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lunedì 28 agosto 2023

Spagnoli, ma non esagerate un po'?

  Mi sembra che la polemica scoppiata in Spagna per un bacio inopportuno dato dal Presidente della Federazione Calcio, Luis Rubiales, alla giocatrice Jenni Hermoso stia passando i limiti del buon senso. Indubbiamente il dirigente ha compiuto un gesto inappropriato per il suo ruolo e senza consentimento della "controparte". Bisogna però anche considerare le attenuanti date dall'euforia del momento anche se, il Nostro, avrebbe dovuto contenersi visto il suo ruolo, ma è umanamente comprensibile se poi si considera che il "fattaccio" è durato una frazione di secondo e senza evidente morbosità sessuale. Mi sembra che ragionevolmente, un fatto del genere poteva essere risolto con un richiamo e una multa con o senza sospensione temporanea dalla funzione, ma da qua a trasformarla in un "atto di violenza sessuale" paragonabile a uno stupro, come vogliono le femministe più o meno accanite e come lo sta ricamando la stampa, ce ne corre...Il bello è che succede in un Paese tanto moralista e ipocritamente latino, dove si è approvata recentemente (2023) una legge proposta dal Partito Socialista (sic!!!!) che ha messo in libertà stupratori con condanne pesanti passate in giudicato, dove si  torturano e seviziano i tori che sono animali mammiferi, non insetti molesti, e poi si uccidono per puro divertimento in nome di una presunta cultura storica con buona pace della Comunità Europea e dell'opinione pubblica internazionale.

Arriba España!

 

lunedì 14 agosto 2023

Qualcosa non quadra

 C'è qualcosa che non quadra, a parer mio, in questo Paese che molti di noi hanno ammirato e idealizzato tra gli anni '60 e '80 del secolo scorso e con qualche riserva nei '90. Non si pretendeva certo una società piatta e uniforme come da comunismo utopico, ma almeno una buona dose di giustizia sociale che mi sembra stia venendo sempre meno applicata.

Si è creato un "capitalismo a scartamento ridotto" con l'apertura, sempre più concessa a lavori, cooperative e aziende di piccola e media dimensione. Questo pur essendo un vantaggio in senso economico e pratico per il lavoratore e consumatore mette in dubbio il sistema "tutto statale" (o quasi) applicato fino a pochi anni fa, ma non essendo capitalismo totale ne assume molti aspetti negativi come quello di creare fratture nella società che prima erano meno evidenti. Chi ha la capacità e magari gli aiuti esterni, apre aziende commerciali o produttive che nel momento attuale aiutano la crescita dell'inflazione.

Non ci sono (credo) multimilionari, ma esistono differenze notevoli tra ceti. Si vedono magioni che con le dovute proporzioni sembrano hollyvoodiane e i motorizzati circolano con auto (o moto) di 60 e più anni o qualcuna meno anziana di provenienza ex sovietica e comunque non certo attuale, oppure con modelli più recenti e costosi. Chi può permettersi di spendere varie decine di migliaia di dollari per una macchina in un Paese proletario mentre i lavoratori dipendenti tirano ogni giorno di più la cinghia?

Solo con questi piccoli esempi di vita quotidiana e sotto gli occhi di tutti viene da pensare che qualcosa non quadra…

venerdì 4 agosto 2023

Un amico indimenticabile

 Durante la mia permanenza a Cuba ho avuto modo di conoscere e frequentare persone popolari o comunque famose tra politici, gente dello spettacolo e soprattutto giornalisti. Alcune di queste persone semplici e sincere, altre con un po' di puzzetta sotto il naso e una buona dose di egoismo e opportunismo. Fra i giornalisti, tutti di primo piano, ce n'è stato uno che mi ha toccato nel profondo e che ancora oggi, a oltre 5 anni dalla sua scomparsa è sempre presente nei miei pensieri. È stato quello che più mi ha aiutato e tenuto in considerazione per quel poco di sostegno che posso avergli dato nelle sue ricerche e investigazioni sempre precise, meticolose e soprattutto oneste. Non abbiamo mai parlato di politica fra noi e non so per chi simpatizzasse anche se per il suo modo di essere e di fare credo, senza timore di sbagliarmi che la punta del suo cuore battesse a sinistra, certamente moderata come era moderato lui nel suo quotidiano. Così è nata un'amicizia tardiva, non di quelle della tenera età e non certo agevolata dalla distanza, ma abbastanza forte per incredibile che possa sembrare

Immagino che le sue cronache manchino anche ai lettori de "La Stampa", il giornale che era la sua ragione di vita lavorativa. Ha scritto anche due libri editi da Rizzoli e Baldini e Castoldi raccontando le sue esperienze professionali, ma soprattutto umane, in molti Paesi del terzo e quarto Mondo mettendo in risalto specialmente la vita, la morte e gli stenti di molti appartenenti a quei popoli infelici che sicuramente lo hanno segnato al suo interno. In uno di loro parla della sua espulsione da Cuba come “persona non grata”, avvenuta durante il mio provvisorio, ma prolungato rientro in Italia, accusato di essere un agente della CIA. Era l’epoca del “Periodo Especial” dove la vita si era fatta ancora più dura e la paranoia, già esistente, verso presunti agenti del “nemico” era ai massimi livelli. Personalmente credo che la sua puntigliosità nell’andare in fondo alla notizia lo portava a scavare fino alla radice facendo suonare campanelli d’allarme, in questo caso assolutamente ingiustificati. Molti anni prima, era toccata la stessa sorte anche all’architetto Vittorio Garatti che solo dopo oltre trent’anni è stato riabilitato e invitato a Cuba con onore e una mostra dei suoi lavori. Penso che sarebbe successo anche a lui, una persona cristallina che aveva il solo difetto di voler essere perfetto nel suo lavoro e che indubbiamente simpatizzava, nonostante tutto, con la Rivoluzione Cubana:

Sono ancora colpito dal suo modo incredibile di entrare nella vita del prossimo in punta di piedi con un rispetto e un'educazione sulla via dell'oblio in un Mondo che aveva già iniziato la strada della sguaiataggine. A differenza di altri colleghi non ha mai fatto pressione per avere particolari riguardi o "dritte" su fatti e persone. Se le è sempre cercate da solo avvalendosi solamente di poco più che della solidarietà e l'amicizia che si era formata incredibilmente fra due persone che si vedevano e/o parlavano in tempi assolutamente brevi nel contesto generale. Credo che uno dei suoi rimpianti sia stato quello di non aver potuto fare un'intervista a Fidel Castro, cosa riuscita a un famoso collega che non aveva certo i suoi scrupoli e la sua gratitudine. Un vero gentiluomo del Sud, di quelli "di una volta". Non aveva mai dimenticato le sue origini calabresi nonostante fosse stato fagocitato dal profondo Nord per la sua attività professionale e anche personale.

Sono profondamente materialista e non credente per pensare che mi possa vedere dall'alto del Cielo, però la sensazione della sua presenza la sento ancora oggi. Hasta siempre Mimmo!