimolare tutte le esternalità positive legate alla presenza di un’offerta di qualità sui mercati di primaria importanza, sia per rispondere alla domanda di traffico in partenza dall’Italia che il contesissimo traffico incoming dai Paesi stranieri”.
I biglietti per le destinazioni servite dalla compagnia sono disponibili sui siti www.blue-panorama.com e www.blu-express.com, tramite call center chiamando dall’Italia lo +39 06 98956666 o il numero dedicato al mercato albanese +355 44 500130, nonché sui terminali GDS (Global Distribution System) utilizzati da tutte le migliori agenzie di viaggio.


Pronta la XXXII edizione della FIHAV, aumenta la presenza italiana

Gli spazi espositivi di FIHAV 2014 sono al completo
Pubblicato da Redazione TTC 




Già al completo le 25 sale espositive di Expocuba di 
L’Avana, che ospiterà la XXXII Fiera Internazionale dell’Avana dal 2 all’8 novembre. L’evento avrà come obiettivo principale quello di promuovere gli investimenti stranieri a Cuba.
Il Ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Esteri dell’isola, Rodrigo Malmierca ha recentemente dichiarato in una conferenza stampa che le aree esterne devono essere utilizzate per la visualizzazione dei prodotti.
Questa edizione sarà caratterizzato da circa 2.000 uomini d’affari stranieri provenienti da più di 60 paesi e 360 entità cubane, e i paesi che hanno maggiore crescita rispetto al precedente esercizio sono l’Italia e il Brasile. Inoltre parteciperanno 29 delegazioni di alto livello e i rappresentanti di 46 Camere di Commercio visiteranno la fiera.
A questo proposito, Malmierca ha annunciato che sono stati individuati progetti specifici e, in molti casi, sono stati fatti studi di fattibilità, che sono molto importanti per gli imprenditori.
Nel frattempo, Orlando Guillén, presidente della Camera di Commercio di Cuba, ha detto che lo stand dell’Ufficio della Zona Speciale di Sviluppo Mariel (ZEDM) e del Container Terminal situato nella zona, sono tra i principali espositori.
Secondo il manager, il programma è arricchito da convegni d’affari con delegazioni commerciali provenienti da Venezuela, Cina, Russia, Svizzera, Messico e Ungheria, in cui i partner cubani e stranieri potranno aggiornare lo stato dei loro legami commerciali.
La XXXII Fiera Internazionale de L’Avana sarà la cornice che servirà anche a celebrare il 500 ° anniversario della città diSantiago de Cuba, confermandosi come uno degli eventi più importanti del suo genere in America Latina.



Merluzzo

Merluzzo: merletto siciliano

Da leone a scimmia, di Ciro Bianchi Ross

Pubblicato su Juventud Rebelde del 26/10/14

Un lettore di Sancti Spiritus che firma il suo messaggio con il solo nome di battesimo – Miguel – e si dichiara lavoratore del Poder Popular in questa provincia, dice che ricorda di aver letto, crede in questo stesso giornale, la storia di un uomo che in un circo di Matanzas, affrontò una scimmia e che rimase tanto percosso nel combattimento che non giunse a incassare la ricompensa, alla fine. Riferisce che nei giorni scorsi, commentò questo fatto con sua moglie e che la signora non vuole crederci, pertanto chiede allo scriba che chiarisca il fatto.
Andiamo per parti. Ci fu davvero un incontro tra un pugile dei pesi medi, Evangelio Valente e un gorilla, ma non a Matanzas: all’Avana. Non successe nel tendone di un circo qualunque, ma nel famoso Ringling che faceva visite annuali a Cuba e si presentava al Palazzo dei Congressi e dello Sport, sito in Paseo e Mar, più o meno dove si trova la cosiddetta Fuente de la Juventud.
Il lettore ha ragione quando assicura di aver conosciuto questa storia grazie a Juventud Rebelde. La raccontò, in questo giornale, l’amico e collega Elio Menéndez, premio nazionale di Giornalismo che la raccolse nel suo libro Swuines a la nostalgia, pubblicato a Cienfuegos nell’anno 2005, dall’Editrice Mecenas; una coedizione con questo giornale.
La storia  così.
Come pugile professionista, Evangelio raggiunse più vittorie che sconfitte. Di 97 combattimenti effettuati ne vinse 65, di questi 52 per K.O. e fece 12 pareggi. Gareggiava nella categoria dei medi e la sua mano migliore era la destra con la quale, dicevano, picchiava come un mulo. Con questa mise fuori combattimento lo spagnolo Lorenzo Gómez Naya e anestetizzò il triplice campione nazionale Mario Raúl Ochoa, titolare del pesi medi, mediomassimi e massimi. Oltre a fratturare la mascella a due rivali.
Fra il 1935 e 1946, Evangelio si presentò in diverse piazze del Paese, alcune di prima categoria come l’Arena Cristal e il Palazzo dei Congressi e dello Sport. Ma non arrivò mai a raggiungere una borsa decorosa.
All’inizio del 1957, Valiente si era a ritirato da diversi anni e passava i 40. Si avvicinava il 6 gennaio e il suo cuore di padre si ruppe con le letterine con cui i suoi cinque figli chiedevano giocattoli ai Re Magi. (A Cuba è più tradizione che a Natale. N.d.T.). Questa volta i bambini sarebbero rimasti senza giocattoli, Valiente non aveva i soldi per comprarglieli.
Un amico che sapeva della disperazione di valiente per l’approssimarsi del Giorno dei Re, corse a dirgli che nel circo che si trovava in Paseo y Mar cercavano qualcuno che si mettesse in una gabbia con un gorilla al fine di dar vita a un incontro di boxe diverso e differente. Chi lo facesse riceverebbe cinque pesos per ogni minuto che passasse affrontando la belva. L’animale sarebbe salito sul ring con una museruola di ferro e due guanti enormi confezionati per quell’incontro.
Il Palazzo dei Congressi e lo Sport si era inaugurato il 1° ottobre del 1944 con un incontro pugilistico sensazionale. Fu demolito nella seconda metà degli anni ’50 con l’obbiettivo di ampliare il Malecón, che giunse quindi al suo limite sulle sponde del fiume Almendares. In quel Palazzo delle Convenzioni e dello Sport si installò una pista di ghiaccio per i pattinatorie fu, inoltre, la sede abituale del circo nordamericano Ringling che visitava l’Avana tutti gli anni in occasione delle festività natalizie.
Valiente ascoltò con attenzione quello che gli diceva il suo amico e non ci pensò due volte. Avrebbe affrontato il gorilla, se quello era l’unico modo di ottenere i soldi che gli occorrevano per i giocattoli dei suoi figli. Prima di mettersi nella gabbia pianificò la sua strategia. Si sarebbe mosso incessantemente attorno all’animale, avrebbe mandato a vuoto qualche “jab” per non farlo infuriare. E come faceva nei suoi incontri di 12 round si gestirebbe, senza sprecarle, le energie perché il combattimento durasse il più possibile. Più fosse durato, più avrebbe guadagnato l’ex campione.
L’amico da fuori della gabbia gli avrebbe contato i minuti e a misura che passassero Valiente avrebbe fatto i suoi conti: ho già il camioncino di pepe, la bambola di Lala: adesso vado per i pattini di Tomasito...Quando passarono cinque minuti , si sentì tentato di abbandonare il combattimento. Non aveva più l’agilità e la resistenza di una volta. Era stanco di tante e tante giravolte e in definitiva aveva risolto il problema dei giocattoli dei Magi per i bambini.
Anni dopo, raccontava lo stesso Evangelio Valiente al cronista Elio Menéndez “Al principio la gente mi gridava: - Evangelio, tu sei pazzo! Questo gorilla ti ammazzerà! –“ Ma col passare di minuti, vedendo che l’animale non riusciva a raggiungermi, gli spettatori andarono guadagnando fiducia ed entusiasti mi chiedevano che lo picchiassi. I più esaltati gridavano – Stendilo! Stendilo! Stendilo! – Diventai pazzo, è la verità, ma le grida di quella gente mi fecero impazzire” Ricorderà anni dopo Evangelio Valente.
Solo così osò fare quello che fece. Pensò che il Palazzo delle Convenzioni e lo Sport fosse lo scenario delle sue grandi vittorie, ricordò che il Palazzo delle Convenzioni e lo Sport fosse lo scenario delle sue grandi vittorie, ricordò tutti i rivali che aveva messo al tappeto e si disse: “ E se gli metto un dstro all’animale e lo stendo?” Si avvicinò all’animale, fece una finta e gli infilò il destro. La bestia sentì il diretto e non fece aspettare la sua risposta. Quell’animale lanciò fiamme dagli occhi, si percosse il petto come fanno le scimmie nei film di Tarzan e si lanciò sul pugile con grandi urla. Evangelio Valiente cercò di girarsi, ma poteva solo strisciare sulle gambe e vide arrivare il colpo che il gorilla gli dette, senza poterselo togliere di dosso. Lo fecero uscire con urgenza dalla gabbia e lo portarono all’infermeria. Gli dettero cinque punti alla testa.
Quando sua moglie lo vide arrivare a casa, bendato, gli chiese se lo aveva investito un autobus,
“Che autobus e autobus! – rispose Valiente – Mettiti su un vestitino, vecchia, che andiamo a comprare i giocattoli ai bambini”.
Un’altra volta Mojica
Cis ono due cose. O a José Mojica piaceva molto l’Avana o pone resistenza a lasciare questa pagina. Ho dedicato una cronaca che fece il soprannominato tenore dalla voce d’oro nel 1931 e due lettori, la disegnatrice Piedad Subiráts e il Dottor Diego Artíles, dell’Ospedale 10 de Octubre, sono venuti subito all’assalto per ricordare che tornò nel 1953 per una seconda visita. E già per allora aveva indossato gli abiti religiosi, anche se godesse di dipsensa religiosa per poter cantare e recitare.
Su Mojica adesso scrive lo storico Pedro Urbezo, autore del libro El teatro América y su entorno mágico, che opportunamente commentiamo qui. Dice Urbezo, nel suo messaggio elettronico, che la visita a cui alludono la eccellente disegnatrice eil dottor Artiles sarebbe, in ogni caso, la terza. Ebbene, garantisce Urbezo: “Si presentò sullo scenario del teatro América nella settimana dal 7 al 13 maggio del 1951”, in funzioni notturne da lunedì a venerdì e in doppia funzione i fine settimana di  odo che festeggiò la domenica 13 la Giornata della Madre. Tutte le rappresentazioni. Segnala Urbezo, furono a teatro esaurito e Mojica uscì sempre sulla scena con il suo abito monacale.
Di fretta
Mi recriminano da remedios, a Villa Clara, il perché nella pagina del 5 ottobre scorso, parlando del cubano che fu presidente del Governo spagnolo, omisi di menzionare la fonte da cui presi l’informazione. Il soggetto in questione è il generale Dámaso Berenguer, nato prcisamente a Remedios, al tempo in cui Cuba era ancora una colonia.
Per scrivere la mia nota mi sono basato sull’investigazione del diplomato Rafael Farto Muñiz, il deceduto storico di questa località villaclareña e autore del libro San Juan de los Remedios. Appunti sulla sua storia e alcuni  miti e leggende  frappresentativi della tradizione orale. Nonostante non ci sia giustificazione sull’omissione della fonte, devo chiarire che il mio documentarista mi ha passato i dati sul riferito generale, non segnalò la bibliografia utilizzata e io, semplicemente, me la sono sciroppata.
Risposta a Solange: nella decade del ’50 del secolo scorso, il turismo si concentrava all’Avana e in misura molto più piccola a Varadero e all’Isola dei pini. La capitale disponeva di oltre 50 alberghi – quattro di questi di lusso – con 4900 camere e 9800 posti letto. Nella Spiaggia Azzurra (Varadero, n.d.t.) non si superavano le 700 camere e l’Isola dei Pini poteva sistemare al massimo 200 visitatori. Circa 223.000 turisti hanno passato le loro vacanze a Cuba nel 1956. Altri 272.000 lo fecero nel ’57 e l’anno seguente la cifra discese a 212.000.
Pedro M. Calzada Ajete inquisisce su una canzone interpretata da Benny Moré e che si intitoloa, dice,  Rezo en la noche. Assicura che esordì nel 1957 e desidera sapere chi è il suo autore e che reazione provocò gfra le autorità della dittatura batistiana.
Dice: “ Oggi dedico il mio canto alle madri che soffrono l’assenza/ del figlio idolatrato, che mai più tornerà/ alla sposa che soffrenel silenzio il crudele abbandono/ e al bambino innocente che domanda: Dov’è il mio papà? Dov’è il mio papà?”
Lo scriba ricorda perfettamente il testo, però dubita che sia come dice il lettore, del 1957, se non dopo la vittoria della Rivoluzione. La censura batistiana non avrebbe permesso qualcosa di simile.
Osmany Santiago, parroco di Encrucijada, desidera informazione sulla Gran Duchessa di Lussemburgo che è cubana, avanera per la precisione e Pedro Víves Machado inquisisce sull’obelisco di 100 e 31, a Marianao.

A entrambi risponderò opportunamente.


De león a mono
Ciro Bianchi Ross * 
digital@juventudrebelde.cu
25 de Octubre del 2014 18:27:51 CDT

Un lector de Sancti Spíritus que firma su mensaje solo con su nombre
de pila --Miguel-- y dice ser trabajador del Poder Popular en esa
provincia, dice que recuerda haber leído, cree que en este mismo
diario, la historia de un hombre que, en un circo de Matanzas, se
enfrentó con un mono y que quedó tan mal parado en el combate que no
alcanzó a cobrar al final la recompensa. Refiere que días atrás
comentó este incidente con su esposa y que la señora se resiste a
creerlo, pide al escribidor que precise el asunto.
Vayamos por partes. Fue en verdad una pelea entre un ex boxeador de
los pesos medianos, Evangelio Valiente, y un gorila, y no en Matanzas,
sino en La Habana. No ocurrió el tope en un circo cualquiera, sino en
el famoso Ringling, que hacía visitas anuales a Cuba y se presentaba
siempre en el Palacio de Convenciones y Deportes, sito en Paseo y Mar,
más o menos donde se halla la llamada Fuente de la Juventud.
Razón tiene el lector cuando asegura que conoció esta historia gracias
a Juventud Rebelde. La contó en este diario el colega y amigo Elio
Menéndez, premio nacional de Periodismo, que la recogió luego en su
libro Swines a la nostalgia, publicado en Cienfuegos, en el año 2005,
por la editorial Mecenas; una coedición con este periódico.
La historia es así.
Como boxeador profesional, Evangelio Valiente alcanzó más triunfos que
derrotas. De 97 combates que efectuó, ganó 65, de estos 52 por nocaut,
e hizo 12 tablas. Peleaba en la división mediana y su mejor mano era
la derecha, con la que, decían los cronistas, pegaba como un mulo. Con
esa puso fuera de combate al español Lorenzo Gómez Naya y anestesió al
triple campeón nacional Mario Raúl Ochoa, titular mediano,
semicompleto y completo. Además de fracturarles el maxilar a dos
rivales.
Entre 1935 y 1946, Evangelio se presentó en diversas plazas del país,
algunas de primera, como la Arena Cristal y el Palacio de Convenciones
y Deportes. Pero jamás llegó a alcanzar una bolsa decorosa.
A comienzos de 1957, Valiente llevaba varios años en retiro y pasaba
de los 40. Se aproximaba el 6 de enero y su corazón de padre se laceró
con las carticas en las que sus cinco hijos pedían juguetes a los
Reyes Magos. Esta vez los niños quedarían sin juguetes, pues Valiente
no tenía dinero para comprárselos.
Un amigo que sabía de la desesperación de Valiente por la proximidad
del Día de Reyes, corrió a decirle que el circo establecido en Paseo y
Mar buscaba a alguien que se metiera en una jaula con un gorila a fin
de escenificar un combate de boxeo distinto y diferente. Quien lo
hiciera recibiría cinco pesos por cada minuto que pasara enfrentado a
la fiera. El animal saldría al ring con un bozal de hierro y dos
guantes enormes confeccionados en especial para aquella pelea.
El Palacio de Convenciones y Deportes se había inaugurado el 1ro. de
octubre de 1944 con un tope boxístico sensacional. Fue demolido en la
segunda mitad de los años 50 con el objetivo de ampliar el Malecón,
que llegó entonces a su límite en la orilla del río Almendares. En
aquel Palacio de Convenciones y Deportes se instaló una pista de hielo
para patinadores y fue además la sede habitual en Cuba del famoso
circo norteamericano Ringling, que visitaba La Habana todos los años,
en ocasión de las fiestas navideñas.
Valiente escuchó con atención lo que le decía su amigo y no lo pensó
dos veces. Se enfrentaría al gorila, si aquella era la única forma de
obtener el dinero que necesitaba para los juguetes de sus hijos.
Antes de meterse en la jaula planificó su estrategia. Se movería sin
cesar alrededor del animal, tiraría algún que otro jab al aire para no
enfurecerlo. Y como hacía en sus peleas a 12 rounds, se dosificaría,
no malgastaría energías para que el combate se alargara el mayor
tiempo posible. Mientras más durara, más ganaría el ex campeón.
El amigo, desde fuera de la jaula, iba contándole los minutos, y a
medida que pasaban, Valiente sacaba la cuenta: Ya tengo el camioncito
de Pepe y la muñeca de Lala; ahora voy por los patines de Tomasito...
Cuando pasaron cinco minutos, se sintió tentado de abandonar el
combate. Ya no tenía la agilidad de antaño ni la resistencia tampoco.
Estaba cansado de tantas y tantas vueltas y, en definitiva, tenía
resuelto ya el problema de los juguetes de Reyes de los niños.
Años después contaba el mismo Evangelio Valiente al cronista Elio
Menéndez: “Al comienzo, la gente me gritaba: -¡Evangelio, tú estás
loco! ¡Ese gorila te va a matar!- Pero al pasar los minutos y ver que
el animal no podía alcanzarme, los espectadores fueron ganando
confianza y, entusiasmados, me pedían que le pegara. Los más
enardecidos vociferaban -¡Tíralo!, ¡tíralo!, ¡tíralo! - “.
“Me volví loco; la verdad es que aquellos gritos me enloquecieron”,
recordaría años más tarde Evangelio Valiente.
Solo así se atrevió a hacer lo que hizo. Pensó que el Palacio de
Convenciones y Deportes era el escenario de sus grandes triunfos,
recordó a todos los rivales que allí había tirado a la lona y se dijo:
“¿Y si le meto un derechazo al bicho y lo tiro?” Se acercó al animal,
hizo una finta y le coló la derecha. El bicho se sintió el derechazo.
Y no demoró su respuesta. Aquel animal echó fuego por los ojos, se
golpeó el pecho, como lo hacen los monos en las películas de Tarzán, y
se abalanzó sobre el boxeador con grandes alaridos. Evangelio Valiente
trató de girar, pero apenas podía arrastrar las piernas y vio venir el
golpe que el orangután le lanzó sin poder quitárselo de encima. Lo
sacaron urgente de la jaula y lo llevaron a la enfermería. Le dieron
cinco puntos en la cabeza...
Cuando su mujer lo vio llegar a la casa, vendado, le preguntó si lo
había atropellado una guagua.
“¡Qué guagua ni qué guagua!--respondió Valiente--. Échate un vestidito
por encima, vieja, que vamos a comprarles los juguetes a los niños”.

Otra vez Mojica

Hay dos cosas. O a José Mojica le gustaba mucho La Habana o se resiste
a abandonar esta página. Dediqué una crónica a la visita que el
llamado tenor de la voz de oro nos hizo en 1931, y dos lectores, la
diseñadora Piedad Subiráts y el doctor Diego Artiles, del Hospital 10
de Octubre, salieron enseguida a la palestra para recordar que regresó
en 1953 para una segunda visita. Ya para entonces había tomado los
hábitos religiosos, aunque gozaba de licencia eclesiástica para actuar
y cantar.
Sobre Mojica escribe ahora el historiador Pedro Urbezo, autor del
libro El teatro América y su entorno mágico, que comentamos aquí
oportunamente. Dice Urbezo en su mensaje electrónico que la visita a
la que aluden la destacada diseñadora y el doctor Artiles sería, en
todo caso, la tercera, pues, asegura Urbezo, “se presentó en la escena
del América durante la semana del 7 al 13 de mayo de 1951”, en
funciones nocturnas de lunes a viernes y en doble función el fin de
semana, con lo que festejó el domingo 13 el Día de las Madres. Todas
las presentaciones, señala Urbezo, fueron a teatro lleno y Mojica
salió siempre a escena con su atuendo de fraile.

De vuelta y vuelta

Me recriminan desde Remedios, en Villa Clara, porque en la página del
5 de octubre pasado, al hablar sobre el cubano que fue presidente del
Gobierno español, omití mencionar la fuente de donde tomé la
información. El sujeto en cuestión es el general Dámaso Berenguer,
nacido precisamente en Remedios, en tiempos en que Cuba todavía era
colonia.
Para escribir mi nota me basé en la investigación del licenciado
Rafael Farto Muñiz, el fallecido historiador de esa localidad
villaclareña y autor del libro San Juan de los Remedios. Apuntes sobre
su historia y algunos mitos y leyendas representativos de la tradición
oral
. Aunque no hay justificación en la omisión de la fuente, debo
aclarar que mi documentalista me pasó los datos sobre el referido
general, no consignó la bibliografía utilizada, y yo, sencillamente,
me fui con la de trapo.
Respuesta a Solange: En la década de los 50 del siglo pasado, el
turismo se concentraba en La Habana y en muy menor medida en Varadero
e Isla de Pinos. La capital disponía de más de 50 hoteles --cuatro de
estos de lujo-- con 4 900 habitaciones y 9 800 capacidades. En la Playa
Azul no pasaban de 700 las habitaciones e Isla de Pinos podía acomodar
a lo sumo a unos 200 visitantes. Unos 223 000 turistas extranjeros
vacacionaron en Cuba en 1956. Otros 272 000 lo hicieron en el 57 y al
año siguiente la cifra descendió a 212 000.
Pedro M. Calzada Ajete inquiere sobre una canción que interpretaba
Benny Moré y que se titula, dice, Rezo en la noche. Asegura que se
estrenó en 1957 y desea saber quién es su autor y qué reacción provocó
en las autoridades de la dictadura batistiana.
Dice: “Hoy dedico mi canto a las madres que sufren la ausencia / del
hijo idolatrado que valientemente cayera / defendiendo el sagrado
derecho de la libertad / y a la patria, que solemnemente jurara
lealtad / hoy dedico mi canto a las madres que sufren la ausencia /
del hijo idolatrado, que nunca jamás volverá / a la esposa que sufre
en silencio el cruel abandono / y al nené que inocente pregunta:
¿Dónde está papá? ¿Dónde está mi papá?”.
El escribidor recuerda perfectamente la letra, pero duda que sea, como
dice el lector, de 1957, sino de después del triunfo de la Revolución.
La censura batistiana no hubiera permitido algo así.
Osmany Santiago, párroco de Encrucijada, desea información sobre la
Gran Duquesa de Luxemburgo, que es cubana, habanera por más señas, y
Pedro Vives Machado, inquiere sobre el obelisco de 100 y 31, en
Marianao.
A ambos responderé oportunamente.

Ciro Bianchi Ross
cbianchi@enet.cu
http://wwwcirobianchi.blogia.com/
http://cbianchiross.blogia.com/

domenica 26 ottobre 2014

Merletto

MERLETTO: piccolo uccello canterino

sabato 25 ottobre 2014

Quando il Milan era dei "Tulipani" e noi con qualche anno meno....

L'amico Gianni Potente già addetto alla sicurezza della nostra ambasciata a Cuba e che non sentivo da anni, mi ha inviato dalla natia Lecce una bella foto ricordo di altri tempi quando ci si riuniva per giocare a calcio anche con altri amici non presenti nella foto. All'epoca ricordo di aver calpestato tutti (credo) i terreni da calcio dell'Avana, dallo stadio principale Pedro Marrero all'Eduardo Saborít, la Polar, el Campo Armada, la Girardilla, la escuela de Quimica. Abbiamo fatto tante partite con squadre a volte miste con altri stranieri a volte di "Italia" contro il Resto del Mondo (cubani, cileni, boliviani, sovietici, bulgari. ecc.). Durante i giochi Panamericani del 1991, essendo accreditato come giornalista, invece ho disputato la partita tra inviati e corrispondenti (credo l'unico straniero con questa qualifica) del Resto del Mondo, contro l'agguerrita formazione degli inviati argentini che avevano portato uniformi e tutto ed erano abituati a giocare assieme. Li abbiamo battuti 4 a 3, con loro grande rabbia...
Nella foto da sinistra: Aldo "Pincél" (pennello) Abuaf, Mario Demaria, Mario Baldassarri, Luciano Campoli, Gianni Potente e sotto: Marco "Van Basten" Gorini e Aldo "el Leñador" (picchiatore) Peano.

Grazie Gianni mi hai fatto un bel regalo...nostalgia a parte.

Mercanzia

MERCANZIA: parente dedita al commercio

venerdì 24 ottobre 2014

Menomare

MENOMARE: non abusare di sole spiaggia e salsoiodico

giovedì 23 ottobre 2014

E questa Fiat 600?

Anche lei nel suo piccolo (motore), si difende...o no?



Memorialista

MEMORIALISTA: elenco imparato verbalmente

mercoledì 22 ottobre 2014

Il fascino della Mini

Anche questa Mini Morris si difende bene, nonostante non abbia avuto il maquillage della 1100...


Melomane

MELOMANE: fanatico dei pomi

martedì 21 ottobre 2014

Una vecchia signora in forma: FIAT 1100TV

Dopo qualche intervento di chirurgia plastica, utile vista l'età rispettabile, questa 1100TV fa ancora la sua bella figura...e il suo dovere.


Melodioso

MELODIOSO: albero da frutta del Giardino dell'Eden

lunedì 20 ottobre 2014

Eppur si muove...il disgelo U.S.A. - Cuba

Dopo l'apertura del New York Times della settimana scorsa, sono sempre più i media (e l'opinione pubblica) nordamericani che chiedono una revisione della politica verso Cuba e fra pochi giorni ci sarà, alle Nazioni Unite, l'ennesimo voto riguardo l'embargo.
Fonte: el Nuveo Herald
Discuten posible cambio de política exterior hacia Cuba
NORA GAMEZ TORRES
NGAMEZTORRES@ELNUEVOHERALD.COM
El Arzobispo de Miami, Thomas Wenski y la periodista Mirta Ojito, directora de News Standards de Telemundo, durante la conferencia.NORA GAMEZ TORRES/EL NUEVO HERALD
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Políticos demócratas y académicos reunidos esta semana en un evento para invitados de la prensa nacional y extranjera en la Universidad de Columbia insistieron en que el presidente Barack Obama tiene la potestad y la oportunidad para cambiar significativamente la política hacia Cuba.
En la conferencia titulada “Covering Cuba in an era of change”, el congresista por Massachusetts, Jim McGovern, aseguró que los cambios no vendrían del Congreso, “donde ahora mismo no ganaríamos la votación para quitar la ley Helms Burton [que codifica el embargo] ni las restricciones de viaje”, dijo y añadió que “la única esperanza es que la administración tome acción”.
Este fue un llamado apoyado por el ex asesor de la Casa Blanca, el abogado Gregory Greg, quien afirmó que los Estados Unidos debían unilateralmente cambiar su política con Cuba, “independientemente de si liberan a Alan Gross o si mejoran las condiciones para la disidencia”, dijo.
Greg opinó que la política actual es “ineficiente” e impide a EEUU convertirse en “una fuerza positiva de cambio” en la isla. “Debemos cambiar nuestra política no porque queremos ser agradables con los cubanos sino porque es de interés nacional y no necesitamos la bendición de ellos para hacerlo”, aseguró.
Sin embargo, aunque ambos se refirieron a rumores sobre una posible medida de Obama después de las elecciones, McGovern admitió que esto podría no suceder pues “Cuba no es el asunto más importante de la política exterior de los Estados Unidos”.
El congresista también consideró que el país caribeño no pertenecía a la lista de los países que patrocinan el terrorismo y compartió su frustración sobre el bloqueo de las negociaciones para el canje del contratista Alan Gross, encarcelado en Cuba, por tres agentes cubanos condenados por espionaje en Estados Unidos.
McGovern, que es uno de los directores de la comisión de derechos humanos en el Congreso, dijo que una “apertura” con Cuba eliminaría el pretexto que usa el gobierno cubano “para justificar muchas de sus políticas represivas” y añadió que “hay políticos de línea dura en el gobierno cubano que quieren que nada cambie y están muy nerviosos, pero en cualquier caso, el futuro de los cubanos deben determinarlos los cubanos, no Washington”.
Varios expertos asistentes, entre ellos Peter Schechter, director del Centro Latinoamericano Adrienne Arsht del Atlantic Council, consideraron que aquellos que favorecen mantener el embargo constituyen una minoría en los Estados Unidos y que habría “poco daño político” para el presidente Obama y el partido demócrata si este promueve un cambio en ese sentido.
Parte del consenso sobre el cambio de la política hacia Cuba se basa en la tesis de que el voto cubanoamericano ya no es tan importante, pues el voto hispano en la Florida, que sigue siendo un estado clave para las elecciones presidenciales, se ha diversificado con la llegada de puertorriqueños, colombianos y otros grupos nacionales. Qué porcentaje de estos grupos finalmente vota y se moviliza fue una cuestión que quedó sin respuesta en las sesiones.
Asimismo, aunque la encuesta sobre Cuba que realizó recientemente la Universidad Internacional de la Florida encontró que la mayoría de los votantes cubanos en Miami Dade respaldaban eliminar el embargo, el profesor Guillermo Grenier, uno de los directores del estudio, señaló que pese al cambio demográfico que viene ocurriendo en el condado desde mediados de los 90 del siglo pasado, con la llegada de nuevos emigrantes cubanos, todavía el mayor número de los votantes cubanoamericanos corresponde a los que llegaron en las distintas oleadas migratorias hasta 1980, que estarían más movilizados políticamente que los “recién llegados”. Y para estos votantes, “Cuba todavía importa”, añadió Grenier.
Otros invitados al evento—organizado por la Graduate School de Periodismo de Columbia—discutieron temas centrales para entender el contexto cubano actual. Los historiadores Louis Perez ,de la Universidad de North Carolina, y Alejandro de la Fuente, de la Universidad de Harvard, se refirieron a la centralidad de la soberanía nacional en el discurso político cubano y el resurgimiento del racismo en la Cuba contemporánea, respectivamente.
Por su parte, el arzobispo de Miami, Thomas Wenski, en conversación con la periodista y directora de News Standards de Telemundo, Mirta Ojito, resumió la historia de la diáspora cubana en la Florida y el papel de la Iglesia católica en promover la reconciliación y el diálogo entre los cubanos.
Sobre la Ley de Ajuste Cubano, que otorga beneficios especiales a los cubanos que llegan a Estados Unidos, el arzobispo consideró que “la solución no es tratarlos tan pobremente como a los demás inmigrantes. Por el contrario, la ley es un modelo de cómo debemos tratar a otros inmigrantes y ha sido una de las causas del éxito del exilio cubano”, opinó.
Otros presentadores se refirieron a proyectos de colaboración entre Cuba y Estados Unidos en el campo de la medicina, la economía sustentable y la conservación de los océanos y cómo estos podrían expandirse en caso de un cambio de política.
Voces cubanas
El escritor Orlando Luis Pardo Lazo, la bloguera independiente Miriam Celaya y el músico y artista plástico David Escalona, dieron una visión más cercana de Cuba con sus testimonios sobre el quehacer del periodismo y el arte independientes en la isla.
En un panel moderado por el profesor de Baruch College, Ted Henken, Celaya y Pardo Lazo destacaron que en la isla no pueden dialogar con las autoridades ni con académicos o periodistas oficiales, y se refirieron a la “campaña de descrédito” de la que son objeto en los medios y la blogosfera oficial. “Somos interlocutores en Estados Unidos pero no en Cuba”, destacó Celaya.
La bloguera relató cómo lograba conectarse a Internet por distintas vías en la isla para enviar sus artículos y colaboraciones con 14ymedio, el periódico digital creado por la bloguera Yoani Sánchez, aunque recordó que sobre ellos pende “la ley 88”, un decreto conocido como “Ley Mordaza” que limita la libertad de expresión.
Sobre el impacto del nuevo medio en los lectores cubanos, Celaya dijo que era “muy bajo, por la escasa conectividad” aunque lograron introducir el contenido del periódico en los llamados “paquetes”, un compendio digital de información, series de televisión, películas y videos musicales que se distribuye de manera informal en Cuba.
Sobre la reforma promovida en la isla por el gobierno de Raúl Castro, Celaya y Escalona destacaron el impacto positivo de la nueva ley migratoria cubana, que les permite viajar al extranjero y participar en entrenamientos, conferencias y conciertos, así como adquirir tecnología para su trabajo en Cuba.
Escalona, que pertenece al colectivo artístico Omni Zona Franca, originado en Alamar, relató también como se han ido reduciendo los espacios de expresión y reunión para los artistas independientes en la isla, con el cierre de festivales y el control sobre los lugares de actuación pública.
“El cubano está listo para prosperar, pero hace falta que quienes están en el poder, pasen la pelota”, opinó el artista.
El evento concluyó este sábado con varios paneles en que reconocidos periodistas y escritores, entre ellos Jon Lee Anderson, Ann Louise Bardach y Achy Abejas, analizaron la cobertura que realiza la prensa estadounidense sobre Cuba.