Il Governo cubano ha annunciato alle linee aeree straniere che non c’è più disponibilità di carburante per gli aerei che vengano a Cuba e nemmeno per la Cubana de Aviación. È facilmente immaginabile il caos che si è creato. Da parte sua Canadair ha dichiarato di inviare due aerei vuoti per rimpatriare i cittadini Canadesi presenti sull’Isola. Le linee spagnole, Iberia e Air Europa, a loro volta hanno dichiarato che i loro voli faranno uno scalo tecnico a Santo Domingo per il rifornimento. Per il momento non si conoscono altre decisioni, sarà da vedere il rimpatrio degli italiani e se ci sarà continuità nelle operazioni.
Prima di
questo (mis) fatto si era verificata la chiusura di diversi alberghi con
trasferimento degli ospiti presenti, sempre per mancanza di combustibile.
Quello
che è più grave, però è l’interruzione degli interventi chirurgici negli
ospedali cubani per mancanza di energia atta a climatizzare e dare sicurezza
alle sale operatorie. Siamo veramente al limite del “genocidio bianco” per le
vite che verranno perse senza sparare un colpo e non solo per questo motivo.
Il Mondo
civile è allibito, ma nessuno scende in campo concretamente contro il pazzo di
Washington. Solo Cina, Russia, Messico e pochi altri hanno azionato delle
misure concrete che seppure meglio di niente rimangono dei palliativi, con
tutto il rispetto.
Intanto
nel Paese si sta lavorando a passi da gigante per installare grandi parchi
fotovoltaici e qualche installazione eolica, grazie proprio agli aiuti cinesi che
in questo caso vanno oltre il palliativo. Per le pale eoliche bisogna scegliere
locazioni dove il clima lo possa permettere, ma ce ne sarà il tempo? E non
dimentichiamo che il clima tropicale comporta il passaggio di più di un uragano
all’anno. Resisteranno i pannelli alla furia del vento?