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venerdì 22 giugno 2018

Laura Pausini all'Avana

Mettendo a rischio la sua presenza sul mercato di Miami dove è omnipresente nelle stazioni radio, con annessi e connessi. Laura Pausini ha risposto positivamente all’invito del popolarissimo duo “Gente de Zona” e domenica 24 si esibirà nello scenario già collaudato nel concerto effettuato dai Rolling Stones, nei terreni adiacenti alla Ciudad Deportiva dell’Avana. Tra i “big” italiani, nel loro momento di massima popolarità, si aggiunge a Miguel Bosè e Lorenzo “Jovanotti” Cherubini che fra l’altro si sono esibiti con altri grandi artisti interbazionali in uno dei concerti per la pace. Poi, Zucchero Fornaciari che dopo anni di divieti imposti dai discografici nordamericani a cui era legato, qualche anno fa, raggiunta l’indipendenza professionale è venuto a Cuba dove oltre a incidere un disco si è esibito in tre occasioni, tra le quali nella chiusura della Settimana della Cultura Italiana.

La Pausini si fermerà solo 24 ore per partecipare a questo concerto, con entrata libera come tutte le altre grandi manifestazioni. Peraltro la sua presenza è molto attesa da miriadi di fans cubani della cantante emiliana che non è solo popolare a Miami, restando da queste parti. Certamente gli interessi economici sono motlo diversi ed è anche per questo che Laura è da ammirare. 

venerdì 15 giugno 2018

Trionfo di Trumpaccio in Asia

Grande sucesso politico internazionalein Corea, dopo le incertezze di Trumpaccio, anche se lo ha fatto riservandosi la posizione di forza con le sanzioni che proseguono. La Storia e la vita ci insegnano che trattati, baci e abbracci o trattati internazionali lasciano il tempo che trovano, da Caino e Abele, passando per Romolo e Remo Giulio Cesare e Bruto, Giuda, la Soria ne è piena: basta cercarli. Remember Ghaddafi? Lingua in bocca e abbracci con i leader europei, poi...caccia al topo e fine della vita. Cosa sarà della Corea del nord disarmata? Ai postini l’ardua sentenza.

mercoledì 13 giugno 2018

Guantánamo, 120 anni di occupazione

Si compiono 120 anni di occupazione della base di Guantánamo da Parte degli Stati Uniti. La concessione per l’uso di questo territorio era stata data, nel 1898 in segno di “gratitudine” per l’intervento nordamericano nella guerra di liberazione in un momento in cui la Spagna era già in ginocchio e con l’autoaffondamento della corazzata Maine come pretesto. Questa concessione, però, prevedeva che la Baia di Guantánamo servisse come attracco delle navi er il trasporto del carbone. Successivamente, grazie al così detto Emendamento Platt incluso nel Trattato di Pace (firmato a Parigi tra Spagna e Stati Uniti, senza diritto al voto da parte di Cuba), gli Usa si riservavano il diritto di intervenire militarmente quando lo ritenessero necessario. Cosa che avvenne in tre occasioni. Fu così che il lembo di territorio orientale dell’Isola si trasformò in base militare che l’attuale Governo non riconosce per la sua illegittimità sia per l’uso che per l’occupazione non più giustificata.

Fantascemenza politica

Si è persa (per fortuna), la tradizione che il premier italiano neoeletto corra immediatamente a Washington per ricevere aiuti, “consigli” e manate sulle spalle. Immaginiamo, qualora fosse incaricato Salvini e corresse dall’amico Trumpaccio. Al ritorno ci sarebbe la proposta di un muro che da Muggia correrebbe attorno alla penisola fino a Ventimiglia, accompagnato da muretti circolari per le isole e arcipelaghi al largo della terraferma con batterie di artiglieria sul Carso e le Alpi Marittime. Ma è solo una divagazione fantascentifica dettata dai tempi morti, per adesso solo loro...


Domani il "Che" avrebbe 90 anni

14 giugno 2018, si compiono 90 anni dalla nascita di Ernesto Guevara de la Serna, detto “Che”, argentino naturalizzato cubano, guerrigliero eretto a simbolo dai pacifisti del mondo. D’altra parte per fare ordine non ci vuole disordine? Indubbiamente personaggio fuori dal comune anche per i suoi eccessi di quasi paranoico senso della giustizia, secondo il suo punto di vista, ma anche da qualità umane, in parte poco note. Il fatto di sacrificare la vita per migliorare la vita dei diseredati del mondo non è da poco. Quello che mi chiedo è se Ghandi sia mai vissuto...e la data coincide, per caso, con l’inizio del Campionato Mondiale di Calcio.

martedì 12 giugno 2018

Il Dipartrimento di Stato non cambia....

Secondo il Dipartimento di Stato USA un'altra diplomatica nordamericana, in servizio presso l'Ambsciata dell'Avana è stata vittima di "attacchi sonici" che le hanno procurato malestare fisico.
Dopo quelli del'anno scorso e quelli recenti in Cina, secondo loro, questi attacchi si ripetono, peccato che non ci siano prove, né evidenze  e tantomeno accesso delle autorità locali alle "vittime".
A che gioverebbe a Cuba e Cina, peggiorare le relazioni con gli Stati Uniti? 

venerdì 8 giugno 2018

Ma dovremo aspettare che finisca il mandato o l'apocalisse arriverà prima?

Da quando ha smesso di essere tragicomico per trasformarsi in vera calamità, Trumpone è diventato Trumpaccio. Le sue ultime bizzarrie e cambi di opinione ad ogni pié sospinto sono veramente da trattamento psichiatrico. Sta distruggendo le alleanze politiche ed economiche che sono costate anni ai Governi precedenti il suo Gover-gognoso.
Aveva annunciato tasse e balzelli a destra e a manca poi, nel suo viaggio in Cina, ha ritrattato a parole, ma ha mantenuto la guerra economica con la potenza asiatica e non solo. Sta distruggendo il trattato di libero commercio con Messico e Canadà e diversi trattati politico economici con il resto del mondo. Pensa di essere forte abbastanza per vivere nell’autarchia, ci avevano provato altri, in altri tempi e con altre condizioni, ma penso che anche i super poderosi Stati Uniti d’America, alla lunga, non possano spravvivere da soli.
A parte questo, i suoi incaricati di Affari Esteri (leggi CIA), stanno destabilizzando gran parte dell’America Latina con particolare riguardo a Venezuela e Nicaragua. In questi casi con la violenza e lo strangolamento economico, in altri casi come Brasile, Argentina, Ecuador i nortdamericani, ante Trumpaccio, lo hanno fatto con i guanti di velluto tramite elezioni sponsorizzate o colpi di stato parlamentari. Nell’ultima assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati Americani ha fatto di tutto per far espellere il Venezuela, fra l’altro rinunciatario, dall’Organizzazione e il suo Segretario di Stato, quasi nuovo, il guaglione (gua, non co.....) Mike Pompeo ha usato parole di fuoco, ingerenziste e minacciose verso Cuba, Venezuela e Nicaragua. Questo alla faccia del Diritto Internazionale, le Convenzioni e i Diritti Umani che stanno sempre sbandierando e calpestano più di ogni altro Paese.
La fantasia poi, ai discendenti di varie emigrazioni che aborrono quelle nuove, non manca: risulterebbe che in Cina, come già successo a Cuba, alcuni diplomatici e loro famiglie hanno subito dei non specificati disturbi fisici dovuti a fantomatici “attacchi” di natura sconosciuta.

Adesso la moda è questa, non bastano più gli autoaffondamenti o sabotaggi contro il loro stessi compatrioti. Veramente con Trumpaccio si sta raschiando il barile, mai nessun ultra conservatore ha raggiunto tali vette di porcheria.

mercoledì 6 giugno 2018

Informazioni o disinformazioni?

Qualche giorno fa, stavo guardando una intervista a una “esperta del Medio Oriente” su Telesur e mi sono reso conto di quanto può essere dannosa la disinformazione o cattiva informazione, fatta in buona o malafede.
Premesso che non sono assolutamente d’accordo con l’espansionismo e gli abusi che il Governo israeliano sta commettendo, seppure a volte risponde a provocazioni, in altre non ha giustificazione.
Quello che mi ha però attirato l’attenzione è la distorsione della storia: il moderno Stato d’Israele è stato fondato nel dopoguerra per intervento diretto dell’Inghilterra che era la potenza colonizzatrice di quasi tutto il Medio Oriente. Vero è che i palestinesi occupavano il territorio da circa duemila anni, ma è anche vero che non tutti gli ebrei lo avevano abbandonato e convivevano pacificamente con gli arabi. Dopo l’ntervento politico, in cui la parte dele terre espropriate vennero comunque pagate (non so se a prezzo equo o meno) si era stabilito un equilibrio difficile tra il rinato Stato e i Paesi confinanti. Ovviamente con la creazione di questo Stato che definiscono “artificiale”, cosa vera solo in parte, la popolazione è aumentata e la convivenza con i vicini si è fatta sempre più difficile con guerre o scaramucce più o meno frequenti.

Ora, secondo l’intervistata, “gli ebrei sono una derivazione degli arabi con cui compartono le radici semite”. In realtà, credo sia esattamente il contrario, dal momento che l’attuale fede musulmana è sorta ben dopo quella ebraica che conta quasi sei mila anni e vogliono impadronirsi del Sinai, il Golan, il Libano, la Giordania e pefino l’Irak. Ora, a parte che mi sembra improbabile, le zone occupate, alcune restituite, dove in effetti stanno espandendosi ingiustificatamente, sono state acquisite dopo la guerra del 1967 che è stata scatenata da Egitto, Giordania e Siria, con appoggio dell’Irak che pensavano di fare una passeggiata per cancellare lo Stato ebraico. Non è stato così e se hanno perso dei territori, la colpa è solo loro.

venerdì 1 giugno 2018

Cuba esporta il folklore culturale

Se il Danzón è il Ballo Nazionale, la Rumba è invece il segno distintivo della cultura musicale e danzaria afrocubana. Per iniziativa di Rudy Mora, già primo ballerino del Conjunto Folklórico Nacional, da qualche anno si svoilge sull’isola il Festival Timbalaye, dedicato a questa specialità. Nel 2018, Timbalaye ha superato i confini cubani per presentarsi in Italia e Francia con una nutrita delegazione di intellettuali, giornalisti e naturalmente, ballerini di Rumba pre far conoscere una volta di più agli europei questa danza dalle radici nella cultura africana, sempre viva sull’Isola.
Le esibizioni si stanno tenendo in questi giorni a Roma, Firenze e Parigi e a quanto pare con grande successo di pubblico e musicologi.

Grande successo anche al “Mese della Cultura Cubana” che si sta concludendo con l’esibizione del Balletto Nazionale di Cuba al Centro J. F. Kennedy di Washington dove si sono presentati artisti di ogni campo della cultura cubana con grande accettazione da parte del pubblico nordamericano. Il Balletto Nazionale, prima di concludere la rassegna nella capitale, si è esibito in varie città statunitensi raccogliendo consensi, simpatia e solidarietà.

mercoledì 30 maggio 2018

Alberto, prima ed estemporanea tormenta

Le mie già precarie condizioni di connessione, hanno subito un duro colpo in questo mese di maggio dove non abbiamo praticamente visto il sole e sotto la pioggia è abbastanza difficile andare al parco dove c’è la (oh cara!) antenna wi-fi. Fra l’altro durante il giorno è quasi impossibile vedere lo schermo dato il riverbero della luce del Tropico, anche col cielo coperto, fra un acquazzone e l’altro.
Nonostante la mia assenza dal web, non certo strettamente necessaria e indispensabile, sono certo che tra i media istituzionali e le reti sociali si conosca la situazione creata dalla anomala “tormenta sub tropicale” Alberto che fortunatamente per noi all’Avana non ha prodotto danni particolari o piogge severe, più che altro uggiose. Meno fortunati sono stati gli abitanti delle province colindanti , ma particolarmente quelli delle province centrali in cui ci sono state esondazioni dai bacini di raccolta dell’acqua potabile che solamente in questo mese hanno raggiunto, in diversi casi, una capienza del 120%. Una situazione anomala, seppure maggio è statisticamente il mese più piovoso e apre, appunto, la stagione delle piogge.
A questo si è aggiunta la piena fuori dal comune dei fiumi e molte località sono state sommerse dalle acque, causando lo sfollamento, come sempre ben organizzato, di migliaia di abitanti verso rifugi sicuri. Interrotta in alcuni punti l’Autopista Nacional e la linea principale della ferrovia. Nella località di Záza del Medio, in provincia di Sancti Spiritus dove esiste il maggior bacino di raccolta, l’omonimo fiume in piena ha spezzato il ponte in cemento armato che unisce questo centro col capoluogo.

Credo che dopo anni di siccità e crisi di rifornimento di acqua potabile e per uso agricolo, è proprio il caso di dire: troppa grazia, Sant’Antonio.

mercoledì 23 maggio 2018

Morto Posada Carriles

Nel pomeriggio di oggi è morto, a Miami, Luis Posada Carriles. Terrorista, torturatore e assassino che ha operato per conto della CIA in gran parte dell’America Latina. È stato autore dell’attentato al volo di Cubana: Caracas/Barbados/Avana, nell’ottobre del 1976 che ha provocato 76 vittime innocenti. Per le sue “gesta” di cui andava orgoglioso, non ha mai pagato, anzi, ha ricevuto. Qualche anno or sono un ingenuo giudice texano lo aveva fatto arrestare per essere entrato con documenti falsi negli Stati Uniti da El Salvador. Ovviamente i documenti erano dei falsi autentici forniti dalla CIA per una delle sue luride missioni, quindi la detenzione è durata il tempo di una rosa e Posada ha potuto rientrare a Miami dove ha vissuto sempre riverito e protetto.

La morte, anche per ragioni anagrafiche, lo ha colto nel suo letto e non in una cella dove avrebbe dovuto essere ospitato, in un Paese paladino dei Diritti Umani. La consolazione è che seppure sia rimasto impunito, non ha potuto vedere la disfatta della Rivoluzione Cubana che ha sempre perseguito e nemmeno entrare in possesso dei peli della barba di Fidel Castro, peraltro scomparso prima di lui.

venerdì 18 maggio 2018

Ultime e penultime da Cuba,

Come immagino si sappia in tutto il mondo, oggi è successo un incidente aereo in prossimità dell’Aeroporto José Martí dell’Avana con a bordo 104 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, per il momento ci sono solo 3 donne sopravvissute e ricoverate in trattamento di terapia intensiva con prognosi riservatissima. La tragedia mi ha riportato al fatidico 3 settembre del 1989, anche se le circostanze non sono le stesse. Al momento nessuno ha formulato ipotesi sulle cause, anche se per la dinamica ho l’impressione che sia mancata la potenza del motore di destra, dal momento che pochi secondi dopo il decollo la nave ha fatto una brusca virata in quella direzione, precipitando al suolo.
Le circostanze, come dicevo sono diverse, anche dal punto di vista mediatico. Al di la dei soccorsi e le varie entità predisposte, intervenuti praticamente in pochi minuti, cosa che era successa anche all’epoca, seppure con i mezzi limitati di quei tempi, è scattata una rete informativa che allora era impensabile, seppure non si era nascosto il tragico evento non era stata data, nemmeno lontanamente la copertura informativa del disastro di oggi che certamente è rimbalzata in tuttto il mondo e ovviamente con maggior autorità e mezzi di quello che può riferire il sottoscritto. Ma mi sembrava doveroso almeno citarlo.
Passando ad altro argomento, credo anche quello ampliamente commentato dai media e reti sociali, Cuba ha presentato il suo rapporto sulla situazione dei Diritti Umani alla commissione periodica delle nazioni unite a cui tutti i Paesi aderenti sono sottoposti periodicamente. Il rapporto è stato vagliato da 147 Nazioni con interventi dei rappresentanti che hanno voluto prendere la parola per ratificare, criticare, obiettare o suggerire cosa manca o cosa si potrebbe fare per migliorare, eventualmente, la situazione. Il Governo cubano darà una risposta a questi interventi, orali o scritti nel prossimo mese di settembre, riservandosi di accettare o meno, in tutto o in parte le eventuali mozioni. Una cosa curiosa ha cui ha risposto nella sua replica il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez è stata che il Governo degli Stati Uniti, attraverso la sua rappresentante, ha me soo in discussione la libertà di movimento e di viaggiare per i cittadini cubani, cosa che dal 2013 è assolutamente possibile e senza nessun ostacolo da parte del Governo dell’Isola. Al contrario, è proprio il Governo nordamericano che proibisce ai suoi cittadini di recarsi a Cuba in qualità di turisti e le famose 12 “categorie” concese da Obama sono state ridotte e senza possibilità di viaggi individuali. Ma quello è il Paese della libertà, dove anche oggi sono morte 10 persone per una sparatoria in una scuola del Texas e che mantiene un embargo illegale, specialmente per la sua extraterritorialità, per strangolare un popolo in maniera che si ribelli al suo Governo, cosa che non è avvenuta in quasi 60 anni. Non parliamo dei rispetto delle minoranze o delle persone diverse. Fra l’altro il Trumpone che da personaggio folkloristico è diventato una vera bomba atomica ad orologeria, ha cominciato a far intendere che vuole lasciare il Comitato Internazionale per i Diritti Umani, cosa alla quale si è associato il Governo di Israele, la cui vita dipende dall’appoggio degli Stati Uniti e pertanto, almeno, comprensibile.
A Cuba ci sono indubbiamente da fare grandi passi in certe direzioni sulle libertà politiche e civili, ma certamente sui Dirittti Umani di base, con tutte le difficoltà economiche del caso, gli altri hanno poco da insegnare. Specialm

sabato 12 maggio 2018

Sono ancora vivo....

Mi spiace di non pubblicare da un po', ma oltre alle difficoltà di connessione, sono impegnato con la ristrutturazione della casa e sono senza batterie di due macchine fotografiche e un telefono...
Per le batterie sarà dura, per il resto speriamo.

martedì 1 maggio 2018

svarioni e altro

Nel post di ieri ho commesso uno svarione di “solo” 10 anni nell’annuncio della celebrazione del FITUR, in realtà, seppur ha cambiato nome, gli anni sono 37, gà che il primo evento è stato nel 1981.

Oltre a questo errore da senilità, devo dire di averne commesso un altro grave: ho cancellato, per negligenza,  tutto quello che avevo nel PC e ho dovuto riformattare e cercare di ricostruire il ricostruibile, posta e accesso al blog. Il disco esterno dove avevo salvato almeno l’85 o 90% del materiale non viene letto. Spero sia dovuto alla perdita dei driver che cercherò di scaricare dalla rete appena possibile, dal momento che ho limitazioni. Spero solo che non mi esca la scritta (nuova in questo caso) di “access deniegated from this server” come quella che appare  per poter rispondere ai commenti di questo blog. Non mi resta che sperare che Trumpone non mi neghi del tutto ogni tipo di accesso. Naturalmente non solo a me e questa non sarebbe colpa mia.

lunedì 30 aprile 2018

37ma Fiera del Turismo

Dal 2 al 5 maggio prossimi, si svolgerà la 37ma edizione della Fiera Internazionale del Turismo di Cuba. La sede principale sarà Cayo Santa Maria, ma con manifestazioni collaterali in tutta la Provincia di Las Villas dove si presenteranno nuovi poli turistici che finora non sono stati utilizzati. Località come Caibarién, Sagua la Grande e Remedios, ad esempio, sono state restaurate ed attrezzate per accogliere i turisti che non vogliono solamente godere il relax sulle splendide spiagge delle isole lungo il litorale nord della provincia, con le installazioni completamente riparate dalle devastazioni dell’uragano Irma dello scorso autunno. Dai filmati proposti dalla Televisione Cubana e informazioni della stampa, ma non solo, un vecchio nostalgico come il sottoscritto stenta a credere della trasformazione in hotels e resort lussuosi in queste zone che ho visto vergini e deserte.
Così come stenta a credere dell’importanza assunta dal FITUR, dopo aver assistito alle prime, timide, edizioni degli inizi anni ’80 che si tenevano all’Hotel Habana Libre alla presenza di un manipolo sparuto di operatori turistici stranieri e nemmeno tutte le Province cubane. L’edizione 2018 conta con la presenza di migliaia di ospiti stranieri tra addetti ai lavori: rappresentanti di agenzie di viaggio e touroperators, catene alberghiere, linee aereee, stampa specializzata e imprese interessate alla costruzione e manutenzione di strutture e infrastrutture legate al turismo.

Se me lo avessero detto nei miei primi,(e secondi) anni a Cuba, nei tempi e la qualità impiegati, ci avrei fatto una risata.

martedì 24 aprile 2018

Intervista a Radiorai1

Il 19 scorso, sono stato contattato da Radiorai1 nel corso  del suo programma in diretta “Fuorigioco”. Allego il link per chi fosse interessato ad ascoltare il programma o la sola intervista a partire dal minuto 5,30 circa.

Sono sempre in difficoltà con internetper la gestione e pubblicazione del blog, ma questo non è nuovo.


Ringrazio i lettori vecchi e nuovi, in particolare i fedelissimi.

giovedì 19 aprile 2018

A Cuba, si cambia?

Diversi anni orsono, gli amici e conoscenti mi domandavano frequentemente: “Cosa credi che succeda a Cuba nel ‘dopo Castro’?” La mia banale e ovvia risposta era che non sono in possesso della magica sfera di cristallo e che era molto difficile fare previsioni.
Da un anno e mezzo il Leader Máximo ci ha lasciati, dopo aver ceduto lo scettro del comando al fratello Raúl, secondo le norme della Costituzione. Dal momento del cambio al timone ci sono stati diversi cambiamenti che possono far sorridere il “mondo libero”, ma che hanno dato una svolta significativa alla vita quotidiana dei cubani. Le gente continua a mugugnare per le strade, come il compianto Gilberto Govi, ma tutto sommato continua a preferire la propria sovranità e indipendenza unita a un forte nazionalismo.
Dopo la stretta di mano tra Barack Obama e Raúl Castro si erano aperti nuovi e promettenti orizzonti, alcuni con effetto immediato e altri in prospettiva futura, poi è arrivato l’improvvisato Presidente Donald Trump e la marcia indietro è stata innestata con violenti scossoni nelle relazioni bilaterali e soprattutto con la recrudescenza di aspetti economici e finanziari, anche extraterritoriali del “bloqueo” statunitense.
Ieri si è rinnovato il Parlamento con il Consiglio di Stato e la Presidenza del medesimo con la designazione del nuovo capo del Governo e dello Stato, dopo le annunciate e mantenute dimissioni di Raúl Castro dall’incarico senza però rinunciare alla Presidenza del Partito Comunista di Cuba, organo che in pratica dirige la vita economica e politica del Paese. Fra le riforme attuate da Raúl è stata inserita la norma che il Presidente in carica non può essere rieletto per più di due mandati quinquennali. Il suo Posto è stato occupato, come da iter previsto da Miguel Díaz Canel Bermudez, cinquantasettenne ed ex vice di Raúl.
Questo primo rinnovamento, quasi gattopardesco, ha apportato nomi nuovi nel Parlamento e nel Consiglio di Stato che in pratica è l’organo supervisore di tutti gli altri strati politico amministrativi. Accanto ai nuovi ingressi, comunque, sono stati confermati praticamente tutti i superstiti dellla vecchia generazione con la sola esclusione, dal Consiglio di Stato, di José Ramon Fernández che peraltro è stato confermato come Deputato alla verde età di 94 anni.
Insomma, il “dopo Castro” non ha portato sfracelli e scenari inquietanti di instabilità. Almeno per il momento. Domani è un altro giorno.

Nel suo discorso d’insediamento, Díaz Canel, ha chiramente dichiarato di voler mantenere la continuità del processo rivoluzionario, sempre con l’appoggio di Raúl che rimane alla testa del Partito. Insomma, non ci sono assolutamente le premesse per un voltafaccia tipo Ecuador con Lenin Moreno che ha praticamente rivoltato la politica interna ed estera di Rafaél Corréa, pur essendo proveniente dalle fila del medesimo partito, da questi raccomandato e caldeggiato e avendo cotanto nome di battesimo.

domenica 8 aprile 2018

Benvenuti a Jaimanitas

Jaimanitas era un villaggio di pescatori e artigiani a occidente dell’Avana e separato dal fiume, di cui porta il nome, da Santa Fé che inizia dall’odierna Marina Hemingway già Marina Barlovento, il terreno colindante al fiume e relativa foce, fu regalato da Fulgencio Batista a suo figlio che creò, appunto la Marina. Allora aveva soltanto i lunghi canali, separati dai moli percorribili in auto, per l’attracco degli yacht di ricchi cubani o stranieri perlopiù di provenienza nordamericana. Con l’ultima riforma politica e amministrativa, entrambi, sono stati incorporati nella nuova provincia/città de La Habana. Nella cittadina confinante, di dimensioni superiori a Jaimanitas, oltre alla pesca e all’artigianato, la tradizione era anche l’agricoltura su scala maggiore di quella del paese vicino.
Nel caso della ex Marina Barlovento, oggi Hemingway, c’è stato un grande sviluppo di tipo turistico con villette a schiera e l’hotel El viejo y el mar, ai quali si sono aggiunti spazi e locali ricreativi, ristoranti e un centro commerciale, oltre ad altri servizi. In questa sede è sorto anche lo Yacht Club de La Habana che è sempre stata la sede organizzativa del trofeo Ernest Hemingway di pesca al marlin.
In entrambi i casi non si sono perse completamente le caratteristiche tradizionali, particolarmente a Jaimanitas che è tutt’ora abitata maggiormente da gente laboriosa e cordiale composta, in molti casi, da nuclei famigliari, quasi a forma tribale e conta con un locale rustico, specializzato in prodotti del mare freschissimi che seppure non pubblicizzato nel modo tradizionale è frequentatissimo, particolarmente da diplomatici, uomini di affari e tecnici stranieri residenti a Cuba o turisti “guidati” o informati. I trasporti locali si fanno con i “bicitaxi”, sorti durante il tristemente famoso “periodo especial” e il materiale edilizio o gli sgombri, ma non solo, sono spesso trasportati coi “carretones” tirati da focosi cavalli. Non mancano però, a Jaimanitas, nuovi arrivi nazionali e di stranieri che cercano un luogo tranquillo, in riva al mare e non lontano dal centro sempre più convulso della capitale. L’edilizia costruttiva è in piena auge e costretta a un piano regolatore che rispetti l’ambiente e il panorama circostante.
Nel caso dell’immigrazione nazionale, un bel giorno, è arrivato José Fuster dalle lontane origini germaniche ma di famiglia originaria di Caibarien, sempre sul litorale nord del Paese, artista della plastica con prefernza della ceramica e che si auto definisce “contadino della costa”, trovando pertanto condizioni molto simili a quelle della sua infanzia.
Appassionato immensamente della sua attività artistica, a un certo punto ha pensato di abbellire la sua casa con rivestimenti di ceramica, preso per pazzo dai suoi concittadini che lo vedevano spezzettare piastrelle di ogni tipo e colore, un bene scarso e molto costoso a Cuba, specialmente a quei tempi. Il risultato gli ha dato ragione e poco a poco ha continuato ad “arredare”, a richiesta, altri edifici del villaggio con un lavoro che prosegue tutt’oggi, trasformando la sua strada e quelle adiacenti in una località che la voce del popolo ha cominciato a chiamare “Fusterlandia”. Un lavoro pesante dovuto al clima, duro e difficile da realizzare, ma con risultato di essere diventata anche un’attrazione turistica che prosegue, creando una piccola economia e posti di lavoro, sia per gli addetti al turismo che per i suoi collaboratori visto che ormai, per una persona sola, sarebbe un’opera ciclopica. Chissà, per certi versi, alcune realizzazioni possono apparire “kitch” per noi europei, ma ognuna di loro, oltre all’abbellimento fisico dell’ambiente circostante, ha un significato storico o culturale.

Una visita, anche fugace a Jaimanitas, “Fusterlandia” a parte, vale sicuramente la pena per un visitatore non frettoloso di Cuba.













































martedì 3 aprile 2018

Esserci o non esserci?

L’amletico quesito è diretto al web. Si da il caso che nottetempo, tra lunedì e martedì, qualche brava persona ha scalato il terrazzo di casa mia rubandomi il ricevitore di segnale wi-fi che lo trasforma in segnale di rete via cavo, permettendomi di operare da casa.
Non posso nemmeno porre formale denuncia, pur avendo grossi sospetti  e coincidenze almeno sul “mandante”, dal momento che si tratta di apparecchi “illegali”, così come le parabole satellitari eloro sintonizzatori ben più ingombranti e difficili da camuffare, che però vengono regolarmente venduti sul sito di “Revolico” e altri. Comunque chi usa questi ricevitori non ruba niente, dal momento che la connessione avviene tramite la rete locale alla quale si accede a pagamento (salato) del conto “Nauta”, ma se si volessero importare legalmente verrebbero requisiti in dogana appartenendo alla lista degli oggetti vietati. Chi gira per l’Avana e ne conosce il funzionamento ne può vedere a migliaia, installati su altissimi e inacessibili pali, ancorati da tiranti in filo di ferro. Ingenuamente pensavo che con on palo di circa 5 metri attaccato a quello di sostegno dell’antenna TV, oltre ad essere sul tetto, fosse abbastanza. Non ho tenuto presente che le cinghiette di plastica si tagliano anche con un tagliaunghie e col senno do poi, magari una buona saldatura era sufficiente (forse). La mattina ho trovato il palo tristemente al suolo e il cavo reciso. Fra l’altro, vista la “difficoltà” di ottenerli in loco, si pagano quasi dieci volte il loro valore di mercato sul pianeta Terra.
Comunque questo, più che uno sfogo vuole essere una spiegazione ad amici e fedeli lettori che mi vedranno ancora meno spesso sul blog e su FB. Spero comunque, fra qualche giorno, pubblicare un lungo post corredato di diverse fotografie di Jaimanitas e la Marina Hemingway, sto ultimando e selezionando le foto da inserire che sono abbastanza, al di là che me ne manca qualcuna che mi piacerebbe aggiungere, ma il troppo controluce di certi luoghi, la mattina, o la nuvolosità del pomeriggio mi ritardano il lavoro, connessione a parte che seppure scomoda non è impossibile, almeno per qualche minuto.
Ovviamente, nelle fasi di “buio”, sono anche senza posta elettronica.

Volemose béne.

lunedì 26 marzo 2018

Votare, oh,oh...

Anche questa volta ho ricevuto la fatidica cartolina dall’Ufficio Elettorale del Comune di Milano per potermi recare il 4 marzo scorso, se avessi voluto,  esercitare il mio diritto al voto. Peccato che oggi ne abbiamo 26 e ormai, come sempre, hanno vinto tutti tant’è che è improbabile formare un Governo, nonostante il “premio di maggioranza” inventato da Tutankamen Silvio quando aveva paura di non farcela.
A Cuba non esiste Collegio Elettorale, eppure se contiamo i residenti permanenti e temporanei, spesso con relativi coniugi nazionalizzati, ci potrebbe anche stare, oppure per chi proprio fosse politicamente imperdernito, recarsi in un Paese più vicino. Probabilmente le spese e i disagi sarebbero minori. Indubbiamente va bene per chi volendosi fare un voletto, praticamente quasi senza limite in Italia, a patto di portare la “prova di voto” e i relativi giustificativi 

martedì 20 marzo 2018

Sparatorie e massacri, non male come hobby

Altra sparatoria in una scuola del Maryland. Al momento di queste note non si conosce il numero delle vittime. Evidentenemente la “leggina” non è il toccasana visto che tra i requisiti si richiede anche la maggiore età…come se 19 o 20 fossero sinonimo di equilibrio e maturità. Fra l’altro che le armi (da guerra) chi ce le ha non ha bisogno di comprarle, legalmente, ma nel mercato che “nero” non si può nemmeno definire ne trova a bizzeffe.

Il secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti riguarda la libertà dei cittadini e l’uso legittimo delle armi. Quella di morire assassinati in qualunque momento, ma ci si opponesse ad essa, specie se si trattasse di un politico, sarebbe morto politicamente, se non crivellato di colpi.

mercoledì 14 marzo 2018

Professioni pericolose

Sicuramente, facendo ricerche, si scoprirebbe qual è il mestiere o professione più pericoloso del mondo: minatore, costruttore edile, pilota, acrobata o altro? Non ho fatto questa ricerca, ma sicuramente quello del giornalista è nei primi posti della statistica. Basta sapere che negli ultimi dieci anni ne sono stati assassinati più di 800, senza contare i sequestri con rilascio più o meno portato a termine dalle forze dell’ordine. Non esiste poi un riscontro di minacce, intimidazioni o foraggiamenti per far si che il professionista abbandonasse o modificasse la sua linea di opinione o investigazione.
Spesso questi atti di violenza sono stati eseguiti, magari, da analfabeti che non avevano la minima idea di cosa avesse pubblicato o stesse investigando la loro vittima. Chi li ha mandati, però, sapeva leggere e scrivere alla perfezione, oltre che saper far di conto in maniera superlativa.

Oggi a Cuba si festeggia la Giornata del Giornalista e dell’Informazione in omaggio alla fondazione, in questa data in quel del 1892, del giornale Patria, fondato e diretto da José Martí di cui Premi Nazionali alla carriera, col suo nome, sono stati assegnati a diversi giornalisti cubani fra i quali Ciro Bianchi che oltre ai suoi libri e all'autorizzazione alla traduzione e pubblicazione di alcuni dei suoi innumerevoli lavori, mi onora con la sua amicizia.

sabato 10 marzo 2018

Leggina per il controllo delle armi negli USA, i pollai scoppiano dalle risate

Dopo anni di massacri che peraltro continuano, negli Stati Uniti è stata approvata una leggina che impedisce l’aquisto, legale, di armi a cittadini che abbiano avuto precedenti penali di violenza o problemi di natura psichica. Meglio che niente, o quasi, visto che in un Paese dove circolano più armi che automobili e che le dighe per frenarne lo smercio sono fatte con colabrodi o colapasta, non mi sembra sia difficile comprarne, illegalmente, a qualunque angolo di strada. Ammesso che la legge approvata sia sufficiente per la vendita legale.

Nel frattempo, la lista dei più o meno amici e/o fedeli e issimi, ministri, ambasciatori, consiglieri e chi più ne ha più ne metta, di Trumpone si allunga sempre di più. Fra un po’ uscirà un libro voluminoso come potrebbe essere una guida telefonica di qualunque metropoli.

giovedì 8 marzo 2018

8 marzo

Sarebbe bello se l'8 marzo fosse per i 365 giorni dell'anno...Comunque, auguri al gentil sesso.

lunedì 5 marzo 2018

C'era una volta un giovane Salvini, leghista "moderato"

Ho un piacevole ricordo di Matteo Salvini di quando era un “semplice” Consigliere Comunale di Milano, quando l’ho incontrato casualmente in una fiera etnica all’Isola Garibaldi. Giovanissimo, simpatico e moderato. Nel breve colloquio casuale, mi aveva fatto una buona impressione. Sono passati diversi anni e vicissitudini, io non abito più a Milano el il Nostro ha fatto una carriera vertiginosa. Per le sparute notizie che mi giungono non è più lo stesso come, ovviamente, tutti quanti, cavalcando il più sfrenato razzismo. Certamente l’immigrazione sfrenata è un grosso problema, ma credo che bisognerebbe trovare soluzioni alternative all’odio, la violenza e il rifiuto. Come mai le mega fabbriche, specie del Nord sono svanite? La colpa è dei pòer negher? Ad ogni modo evidentemente ha ragione lui se ha fatto tanta strada ed è in odore di Presidenza del Consiglio. Mi sovviene però un vecchio adagio: che più si va in alto, più la caduta (eventuale) fa male. Auguri.

sabato 3 marzo 2018

Rinasce la regata Pittsburgh - L'Avana

Dopo ben oltre dieci lustri, è tornata a svolgersi la regata Pittsburgh – L’Avana con la presenza, fra gli altri di 20 barche statunitensi. Ovvero circa la metà dei partecipanti e che hanno fatto la parte del leone nella classifica agonistica.
L’arrivo è stato alla Marina Hemingway, sede del Club Nautico Internazionale dell’Avana sotto l’occhio sempre attento del Commodoro Scritch, patròn della manifestazione.








Intanto, nel Paese, l’impulso allo sviluppo del turismo è incessante come si vede dalle immagini della conosciuta intersezioni della Avenida 3ra e la Calle 70.