venerdì 30 dicembre 2016

Com'è bello avere un account

Come tanti, ho aperto diversi account di posta e di siti web sperando che il mondo virtuale fosse meno “burocratico” di quello reale, invece ho scoperto che se non è almeno uguale è anche peggio.
Esempio n° 1: ho aperto il sito www.ilvecchioeilmare2002.com e un bel giorno per cambi di hardware ho perso la password per accedervi in qualità di amministratore. Non vi dico gli scambi di mail (inutili) con il provider del servizio (Webnode, del quale ero pienamente soddisfatto). Nonostante avessero più miei dati loro che la mia stessa famiglia, niente da fare: la procedura è quella. Inutile insistere. Senza password e/o i dati immessi non so quanti anni fa, impossibile riprendere possesso del sito che rimane aperto solo in lettura.
Esempio n° 2: tempo fa ho commesso, credo, il (grave) errore di aprire un profilo google+ e da quel momento sono spariti gli acessi ai commenti sul mio blog. Nessuna possibilità di riaverli nonostante le istruzioni di google. Così non posso sapere le opinioni dei lettori interessati ed avere un interscambio.
Esempio n° 3: discorso simile al numero 1, ma con Microsoft. Quando hanno istituito il server di posta Outlook.com, in affiancamento a Hotmail, hanno detto a chi volesse cambiare il vecchio account con quello nuovo di farlo iscrivendosi con il nuovo account. Detto e fatto. Mi sono iscritto come ilvecchioeilmare@outlook.com e tutto andava bene, nei limiti concessi dal server cubano, però con tanta pazienza ed altrettanto tempo (e un po’ di denaro) potevo inviare e ricevere anche qualche file un po’ più pesante di quelli concessi da enet.cu. Durante il mio recente viaggio in Italia, ho scoperto che il mio account era stato aperto da una posizione “non abituale” e dovevo confermare di essere io. Adesso, per riottenere l’accesso devo fornire i miei dati di accesso a Microsoft di circa 20 anni fa...Mi chiedo: come mai potevo accedere dalla “posizione sospetta” e non più da quella abituale?

Viva la vecchia e sana burocrazia, dai praticanti con cui si poteva discutere e magari mandarli a quel paese...senza farsi sentire, ovviamente...


mercoledì 28 dicembre 2016

Commenti ai post

Cara Befana,


visto che è passato il Natale e non mi è arrivato quanto avevo chiesto, non potresti mandarmi, almeno tu, la possibilità di tornare ad avere i commenti su questo blog? Il signor Google non mi da il minimo ascolto.

In attesa di non ricevere come al solito, il carbone, mi preparo ad appendere la calza (virtuale).

Il titolare del blog.

Ma il Premio Nobel per la Pace è per chi fa meglio la guerra?

Dopo Barack Hussein Obama che appena ricevuto l’onorificenza, con relativo congruo appannaggio, ha incrementato e continua ad incrementare la distruzione di quello che resta del Medio Oriente, tocca a Juan Manuel Santos, presidente colombiano mostrare la faccia non proprio da colomba, volendo far entrare il suo Paese nella NATO che proprio non è una delle organizzazioni predilette da Gandhi o da Madre Teresa di Calcutta, dopo aver strombazzato che l’America Latina è “territorio di pace”,.
Va bene che la politica è la politica con tutti i suoi giochi di menzogne, ma mi sembra che a tutto ci sia un limite. O no?

venerdì 23 dicembre 2016

Proviamoci, non si sa mai, magari funziona

Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti.

Feliz Navidad y excelente Año Nuevo a todos.

Joyeux Noel et aussí heureuse Année Nouveau a tout le mond.

Merry Christmas and Happy New Year to everybody.


giovedì 22 dicembre 2016

Mo' vene Natale....

Caro Gesù Bambino o Babbo Natale, (fa lo stesso) Vi scrivo chiedendoVi di portarmi una connessione di Internet un po’ più veloce di 56kbps (nominali e irraggiungibili), legata alla linea telefonica e che fosse un po’ meno cara. Mi piacerebbe tanto poter usare questo strumento come si fa in (quasi) tutto il resto del mondo. Se non potete farlo voi, parlatene con Raul Castro e Donald Trump in modo che rinverdiscano e migliorino le relazioni post Obama.
Un utente frustrato.

P.S.: Non voglio esagerare chiedendo anche la possibiltà di installare una parabola satellitare.

martedì 20 dicembre 2016

Ma il toscanello Matteo è così empio?

Non erano ancora finiti gli spogli del Referendum “Renzi sì/Renzi no”, quando si profilava una netta sconfitta della proposta del toscanello che i quadrinariciuti di opposte e diverse tendenze politiche “(sic!!!!!)”, abbaiavano: “Alle elezioni subito!”. Quasi non si dovessero nemmeno smontare le sezioni elettorali. Adesso, a bocce quasi ferme, gli urlatori con comico (si fa per dire) in testa e gli altri, stanno pensando che forse sarebbe meglio far arrivare alla pensione i poveri deputati che non l’hanno ancora raggiunta e quindi si potrebbe votare anche verso la fine dell’anno.
Non sono un apologo della violenza e delle armi, seppure so distinguere tra istinto e strumenti, prova ne è che la mia coetanea Beretta 7.65 avuta in dotazione, si era trasformata in un ferrovecchio rugginoso (scusami Gianfranco) e mi è stata sostituita con una fiammante bifilare che era destinata alla stessa fine, se non me ne fossi andato. In ogni caso, seppure posso capire e anche ammirare chi ha combattuto e magari è morto per le idee di libertà, indipendenza del proprio Paese o di altri, qualunque essi siano, non amo l’insorgenza armata, ma...giunto all’età dei bilanci e delle visioni retrospettive mi viene qualche dubbio nel pensare che magari le Brigate Rosse, i NAR e via dicendo non avessero proprio tutti i torti. Forse, mi dico, hanno sbagliato (dal loro punto di vista) la strategia e gli obbiettivi, cercando gli ideologi o i “capi”, coloro che avevano incarichi di grande responsabilità politica o civile. Chissà se avessero mirato più in basso, verso quella ciurma di opportunisti e profittatori, fucina dei futuri papponi alla grande che sparano balle per raggiungere un seggiolino, piccolo, piccolo, ma che gli consente in poco tempo di vivere di rendita tutta la vita, anche nel caso di una democratica sconfitta elettorale.
Renzi “no”, magari con un progetto imperfetto, migliorabile e discutibile, avrebbe voluto tagliare qualche ramo secco, ma subito è stato tacciato da dittatore. Gli “altri” invece?


sabato 17 dicembre 2016

Destra, Sinistra, Centro, o...

È ormai noto e risaputo che sono scomparsi i concetti politici di “Destra” e “Sinistra”, oltre al “Centro”, com’erano intesi nel 20° secolo. Esistevano barriere ideologiche, culturali e anche religiose. Assieme a questi schieramenti sono stati presenti, in vari tempi e modi, anche raggruppamenti come i “Populisti”, coloro che cavalcavano, almeno a parole, quello che si ritenesse il meglio delle ideologie maggiori, i “Qualunquisti”, ovvero coloro che erano perlopiù agnostici alla politica “tanto sono tutti uguali...),  gli “Anarchici” che confesso non ho mai capito realmente se fossero veramente alla ricerca di un mondo utopico, dove nessuno avrebbe dovuto comandare. Immagino che gli esempi concreti esistenti, anche se non proprio di reale anarchia, siano state le tribù dei nativi americani, che forse però si avvicinavano di più ai concetti comunisti, in cui la proprietà era collettiva e la vita si svolgeva realmente in comune, anche se esisteva una certa gerarchia all’interno.
Oggi invece impera l’apparenza e trionfano i grandi imprenditori anche grazie a chi crede nelle loro facoltà taumaturgiche. I defunti comunisti definivano: “la proprietà è un furto”. In parte, forse, è anche vero che chi ha ammassato enormi fortune, magari non sempre, ha agito in modo pulcro e legale. Certamente esistono e sono esistiti galantuomini che hanno prosperato col frutto del loro ingegno e lavoro compartendo, almeno in parte, i benefici ottenuti con i loro collaboratori nel campo dei servizi sociali, avendo anche compreso che i lavoratori rendono di più in una situazione di miglior benessere economico e sociale.
Ne esistono altri, invece che non paghi dei loro successi in campo economico, scendono in politica con la dichiarazione che governeranno il Paese come le loro aziende, rendendolo così prospero ed efficiente, la qual cosa sarebbe ecellente se un Paese non fosse diverso da un’azienda, dove il proprietario paga un salario e connessi ai lavoratori perché eseguano quello che lui vuole e come lui ritenga opportuno. Certamente uno Stato non deve andare in bancarotta e richiede responsabilità e oculatezza nella sua guida, ma non è certo un’impresa che deve per forza generare utili. Gli introiti, devono essere ripartiti in servizi e possibilmente dando prevalenza a quelli sociali, senza trascurare, ovviamente gli altri.

Ma un vecchio luogo comune dice che “il progresso vuole le sue vittime”. Sarà giusto così?

venerdì 9 dicembre 2016

Mi sento tanto Santiago al rientro dalla pesca...

È iniziato il 38° Festival del Nuovo Cine Latinoamericano e purtroppo non credo di poterlo seguire per una serie di contingenze creatasi durante la mia breve assenza e che qua richiedono tempo per essere risolte.
Elenco problemini da risolvere:
Ricerca cibo per Cane
Ricerca bottiglioni acqua minerale
Auto con problemi di carburazione
Split condizionatore che non raffredda
Lavatrice che non centrifuga
Miglioramento connessione internet (senza soluzione, anzi...)



Casa, dolce casa

Dopo il blitz europeo sono tornato all’Avana, la mia limousine 126 polacca, classe 1987 ferma da 12 giorni, è partita senza tante storie, ma...ho trovato una gomma (posteriore destra) un po’ sgonfia, l’avevo fatta riparare non da molto perché il sistema “tubeless” dei cerchi in lega non stava sigillando bene il pneumatico. Dopo alcuni chilometri, poi, mi ha fatto tribulare per un difetto congenito nel sistema di carburazione e sono riuscito a compiere il mio tragitto con ritorno a casa solo a tappe. Il tutto sotto un discreto solleone e 32 gradi al’ombra che qua non abbonda. Internet funziona sempre peggio. Risveglio brusco, ma non fuori dalla norma. Come diceva Rossella O’ Hara: “Domani è un altro giorno”.

venerdì 2 dicembre 2016

Le sorprese della vita

Oggi (venerdì), mentre ero in giro per Milano ed essendo nella zona, mi è venuto spontaneo  entrare al Consolato Generale di Cuba per la firma sul libro delle condoglianze. Si dava il caso che in quel momento usciva il console di Turchia a Milano, dalla quale ero appena rientrato dopo il blitz raccontato. Entrato nella stanza allestita per l’espletamento di questà incombenza ho notato il grande mazzo di fiori con nastro rosso con a fianco l’ingrandimento di una foto di Fidel Castro che mi è sembrata famigliare, guardandola meglio, mi sono reso conto che era una foto scattata da me il giorno dell’inaugurazione della Scuola del Nuovo Cine Latinoamericano di San Antonio de los Baños il 15 dicembre 1986, giusto trent’anni fa, nell’ambito delle attività collaterali al Festival del Cinema dell’Avana. Lo scatto è stato effettuato in un momento in cui era pensieroso, molto probabilmente sul suo successivo intervento a seguire quello di Fernando Birri e Gabriel García Márquez, presidente della omonima Fondazione del Cinema. Dopo un attimo di stupore e anche di soddisfazione, mi sono ricordato che quell’ingrandimento lo avevo fatto e regalato al Console di circa una ventina di anni prima a Milano, Andrés Gonzáles Garrído, al quale era piaciuta l’immagine e che dopo il termine del suo mandato era rimasta sulla parete dell’ufficio del Console in carica.

Il personale del consolato si è interessato alla storia e origine dell’immagine, dicendo che per loro era quella che preferivano, tanto che mi hanno chiesto di posare per un breve video e una foto che pubblicheranno sul tweet di @consulcubamilano e sul sito facebook del Consolato di Cuba a Milano.



Sotto: con Birri e il "Gabo"in attesa dei rispettivi discorsi, nella medesima sequenza




Istanbul, Costantinopoli...

Ho fatto un salto, con mia moglie, a Istanbul a trovare quello che resta dei miei parenti e devo dire che tempo a parte ho ricevuto una calda accoglienza e ospitalità. Siamo partiti il mar... mattna ed arrivati nel pomeriggio con un tempo di mer...pioggia, vento e freddo.
Il giorno dopo, mer...ha confermato il prefisso, anzi lo ha rafforzato con una gelida tramontana. Solo la mattina di giov... si è avuta una schiarita che ha permesso di vedere la città in tutto il suo splendore, poi, mentre ci si avviava allaeroporto è tornato a prepararsi il maltempo. In ogni caso sono contento di essere tornato nella culla di una parte dei miei antenati dove, dopo quasi quarant’anni, ho trovato uno sviluppo incredibile ed allora imprevedibile.












lunedì 28 novembre 2016

Gli onori resi al Comandante

Sto seguendo via Cubavision Internacional le immagini degli omaggi e interviste rese al Comandante. Devo dire che per quel poco che l’ho conosciuto, al di la della sua grande cultura e intelligenza, o forse proprio per quello, aveva uno spiccato senso dell’umorismo e un ottimismo inossidabile senza il quale, molto probabilmente non avrebbe avuto il percorso storico che ha avuto.
Non ha mai avuto paura della morte e negli ultimi tempi era completamente preparato all’evento.viste in momenti e luoghi imprevisti. Credo che sorriderebbe se gli si facesse presente che è stato coerente fino alla fine: quando tutti lo “volevano” morto era vivo e vegeto, nel momento in cui lo si vedeva vivo e vegeto, almeno nel limite del possibile, se ne è andato appena poche ore dopo aver ricevuto l’ennesimo Capo di Stato (vietnamita) che riceveva privatamente in una tappa “obbligatoria”  dopo le loro visite ufficiali a Cuba

Milano oh cara! AhhhhhhhTM

Oggi ero in giro per Milano dove ho piacevolmente, anche se brevemente, conversato conun vecchio compagno di lavoro, Umberto, però mica solo lui è vecchio...Ritornando verso l’albergo in zona Rogoredo ed essendo sulla linea 1 della metropolitana sento un annuncio che dice “....il traffico della linea 3 è interrotto tra le stazioni di Porta Romana e Centrale, è in funzione un servizio sostitutivo di superficie....”. A Duomo scendo per cercare il “collegamento” e vedo in via Mazzini dei bus che svolgono questo servizio in direzione Centrale. Mi sposto, ovviamente, sul marciapiedi opposto dove, dopo lunga attesa senza vedere nessun bus, un funzionario???? o disfunzionario dell’onnipotente ATM mi informa che “in Missori ci sono gli autobus”. Come si dice a Milano: Gnénte! Un altro disfunzionario ATM dice che con il tram linea 16, si arrivava a Crocetta dove c’era il collegamento. Una sola fermata e la più lunga..., ma anche a Crocetta nada...mentre in senso opposto i bus avevano una frequenza più che accettabile. Quindi a scarpe fino a Porta Romana dove era in attesa un treno zeppo di gente che non sapeva in che direzione andasse. Solo dopo qualche minuto di attesa, la voce del manovratore annunciava che il treno aveva limitato la sua corsa e tornava a San Donato, come doveva essere, solo che se gli annunci non vengono dati in maniera chiara c’è anche chi non capisce e nella fattispecie erano in tanti, infatti appena sentito l’annuncio, almeno la metà dei passeggeri è scesa.
La causa, purtroppo, è stata il suicidio di un anziano. In merito al suicidio dei disservizi dell’ATM, non ho altre parole.



sabato 26 novembre 2016

La fine di un'epoca

La notizia era attesa, con diversi stati d'animo, da molto tempo. Bene o male, secondo i punti di vista: Fidel Castro è stato un grande della Storia ed è superfluo dire che tutti i Media del mondo, molto più autorevoli e organizzati di queste note ne parlano e parleranno diffusamente, molto meglio di me.
Da parte mia posso dire che come milioni di (ex) giovani più o meno della mia generazione e anche delle successive l'ho ammirato e condiviso molte delle sue scelte. Ho anche avuto il privilegio di averlo incontrato più volte, in occasioni ufficiali e indubbiamente ne sono stato "affascinato". La personalità era veramente fuori dal comune.












venerdì 25 novembre 2016

Ingredibbileeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!

Sono dovuto arrivare in Europa per recuperare il mio account per gestire il blog che spero riprenda al mio ritorno a Cuba (o forse anche prima). Chiedo scusa ai lettori ma, forse non è stata tutta colpa mia...

sabato 22 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BRAGOZZO: pantalone rustico

Solidarietà con Cuba contro l'embargo

Per essere solidali con Cuba contro l'embargo nordamericano, per il prossimo voto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite:

www.cubavsbloqueo.cu


giovedì 20 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BRACA: mutanda, pantalone

Embargo, risparmi e stranezze (tanto per cambiare) americane

Indubbiamente, il “Bloqueo”, provoca danni enormi all’economia cubana, particolarmente nel settore finanziario dove molte banche di Paesi terzi non osano operare con Cuba anche con valuta diversa dal Dollaro USA, per paura di mega multe, com’ è successo anche in tempi recenti mostrando l’extra territorialità di un provvedimento obsoleto, inutile e dannoso anche per gli stessi Stati Uniti, come ha riconosciuto lo stesso Presidente (uscente) Barack Hussein Obama. Cuba sta presentando, credo per la 25ma volta. una risoluzione contro l’embargo che come negli ultimi anni vedrà la totalità dei Paesi del mondo a votare a suo favore, meno...Israele e Stati Uniti. A cosa serve un’Assemblea Generale?
Fra le altre stranezze americane, vi è una legge del 1917 ( sic !!!!!) chiamata “Legge per il commercio col nemico”. Questa legge permette ai presidenti in carica di poter fare emendamenti agli embarghi imposti dagli Stati Uniti ad altri Paesi. Questa legge, vero controsenso, ha permesso anche a Carter, Clinton e sopratutto a Obama di apportare emendementi importanti al “Bloqueo”, pur senza poterlo eliminare completamente. Senza di esa non sarebbe possibile!!!! Nessuno però ha mai adoperato questa legge per usare TUTTE le prerogative a sua disposizione al fine di svuotare gli effetti l’embargo. Si poteva e si può fare molto di più.
Ora, a prescindere da questo, a Cuba ci sono martellanti campagne sul risparmio delle risorse ed in particolare acqua ed energetiche. Si da il caso però che il prossimo dicembre compirò i miei primi 40 anni dall’aver toccato suolo cubano e fin da allora mi capita di uscire in pieno giorno, con un sole che spacca le pietre e vedere alcune strade con i lampioni accesi, ieri mi è capitato in un tratto del Malecón. Ora mi chiedo se questo non è predicare bene e razzolare male. Possibile che le luci accese inutilmente le veda solo io? Per quelle strade non passa mai un responsabile dell’industria energetica, un parlamentare o un membro del Comitato Centrale, Burò Politico o Governo?
Per le acque si cerca diridurre al minimo le perdite di tubature al collasso, insomma, si fa quel che si può. Ma per l’energia elettrica? Con gli enormi progressi tecnologici e gli aiuti di Paesi amici, è possibile che non si possano installare sensori fotosensibili o alla peggio controllare sui pannelli delle centrali dove ci sono dei consumi non necessari? Così come installare delle sottostazioni o quantomeno interruttori di rete che permettano di non oscurare quartieri interi quando si svolgono lavori in un settore limitato?

Non credo che questo dipenda strettamente dal “Bloqueo”. Ma forse mi sbaglio.

martedì 18 ottobre 2016

Apagones, che passione

La settimana scorsa, quasi ogni giorno, abbiamo avuto un black aut di corrente che durava dalle due alle 5 ore circa, ieri invece "solo" 10. Si tratta di lavori di manutenzione, senza preavviso naturalmente. Oltre alla sostituzione di pali di sostegno, trasformatori e cavi, si aggiungono periodicamente i lavori di potatura degli alberi per limitare eventuali danni da uragani e trormente e io continuo a chiedermi come mai si insiste con le linee aeree, sia di luce che di telefono, in una zona prediletta dagli eventi estremi. In quanto a internet, per almeno 16/18 ore al giorno: "c'è congestione sulle linee" come annuncia un bel messaggio registrato con musichetta di sottofondo oppure la linea cade dopo qualche minuto, mentre uno sta leggendo o scrivendo. Che gioia! 

Dizionario del mare per lupi di terra

BRACCIO: arto superiore, se "falso" è da borsaiolo

domenica 16 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BOZZELLO: piccolo ematoma cusato da contusione

sabato 15 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BOZZA: prima tiratura di un testo da correggere e passare alla stampa

Embargo più "leggero"? Mah...meglio che niente

Il presidente Obama, ha fatto approvare dal Governo una nuova serie di misure che “alleggeriscono” l’embargo a Cuba che peraltro nelle sue norme principali resta in vigore fino a che il Congresso non voti la sua rimozione totale.
La “risoluzione” annunciata da tempo che Cuba possa fare operazioni un dollari statunitensi non è ancora entrata in vigore da mesi.
Fra le più significative c’è la possibilità di importare medicine da Cuba, settore in cui la ricerca è notevolmente avanzata in diversi campi e la rimozione del divieto di 180 giorni per le navi che tocchino porti cubani per poter attraccare in porti nordamericani. Questa iniziativa era già stata parzialmente risolta con le crociere della “Adonia”, appartenente al gruppo Carnival Cruises.
Non si pensa nemmeno alla possibilità di restituire alla sovranità cubana il territorio della base di Guantánamo e all’abrogazione della “Ley de ajuste cubano” che prevede il diritto di asilo automatico per i cittadini di questo Paese che entrino, con qualunque mezzo, in territorio statunitense. Questa legge rientra nelle “stranezze” americane: dove si è visto che un richiedente asilo politico possa, dopo un anno, andare e venire tranquillamente dal Paese che gli ha concesso asilo al suo? Questa situazione sta contribuendo a formare i “nuovi ricchi” che grazie al privilegio accordatogli, lavorano tranquillamente negli Stati Uniti e dopo un anno possono recarsi a Cuba tutte le volte che lo desiderano trasferendo parte dei loro utili alle famiglie. La stessa legge, per estensione, favorisce e incoraggia il personale medico, specialmente in missione in Paesi terzi a “disertare” per essere accolti in condizioni di favore.
Al di la che per la maggior parte degli abitanti dell’America Latina, entrare negli Stati Uniti, legalmente, è pressoché impossibile, anche gli europei che non necessitano il visto, ma solo la richiesta di entrarvi (ESTA) che vale due anni e da il diritto di fermarsi come turista per tre mesi, vengono “setacciati” e torchiati se vi si recano nuovamente in meno di 8 mesi dalla loro uscita.

Non entro in altri dettagli che gli interessati possono facilmente trovare sul web, a seconda dei punti di vista. Mi limito a sottolineare il mio su, fatti concreti, di cui sono venuto a conoscenza.

venerdì 14 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terrra

BOROSA: può esssere "vecia" per un alpino raffreddato che la tiene di riserva

giovedì 13 ottobre 2016

Dario Fo, un'altro grande ci lascia

Proprio ieri ho pubblicato uno scorcio di ricordo della settimana che ho, in parte condiviso con Dario Fo e famiglia. Oggi mi è arrivata la notizia della sua scomparsa o che è “andato avanti” come suol dire il mio ex collega Gianfranco Peletti, con un’espressione che alleggerisce la drammaticità dell’evento.
Immagino che fonti e persone molto più autorevoli abbiano, o stiano per farlo, pubblicato “il coccodrillo” riguardante la vita e opera del grande artista e Premio Nobel per la Letteratura. Da parte mia, oltre al grande piacere e onore di averlo conosciuto, ricordo quando ero bambino e ascoltavo un programma radiofonico, di cui non ricordo il nome, nel quale faceva sketch con il suo collega e amico Franco Parenti altro grande, col quale ha condiviso lunghi anni di attività teatrale. Ricordo vagamente anche qualche film vagamente neorealista e di “bocca buona” interpretato assieme alla sua adorata Franca e sinceramente, almeno dal punto di vista fisico, mi sembrava fosse davvero una strana coppia. Evidentemente, invece, c’erano cose ben più profonde e importanti che legavano quel tipo bruttino, magro, allampanato e con i denti da coniglio a quella bionda esplosiva, la “Marilyn Monroe dei poveri”, naturalmente di allora.
Nella sua lunga vita dopo aver scelto di percorrere una propria strada, senza peraltro terminare l’amicizia, affetto e stima personale con Franco. Cominciò a scrivere e interpretare testi sempre più impegnati. Ebbe anche un lungo periodo di collaborazione con Enzo Jannacci, col quale compose molte canzoni milanesi, interpretate, fra i tanti, anche da Cochi e Renato coi quali collaborò anche nei loro testi surreali e strampalati.
A lui si deve anche il salvataggio e la riutilizzazione della Palazzina Liberty dell'ex Ortomercato, guarda caso, diventata poi roccaforte della destra che a suo tempo voleva abbatterla.
Senza dubbio la sua opera maggiore rimane il “Mistero buffo”, portato sulle scene di tutto il mondo e sempre aggiornato col passare dei tempi. Parte del testo era in legnanese abbastanza stretto, per cui alcuni dettagli erano difficili da capire anche per i milanesi. Ma erano proprio dettagli. La mimica e il “gramelot” utilizzato, rendevano comprensibile l’insieme dell’opera anche a chi parla lingue distanti dalle radici latine.
Anche lui, come molti grandi, fra i quali il principe Antonio De Curtis iniziò dalla gavetta e dalla fame, con un tipo di comicità molto semplice e ingenua, probabilmente adatta ai tempi.
Poi fu maturando sempre più, nella sua arte e nella sua vita rivolta all’aiuto dei più sfortunati con scelte, a volte estremiste che non condividevo, ma che segnano il profilo della sua grande umanità.

Non mi resta che salutarlo con una frase storica che era il tormentone del suo duetto radiofonico con Franco Parenti, ciao Dario: “poer nanu”.

mercoledì 12 ottobre 2016

Raggiunti i tre milioni di visitatori a Cuba

Alla fine del mese di settembre scorso, si sono raggiunti i tre milioni di turisti che hanno visitato Cuba, si conta di arrivare a 3,7 entro la la fine del 2016. E dire che il "grosso" dei nordamericani non può ancora venire...nel frattempo si aprono nuovi mercati e si aggiungono linee aeree straniere che operano su Cuba. Una delegazione del Ministero del Turismo si trova attualmente in Italia per promuovere il "prodotto" in uno dei maggiori mercati emissori.

Dizionario del mare per lupi di terra

BORDO: orlo

martedì 11 ottobre 2016

Ma Putin ci è o ci fa?

Quando vedo il presidente russo, Vladimir Putin nei notiziari televisivi, mi torna alla mente quando presentai il mio amico Sergio, nella hall dell’hotel Nacional al grande Dario Fo già prossimo a ricevere il Premio Nobel e invitato dal Ministero della Cultura di Cuba per far conoscere il suo “Mistero Buffo” al pubblico cubano. Dario era accompagnato dalla allora inseparabile, compianta e sempre bellissima moglie Franca Rame e dal figlio Jacopo.
Quando ci avvicinammo, guardò per alcuni istanti Sergio ed esclamò: “Ma tu, ci sei o ci fai? Voglio dire sei un giovane che sembra vecchio o un vecchio che sembra giovane?”
Per la verità Sergio, allora, non era né una cosa né l’altra, navigando attorno alla quarantina, ma soffriva fin da giovane di una calvizie precoce accompagnata da una corona di capelli bianchi. Spesso, in seguito venne scambiato con Arrigo Sacchi e per chi se lo ricorda, richiamava alla mente il capitano Stubbing della serie televisiva “Love Boat”. Dopo un momento di perplessità, ci fu una risata generale e chiarito il mistero dell’apparenza,
Dico questo perché ricordo, quasi trent’anni fa, Putin che lasciava il disciolto KGB in qualità di colonnello e Capo del servizio. Evidentemente non era un ragazzino. Oggi lo rivedo uguale. Avrà ritrovato il ritratto di Dorian Gray? La sua fraterna amicizia col Silvione nazionale lo avrà convinto a sottoporsi a “ritocchi” estetici? Se così fosse, bisogna dire che i russi sono molto più bravi degli italiani, in quanto il “nostro” Vladimir è rimasto uguale, non è diventato la caricatura di se stesso.

Chissà se il grande Dario direbbe anche a lui: “Ma tu ci sei o ci fai?”

lunedì 10 ottobre 2016

Dedicato a tutti gli estremisti e fanatici religiosi, poi ognuno la pensi come gli pare

Un giorno venne convocata l’Assemblea Generale di tutti i Capi religiosi, non solo quelli delle tre grandi fedi monoteiste, ma anche di TUTTE le altre, animiste e sette comprese, pure Scientology.
La riunione si svolse, in una località vicina al mare, con grande fratellanza e armonia, preghiere e riti per la pace nel mondo, ma ad un certo punto si scatenò un terremoto con 9 gradi della Scala Richter e relativo tsunami. Contemporaneamente giunse un uragano forza 5 accompagnato da fulmini e saette. Inutile dire che non ci furono sopravvissuti.

La domanda è: quale o quali, fra tutte queste divinità, avranno inviato questi segnali?

Dizionario del mare per lupi di terra

BORDEGGIARE: ricamare, fare orli

sabato 8 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BORDATA: rifinita con orlo

venerdì 7 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BORA: quando è doppia è un incantevole atollo del sud Pacifico

Usa - Cuba, la diplomazia del pallone

Dopo 69 anni dall’ultimo incontro amichevole, in questo strano tentativo di normalizzazione tra USA e Cuba, le rispettive nazionali di calcio si sono affrontate, questo pomeriggio sul terreno dal fondo insidioso, dello stadio Pedro Marrero nella capitale cubana. Per la cronaca la squadra ospite ha vinto per 0 a 2 con marcature nella prima metà del secondo tempo, dove la squadra cubana ha mostrato qualche cedimento rispetto ai primi 45 minuti. La solita Cuba, abbastanza grintosa in difesa, meno che nelle occasioni dei due gol nordamericani e sempre senza idee e potenza di penetrazione dalla metà campo in avanti. È vero che oggi si è vista una squadra leggermente migliore del solito, specie nella prima metà, ma la differenza di “rango” è diventata evidente. Indubbiamente gli USA hanno una squadra più geometrica ed esperta, con giocatori che militano in diversi campionati professionisti, anche in Europa. Le sostituzioni effettuate dal CT, nostra vecchia conoscenza Jurgen Klinsman, hanno spostato in avanti il baricentro della sua squadra mettendo a dura prova il centrocampo e difesa cubana che comunque ha retto con dignità, nonostante il risultato avverso.

mercoledì 5 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BONACCIA: prosperosa

Bye bye Mattew

Dopo aver stazionato più del previsto sul territorio di Guántanamo, Mattew ha preso direzione nord-nord ovest ed è diretto sulle Bahamas e poi dovrebbe entrare in Florida. L’impatto su terra cubana ne ha ridotto la potenza da 4 a 3 della scala Sapphire-Simpson, ma sempre con venti superiori ai 100 km/ph. Dopo lo “stallo”, durato più delle due ore circa previste, ha aumentato la velocità di traslazione a circa 17km/ph.

martedì 4 ottobre 2016

Nuovo premio a Luca Lombroso


Nel pomeriggio di Domenica 2 Ottobre presso il festival “Un mare di lettere” tenutosi sulla costa tirrenica laziale di Civitavecchia,

Luca Lombroso, presidente dell’Associazione ASMER Emilia Romagna Meteo, è stato premiato con un importante riconoscimento.

Il libro “Ciao fossili – cambiamenti climatici resilienza e futuro post Carbon”, Edizioni Artestampa, Vince il contro premio Carver 2016 Sezione saggistica.

Complimenti e auguri all'amico Luca.


Dizionario del mare per lupi di terra

BOMPRESSO: con Sofro e Pietrostefano coinvolto in omicidio politico

Mattew

Mattew ha spostato leggermente la sua rotta, circa un grado a est, toccando terra a Cap Haitienne e al momento non si sa ancora con quali risultati, in termini di eventuali vittime o danni anche per il momento sembra ci siano due morti. Nel primo pomeriggio dovrebbe passare nel territorio guantanamero dove per altro si sentono già da un po' i primi effetti con mareggiate intense.
Secondo i pronostici, uscendo dal territorio cubano dovrebbe inclinare la sua rotta verso nord ovest andando a lambire la costa della Florida per proseguire verso il nord.
Per informazioni più dettagliate e aggiornate consiglio di aprire il sito www.cubadebate.cu


lunedì 3 ottobre 2016

Assurdità americane

Questa volta tocca alla Colombia dove per l'accordo alla fine della guerra civile ha partecipato il 32% (SIC!) degli elettori e ha prevalso il NO per un pugno di voti (circa 50,qualcosa, contro 49, qualcos'altro).
In pratica la legge non dovrebbe entrare in vigore...allora? Riprendiamo a scannarci? (loro).

Dizionario del mare per lupi di terra

BOMA: tutte le stbade vi ci pobtano, al contrario "amob"

Mattew sembra aver deciso la rotta...

Mattew sembra aver stabilito di voler prendere il nord puntando il suo “occhio” verso Guantánamo, ma ricordiamo che il suo diametro interno più violento è di 55 km e la zona totale di tormenta copre un’area con un diametro di circa 700 km, pertanto saranno interessati da fenomeni violenti anche gran parte dell’oriente e centro di Cuba, Haiti, Repubblica Dominicana, Giamaica e Bahamas.

sabato 1 ottobre 2016

Dizionario del mare per lupi di terra

BOLINA: distorsione al femminile di celebre vocabolo ligure

venerdì 30 settembre 2016

Turkish a Cuba

Dal prossimo mese di dicembre la Turkish Airlines comincerà ad operare i suoi voli a Cuba.

Uragano Mathew

Quella che era una semplice perturbazione nata al largo delle Isole di Capo Verde ed ha attraversatol’Atlantico fino alle Piccole Antille con poco sviluppo, avvicinandosi al continente americano ha improvvisamente incrementato la sua “organizzazione” da “onda tropicale” a “depressione tropicale”, quindi “tormenta tropicale”, assumendo il nome di Mathew e con una rapidità incredibile dapprima a uragano di categoria uno fino a raggiungere quella di categoria 4, con venti di 22° km/ph nel raggio di 55 km attorno al suo occhio, con raffiche fino a 250. Al momento di questa nota si trova sulle acque del Mar dei Caraibi, a Sud di Hispaniola e con una direzione ovest-sud ovest che dovrebbe, teoricamente sfiorare la Giamaica, ma la sua velocità di traslazione in continua discesa, indica la possibilità di rimanere qualche tempo stazionario, ma con la possibilità di cambiare rotta prendendo verso il nord e in questo caso colpirebbe gran parte del territorio centrale e orientale di Cuba. Per il momento è difficile pronosticare se troverà le condizioni favorevoli per questa nuova rotta. 
Nel frattempo nelle province di Guantánamo e Santiago si sono avvertite scosse sismiche che non hanno causato danni né vittime.

Dizionario del mare per lupi di terra

BOLERO: languido ritmo cubano

giovedì 29 settembre 2016

C'era una volta l'Editoria

C’era una volta una categoria di persone chiamata Editori, persone con pregi e difetti come chiunque, ma che erano venuti dalla base e guarda caso erano milanesi. Fra di loro ricordo nomi come Mondadori, Rizzoli, Garzanti, per esempio che da semplici tipogafi hanno fondato degli imperi e forse il segreto è che essendo stati lavoratori fin dalla più tenera età, nella professione, ne avevano imparato tutti i segreti per ottenere i prodotti migliori. Per poter crescere, come hanno fatto, fino a diventare “imperatori” della carta stampata, naturalmente, hanno avuto bisogno di collaboratori che a misura dllo sviluppo delle aziende diventavano sempre più numerosi e diversificati nei compiti, ma i “padrùn”, come ormai erano diventati i fondatori, hannose mpre saputo scegliere la professionalità e seguito personalmente i lavori fino al momento della pubblicazione e dal punto di vista tecnico, sempre adeguato ai tempi, erano impeccabili. Poi...sono subentrati gli eredi, soci, cessioni e via dicendo. Nel corso del XX° secolo l’editoria è aumentata esponenzialmente e a questi pionieri si sono aggiunti altri Editori di qualità, ma non solo. Oggi si dice, ed è vero che l’editoria è in crisi, ma si deve anche dire che il livello professionale è caduto vertiginosamente e il risultato finale dev’essere un’opera che più o meno possa essere messa sul mercato senza guardare tanto ai dettagli. Fa parte della vita contemporanea, il profitto innanzi tutto. Non credo di ricordare male però che gli Editori, a differenza degli editori, ritenevano doveroso contraccambiare il tempo e la disponibilità delle persone che rendevano loro informazioni pubblicabili, almeno con alcune copie del prodotto a cui avevano collaborato spontaneamente e che normalmente generava profitti. Sembra che oggi non sia più così. Almeno da quanto mi dicono, a Roma.
Comunemente, probabilmente non è vero, dicono che la tirchieria sta di casa a Glasgow e dintorni.
Amo Roma e per quanto sembri difficile anche i romani, ma sembra che turandomi il naso e tutti gli altri orifizi, in questo caso, debba dare ragione al Senatùr Umberto, quando diceva “Roma ladrona!”.
Ho ricevuto e sono stato autorizzato a pubblicare questa mail da una persona che in presenza mia, ho visto lavorare instancabilmente e senza risparmiare tempo e denaro, oltre a una grande professionalità per ottenere il meglio, nonostante gli avessero chiesto e ottenuto, per esempio, di fornire foto da lapide cimiteriale a corredo delle interviste e non immagini ambientate e con i personaggi a loro agio. Già questo ci era sembrato un inizio non troppo felice, ma chi comanda ha sempre ragione, anche se sorvola sulla professionalità di tutta l’equipe, non controlla personalmente, o non lo sa fare, il prodotto finale ed è anche un po’ tirchio.

Ciao Aldo,

potrei dare la rivista a Fiorella, ho avuto 4 copie omaggio

(che ho già distribuito qui) ma le altre per te, per voi,

devo acquistarle, qui siamo a Roma, non dimenticare!

Ora la contatto subito su Facebook e vedo come si può fare.


In merito alla pubblicazione:

la rivista è molto seria, come sai, e questo è un bel numero,

ma ci sono degli errori su cui non posso sorvolare (il mio lavoro

di supervisione al Teatro dell'Opera me li fa apparire ancora più

imperdonabili) che riguardano il mio pezzo:

prima di tutto nella didascalia della foto tu sei diventato ex

giornalista e fotografo CUBANO! quando nel pezzo si dice

chiaramente che sei italiano.

La foto di Victor Dreke è stata stampata su due pagine, ma

dato che lo scatto è stato concepito con il soggetto centrale,

il suo volto è tagliato dalla rilegatura (errore grossolano).

Le foto sono state disposte seguendo forse una coerenza

cromatica, quando invece si sa che in un pezzo di taglio giornalistico

le foto devono essere più grandi o più piccole e anche disposte

secondo l'importanza dei personaggi intervistati e soprattutto secondo

l'importanza del loro contributo al pezzo.

Quando ho fatto notare questi difetti ho ricevuto per tutta risposta

un sorriso di chi la sa lunga, come dire "chi nota questi particolari"?

Ti ho già scritto che siamo a Roma, vero?

Comunque resta un pezzo serio, curato, ma ecco le conseguenze dei

tagli indiscriminati a quelle professionalità che dal comune della capitale

e dai privati sono ritenute ormai "sacrificabili".

Contatto subito Fiorella e ti abbraccio.

giulio



mercoledì 28 settembre 2016

La montagna ha partorito il topolino...

Dopo quasi due anni dall'annuncio di voler riannodare le relazioni diplomatiche e oltre uno dall'apertura dell'ambasciata degli Stati Uniti all'Avana, Barak Obama ha nominato Jeffrey De Laurentis come Ambasciatore in questa sede. Fino ad ora, De Laurentis era "facente funzioni".
Adesso lo deve approvare il Congresso....

Dizionario del mare, per lupi di terra (riproviamoci)

BOCCAPORTO: orifizio utile al porto per nutrirsi e parlare

martedì 27 settembre 2016

Ancora stranezze americane

In America Latina ci sono stati, e ci sono, presidenti saccheggiatori di beni pubblici e taglieggiatori di privati. Questa non è la stranezza, succede in tutto il mondo. Quello che è strano è invece che l’unica Presidentessa in carica sia stata destituita essendo accusata e solo accusata, senza nessuna prova a suo carico di malversazione dei fondi pubblici! Guarda caso proprio in questi tempi, giorno dopo giorno si scopre che il Presidente argentino Macrì (non profuma a N’drangheta?”) abbia aperto in Paesi ospitali conti e società off-shore che crescono col passare del tempo al potere, come l’incubo antico dell’inflazione e l’inversa proporzionalità del potere d’acquisto per il cittadino medio. Ma ripeto, la “stranezza” non è Macrì, ma Dilma Roussef.
Saltando a stranezze più leggere ce n’è una (delle tante) che mi ha colpito particolarmente a Cuba e che esiste almeno da quanto la frequento o risiedo. La coda alla fermata dei bus.
Certo non è una coda all’inglese, come tanti pinguini in attesa di tuffarsi. I passeggeri sono in ordine sparso, fino al momento dell’arrivo del veicolo, e fino ad allora che sopraggiunge chiede: “Chi è l’ultimo?” Non mi ci è voluto molto a capire che le code non sono solo per i mezzi di trasporto, ma abbastanza comuni e frequenti, praticamente ovunque e sempre si chiede: “Chi è l’ultimo?”, magari accompagnato da “dietro a chi va?”. La stranezza nella stranezza è che questo segno di educazione e rispetto, spesso, si vede soltanto nelle code.
Un tempo, ai capolinea c’erano addirittura due code: una per chi voleva viaggiare seduto, vuoi per motivi di età, salute o lunghezza del percorso da effettuare che aveva la priorità a salire sul veicolo prima della coda “in piedi”. Purtroppo le code hanno più sapore di “disciplina” che di educazione.
Si aggiunge la stranezza che dopo quasi 60 anni di Rivoluzione che indubbiamente ha fatto, con i mezzi a disposizione, cose molto grandi e importanti per elevare il livello di vita dei meno abbienti (a scapito dei poveri ricchi), sia riuscita ad ottenere. Purtroppo in quello che riguarda l’educazione formale che non dipende dal “bloqueo” o dall’economia. Oltre alle code disciplinate è rimasta la precedenza alle puerpere, invalidi o persone molto anziane. Si sta perdendo, non ancora del tutto. l’offerta di sedersi ai meno giovani sui mezzi di trasporto.
La gioventù, come in tutto il mondo, è divisa tra “diligenti” e “monelli” (non solo giovani). Purtroppo anche se forse sono meno (non li ho contati) i secondi sono certamente più visibili e udibili dei primi. Girare per i quartieri periferici dell’Avana assomiglia alla Napoli del dopoguerra. Magari con un po’ meno di microcriminalità, ma con tanta mancanza di rispetto comportamentale e verbale. La vedo come stranezza perché questi adolescenti o giovanissimi sono figli e nipoti di persone nate e cresciute nello spirito della Rivoluzione che forse per crescere in fretta economicamente, ha trascurato di seguire con più attenzione i valori che si formano nelle famiglie. Sicuramente la scuola non basta. In nessun posto.
Ma per chiudere in maniera meno drammatica, ricordo una stranezza tipicamente cubana che ormai non c’è più: la Posada, sostituita dai moderni affittacamere. In Spagna e nel resto dell’America Latina “Posada” è sinonimo di “Pensione” o “Ostello”, insomma qualcosa che deriva dagli antichi Alberghi di Posta per le diligenze o i cavalcanti. A Cuba la scomparsa “Posada” era invece un Albergo a ore per coppie clandestine o anche no, ma che non potevano avere sufficiente intimità per la numerosa coabitazione. Naturalmente anche per la frequentazione delle Posadas vigeva la norma della coda. In genere erano situate in edifici con grandi giardini attrezzati di tavolini e sedie per l’attesa. Pagamento in pesos cubani giacché non esistevano CUC e i dollari earno vietati. Naturalmente a volte potevano succedere scene boccaccesche quando vi si incrociavono del “lui” con differenti “lei”, per fortuna non era frequente. L’Avana era piena di Posadas. Il bello di questi posti era la massima discrezione (dopo l’attesa in giardino): nessun dipendente veniva in contatto visivo coi clienti. Al momento opportuno suonava un telefono accanto alla porta dell’edificio e chi era di turno sollevava il ricevitore dove una voce gli indicava il numero della stanza. Una volta dentro ci si trovava nel surrealismo contraddittorio di quest’ampia area geografica: il pavimento era quasi una palude di fango, un mimimo di arredamento per gli abiti, ma un letto con un lenzuolo e due cuscini dal bianco abbagliante, mai visto nemmeno nei migliori spot televisivi occidentali. Adagiati sul letto due asciugamani, non bianchi, ma pure molto puliti, mentre ai piedi c’erano due paia di spaventose ciabatte di plastica  per navigare nella fanghiglia in direzione del bagno con (poca) acqua a disposizione. Un rustico comodino sosteneva un telefono, senza disco, sollevando il quale rispondeva il  “servicio habitaciones” che una volta ricevuta l’ordinazione, nella quale non c’era molta scelta, faceva portare quanto richiesto da un cameriere che bussava discretamente e posava il tutto in una specie di “ruota dei miracoli” ricavata da una finestrella cieca nel muro a fianco della porta. Facendo ruotare la medesima, si ritirava quanto richiesto e si depositava il pagamento dovuto.
Se dovessi far una classifica di popolarità direi che la più famosa era quella di 11 y 24, proprio nella parte posteriore di quella che oggi è “La Fabrica del Arte Cubano”. Dopo si aggiunsero le due “Eden” quella de “arriba” e quella de “abajo” che si fronteggiavano, ma essendo fuori città, sul raccordo che porta all’Autopista Nacional, erano raggiungibili solo dai privilegiati che avessero un’automobile. Praticamente erano strutturate come motel e anch’esse raggiunsero un buon grado di popolarità e affluenza.

Nostalgia? Forse. Ad ogni modo oggi questo tipo di servizio è decisamente molto più caro e in CUC. Naturalmente pulizia e trattamento hanno il loro prezzo.

lunedì 26 settembre 2016

Fine della guerra civile in Colombia

Con una grandiosa cerimonia, oggi, 26 settembre 2016, è stato firmato a Cartagena de Indias l’accordo definitivo per la pace in Colombia che mette fine a 52 anni di guerra civile fratricida. Presenti numerosi Capi di Stato e di Governo e personalità di tutto il mondo.
Dopo 4 anni di trattative laboriose e difficili, firme di protocolli preliminari svoltesi all’Avana,  fra le quali anche quello finale preliminare, promosse dalla Croce Rossa Internazionale, l’ONU, la Santa Sede nella persona di Papa Francesco e la presenza di Norvegia e Cuba in qualità di Paesi garanti nonché di Venezuela e Cile come Paesi “accompagnatori”, si è messo il punto finale con la firma del Presidente della Repubblica Juan Manuel Santos e l’ormai ex Comandante della FARC - E.P. (Fuerzas Armadas Revolucionarias Colombianas - Ejercito Popular) Rodrigo Londoño.
“Istituzionale”, il discorso del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Mun mentre, ovviamente più appassionati e patriottici quelli dei due, ormai non più, rivali, tenuti alla presenza delle rappresentanze di ogni strato della società colombiana. Quello di Londoño, però, anche con accenni internazionalisti
La chiusura dell’evento è avvenuta con una notevole esecuzione dell’Inno alla Gioia di Behetoven da parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale, per sottolineare lo stato d’animo della maggioranza dei colombiani.
L’accordo, per diventare esecutivo sarà sottoposto, la prossima domenica, 2 di ottobre, ad un Referendum popolare e i militanti della ex FARC-EP si costituiranno in Partito politico dal 17 Maggio del 2017.
Con questo accordo, la Colombia nelle persone dei due firmatari, mette una seria candidatura al prossimo Premio Nobel per la Pace nelle persone dei due firmatari, su una rosa di 372 “pretendenti”, ma anche Cuba ha fatto la sua parte.


Il Reportage, da Cuba

Da domani dovrebbe essere in edicola la rivista trimestrale Il Reportage con una serie di interviste, fatte da Giulio Messina, a personaggi anche di alto profilo con le loro opinioni sull'attuale situazione del Paese. 
C'è anche l'intervista a un non cubano, non di alto profilo, ma il resto è molto interessante.
Un numero certamente da non perdere per i "cubanofili".

Voli Alitalia per Cuba

Dal 29 novembre prossimo Alitalia comincerà ad operare, con B777 da Roma, sull'Avana con due voli settimanali, martedì e sabato, in collaborazione anche con la MSC Crociere che raddoppia la sua presenza: alla "Opera" si aggiunge la "Armonia" per le crociere nei Caraibi partendo dall'Avana.

mercoledì 21 settembre 2016

Campagna elettorale negli Stati uniti...

In questi utlimi giorni si è prodotta un’esplosione a New York e sono stati rinvenuti altri quattro artefatti inesplosi. È strano (vedi stranezze americane) che un “lurido” musulmano abbia commesso questa nefandezza proprio in un momento delicato della campagna elettorale dove si stanno rivelando piccoli cedimenti della candidata democratica a favore dell’innominabile repubblicano multimilionario. L’altra cosa strana è che non si sia trattato del solito attentato suicida per raggiungere le vergini promesse da Allah. Vorrà dire che si tratta proprio di avere seri dubbi che non ci sia dietro qualcosa? Magari una bella montagna di soldi e la promessa di un indulto, amnistia o fuga... dopo la possibile (e agevolata) elezione del Trumpone xenofobo e divoratore di musulmani...?

Negli Stati Uniti, questi atteggiamenti per ottenere qualcosa non sono nuovi. Basta scorrere la storia e le cronache.
Ma forse sono solo un vecchio (chissà) rimbecillito.
Più o meno contemporaneamente si è commesso l’ennesimo omicidio da parte di poliziotto (bianco) nei confronti di una persona pruriginosamente chiamata “afrodiscendente” o “afroamericano”. Naturalmente disarmato.
Non preoccupatevi, ne ho anche per Cuba...in seguito e connessione permettendo. 

Attualità televisiva

Come ho già detto in passato, la televisione cubana ha fatto passi da gigante, specie nella grafica ultimamente e  anche nei contenuti, ma...durante i notiziari televisivi si invitano i telespettatori a leggere sullo schermo le informazioni, riguardanti Cuba, tratte dalla “rete delle reti”, ovvero il web. Il peccato è che tutte queste informazioni tratte da siti Internet appartengano tutte a...siti cubani. Come vogliamo chiamarlo? Informazione o presa per il c...?

Altro argomento di discussione dei media cubani è il riordinamento del trasporto pubblico che deve fare i conti, comunque, del “bloqueo” nordamericano.

Si stanno prendendo misure per renderlo più efficiente e rapido con misure abbastanza logiche anche se a volte con dettagli non felici. Siamo nel 2016, quasi 17 e mi permetto riprodurre una corrispondenza con l’ufficio del Comandante en Jefe nell’anno 1988, dopo che un funzionario di una base periferica di autobus, mi aveva risposto (dopo 30 anni) che il sistema di trasporto era “stato ereditato dal capitalismo”. Questa risposta mi ha spinto a riscrivere al Comandante ed ho avuto una citazione, per parlarne, al Ministero dei trasporti, poi di pugno e lettera della mia compagna, dato che in quel momento ero assente, mi è stato comunicato che non sarebbe stato possibile riunirci come accordato. Mai saputo più niente.







martedì 20 settembre 2016

Prepariamoci....

Sta per arrivare SilviONALD TRUMPusconi alla decima potenza...

Mi spiace Hilary, ma non solo per te...

Simboli ed Emblemi Patrii, ahi America

Da qualche tempo, a Cuba, c’è una polemica aperta sui media e con interventi di persone autorevoli, anche istituzionali che “condannano” l’uso indiscriminato dell’Insegna Nazionale.
Ora, io non sono certo un nazionalista o patriottardo, ma ritengo che ci siano limiti di rispetto oltre che di buon gusto.
Ricordo, negli anni ’80, le chiacchierate con Ernesto Guevara Lynch, il padre del “Che”, che era notevolmente contrariato per l’uso indiscriminato e mercantilistico che si faceva dell’immagine di suo figlio, riprodotta dalla famosa foto di Korda, su magliette, cappelli, piatti, portachiavi e perfino posacenere. Si diceva offeso e deluso per l’uso commerciale che si faceva di quell’immagine e non potevo che essere d’accordo con lui. La cosa peggiore è che erano messi in vendita dalle istituzioni statali, a quei tempi non esisteva l’artigianato privato.
Oggi, al “Che”, si è aggiunta la Bandiera Cubana, riprodotta in tutte le salse, non solo nei souvenir, ma come “ornamento” di bicitaxi o quant’altro. Il massimo del cattivo gusto si raggiunge quando viene usata come capo di abbigliamento.
Anche questa è un’usanza tipicamente americana, magari poi diffusa in qualche altro Paese sottosviluppato di Africa o Asia.
Chi è stato negli Stati Uniti sa bene che la Bandiera a stelle e strisce garrisce ovunque nelle strade o si trova nei posti più impensati, perfino nella carta igienica. Non mancano le “bellezze obese” con aderentissimi costumi patriottici.
Mi sembra giusto che ogni Paese richiami i suoi valori, ma mi sembra eccessivo e anche di malgusto che un Presidente in carica si presenti in cerimonie pubbliche con una tuta sportiva riproducente la Bandiera del suo Paese. (Vedi Venezuela, per esempio).
Gli stessi atleti che partecipano a competizioni internazionali, in alcuni casi, gareggiano con magliette-bandiera, come minimo mi sembra kitch. Mi para sia sufficiente, magari il nome del Paese, e un logo che richiami i colori patrii.
Da noi in Europa (sembra), che fra i tifosi, ci si limiti a pitturarsi il corpo, in occasioni di eventi sportivi, personalmente anche questo mi sembra di cattivo gusto, ma tant’è, si tratta di opinione personale.
È ovvio che con questi esempi chiunque si senta autorizzato ad utilizzare il simbolo della Nazione come oggetto comune e corrente per manifestare il suo “patriottismo”. Personalmente non sono convinto si dimostri così. Ma...sono cose americane. Cuba fa parte dell’America, ma qualcuno si è accorto che questa è una deformazione. Meglio tardi che mai, anche se penso che ormai sia irreversibile.



lunedì 19 settembre 2016

Riflessioni americane, bis

Nella mia analisi da “Bar dello Sport” del sistema politico statunitense ho emesso la strana relazione con Cuba, nel merito della quale non voglio entrare, ma mi hanno richiamato l’attenzione alcune cose. Per poter “alleggerire” l’embargo (che non può abolire), il Presidente Obama ha appena dovuto rinnovare la “Legge per il commercio col nemico”. Come minimo mi sembra una contraddizione nei termini. Un “nemico” con cui si sono riallacciate le relazioni diplomatiche anche se l’Ambasciata nordamericana è ancora priva di Ambasciatore titolare dopo quasi due anni dal pronunciamento e successiva entrata in vigore  da oltre uno. Questa legge permetteva, anche prima di vendere prodotti, fondamentalmente agroalimentari e non tecnologici, a Cuba, se pagati in contanti e in anticipo, ovviamente non in dollari e con interventi di banche di Paesi terzi. Non permetteva e non permette, nel modo più assoluto, importazioni da Cuba. 

domenica 18 settembre 2016

Riflessioni...americane

Ci sono cose veramente americane, ma non intese come statunitensi: proprio come continente, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, isole comprese. Magari hanno ragione loro...
Tra quelle più frivole o leggere che mi vengono in mente è il gioco del Poker, nel quale non si sa mai se poui vincere o perdere, la scala più infima batte il valore che si supprrebbe “maggiore”. E va bene, non tutti giocano al Poker...e nemmeno giocano al Baseball, dove quello che lancia la palla è...il difensore e penso: ma se io lancio una palla (o peggio una pietra) in testa a qualcuno, sono “difensore”? Per conoscere completamente le regole del gioco, poi, forse non basterebbe l’Enciclopedia Britannica. Evidentemente qualcosa di genetico vien da lì, visti i sistemi di misura e altre stranezze che portano al surrealismo dell’America Latina che non è solo quella del Sud, il Messico appartiene fisicamente e politicamente al Nord. Dal Guatemala a Panama siamo nel Centro che comprende la miriade di isole caraibiche, più o meno grandi che compongono le Antille e le Bahamas che ne sono la periferia interna con le Bermuda in quella esterna.
Fra i maestri insuperabili nel descrivere il surrealismo latinoamericano, troviamo Gabriel García Márquez, forse, su tutti, ma non solo lui, Mario Vargas Llosa ne è un’altro esempio, ma non parlo di talenti della letteratura in generale di cui l’America, passata e presente ne è piena, citavo i due che secondo me, hanno più sottolineato l’aspetto surreale dei loro Paesi.
Passando invece a cose più serie e preoccupanti, non so chi riesca a capire il sistema elettorale degli Stati Uniti, per esempio, dove non si sa bene chi abbia diritto al voto e come i suffragi universali poi vengano buttati nel calderone che comprende i “grandi elettori” dei partiti e degli Stati, dove la semplice maggioranza dei voti non garantisce l’elezione. Poi ci sono le elezioni di mezzo termine, dove il Presidente  che è anche capo del Governo ha poteri molto limitati (e Berlusconi si lamentava di non poter governare, prima della legge porcheria sul “bipartitismo” sic!!!! che ha inventato, ma anche dopo). Risulta che il Capo del Governo e nella fattispecie anche Presidente, si trova con un Congresso (Parlamento), spesso a lui contrario e non esiste il voto di sfiducia per rifare tutto da capo.  (Solo l’ “impeachement” tentato per qualche debolezza della carne o altre che non ricordo siano mai state impugnate e che cambierebbe solo la persona, non il sistema). Purtroppo questo sistema elettorale, con differenze proprie, è comune ad altri Paesi di questo continente. Uno degli esempi è il Venezuela (dichiarato minaccia alla sicurezza degli U.S.A. triplo sic!!!!!), dove il Presidente in carica e il suo Governo, hanno contro l’opposizione...che è diventata maggioranza dopo le “elezioni di mezzo”. E in Venezuela si vota. Evidentemente troppo...

Ma anche queste sono riflessioni da vecchio (forse) rimbecillito, però previdente riguardo all’urna per le ceneri. Beni per gli eredi, praticamente zero.