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venerdì 13 luglio 2018

Texas in Florida

Se passate da Orlando in Blackwood angolo Colonial Drive, verso sera,provate la cucina texana con bistecche da far invidia agli argentini, in un ambiente old style western.



mercoledì 11 luglio 2018

Come i Trumpacci possono arrivare al potere

Era inevitabile che trovandomi in Florida facessi “un’inchiesta” casereccia parlando con alcuni cubani e cubanoamericani (nati qua), sull’accettazione o meno di Trumpaccio. Ovviamente il “campione è molto limitato e non rappresenta i 50 Stati dell’Unione, ma... la maggior parte delle persone con cui ho parlato hanno avuto espressioni tutt’altro che lusinghiere per il Presidente in carica.
Quello che mi ha lasciato allibito è stato lo scambio di vedute con un cubano immigrato circa 20 anni fa e che ha avuto parole di elogio per la gestione di Trumpaccio e di astio e risentimento per i Democratici in genere, nella fattispecie Obama e i Clinton.
Secondo lui Obama “non ha fatto niente per Cuba” dimenticando che:

1)    È stato il primo Presidente in carica degli ultimi 80 anni a visitare l’Isola. Ha avviato un rapporto di collaborazione in differenti campi della vita quotidiana, culturale, scentifica e della sicurezza mutua.
      2) Ha riaperto le Ambasciate in ambo i Paesi.
      3) Ha stabilito 12 “categorie” per consentire agli statunitensi di visitare Cuba, conrelativa    riapertura di linee aeree dirette e crociere. Una delle categorie, la “People to people” (subito abolita da Trumpaccio) consentiva, in pratica, di effettuare un turismo individuale mascherato, senza necessità di altri permessi se non quello di dichiarare di voler visitare Cuba per conoscere la sua realtà sociale, culturale e politica.Non mi estendo in altri particolari che posso anche ignorare.

Cosa ha fatto Trumpaccio?

1)    Ha inventato misteriosi “attacchi sonici” ai suo diplomatici e ralitive famiglie  per ridurre il personale di Ambasciata espellendo “per parità” dei diplomatici cubani da Washington, chiudendo l’Ufficio Consolare dell’Avana costringendo i cubani che  richiedono il visto a recarsi in Colombia o Guyana, affrontando spese di viaggio e soggiorno per vedersi magari negato il permesso di viaggio agli USA.
2)    Sta riducendo drasticamente le agevolazioni della “Ley de Ajuste”. Questo va verso l’equiparazione dei cubani a gli altri emigranti, il che sarebbe anche giusto, ma...è noto che la sua xenofobia verso gli aspiranti a entrare nel territorio nordamericano è quasi da nazismo, separando famiglie e mettendo bambini anche in tenera età e giovani minorenni in gabbie degne di un vecchio giardino zoologico o della prigione di Guantánamo.

La sua giustificazione per osannare Trumpaccio è che “America first”.
 Adesso guadagna qualcosa in più, dimenticando di essere cubano ed essere arrivato al “benessere” trascurando i suoi amici e parenti ancora sull’Isola e non pensando al futuro dei suoi figli e nipoti che essendo vittima del protezionismo ad oltranza, fra qualche anno senza più importazioni a prezzi stracciati e con la produzione che non ci sarà per mancanza di mano d’opera o dove ci fosse sarebbe a prezzi elevatissimi, divorerebbe in un lampo i suoi attuali “benefici” economici”.

Purtroppo, anche grazie alla tortuosa Legge Elettorale degli Stati Uniti, le minoranze incolte o nuovi benestanti, possono far eleggere personaggi impresentabili, al mondo, come Trumpaccio.





martedì 10 luglio 2018

Pdf sulla rinascita del turismo a Cuba

Ho rivisto i testi e le foto del libro "La rinascita del turismo a Cuba", in italiano e in spagnolo, chi fosse interessato a riceverne una copia, gratuitamente, me lo può chiedere per mail: abuafaldo@gmail.com specificando in quel delle due lingue lo preferisce, farò il possibile per inviarlo, dentro delle possibilità di connessione e del numero di richieste.

Catene alimentari

Con un gruppo di omonimi, abbiamo fatto una società (Cooperativa qua è una brutta parola), per formare una catena di supermercati a livello nazionale.




Viaggi e comfort

Per il viaggio di andata e ritorno Orlando/Miami/Orlando ho utilizzato questo vecchio modello di Chevrolet Equinoze, ho senti la mancanza della mia Polsky Fiat 1987...

domenica 8 luglio 2018

sabato 7 luglio 2018

mercoledì 4 luglio 2018

Utilitarie

Mi hanno detto di scegliere, come regalo, tra la 4x4 Cadillac e la Maserati GT, io avevo optato per la casa tricolore, poi però ho pensato ai problemi doganali che avrei potuto avere a Cuba e ho rinunciato, con qualche rimpianto e non senza ringraziare.

O forse non è proprio così...


Indipendence Day

La pioggia pomeridiana non ha impedito, a Orlando, i festeggiamenti per il 4 di luglio o Indipendent Day, estesi, ovviamente a tutti gli Stati Uniti dove si sono svolte manifestazioni di ogni genere col culmine serale di enormi quantità di fuochi artificiali, in alcune localita sostituiti o accompagnati da centinaia di droni illuminati e multicolori. Da parte nostra lo abbiamo passato in famiglia e tra amici, dove non sono mancati piatti e tovaglioli di carta con le stelle e le strisce.

Mi è venuto da pensare: chissà perché non rispettano la stessa ricorrenza degli altri Paesi, specie quelli che mettono a ferro e fuoco, quella dei nativi originali e dei messicani a cui hanno portato via oltre la metà del territorio e adesso vogliono tenerli separati con un muro.
Chissà se fosse stato meglio rimanessero una Colonia anglo-hispano-francese...


sabato 30 giugno 2018

Da Orlando con calore

Il 28 sono arrivato a Orlando e mi tratterrò in Florida fino al 15 prossimo. Fra le sorprese gradite, ho scoperto che il servizio di Immigrazione Statunitense ha abolito la parte cartacea dei controlli alla frontiera e non si devono più compilare noiosi e anche ridicoli moduli. Chi ha i documenti in regola entra con la sola presentazione del passaporto, viene fotografato e in alcuni casi, a campione, gli vengono prese le impronte digitali elettronicamente.
Nel frattempo sono riuscito ad avere il nuovo link della intervista su Radiorai1 in quanto il precedente non si apriva; per chi fosse interessato, il nuovo link è:


se non si volesse ascoltare tutto il programma, suggerisco di andare col cursore sotto a "mare", nella presentazione del programma e del blog.

Sto anche preparando una riedizione del libro sul turismo a  che spero di poter offrire presto, a chi lo desidera, in versione PDF in italiano o spagnolo, a richiesta, per e-mail.

mercoledì 27 giugno 2018

Grande successo, bagnato, della Pausini

Come era, d’altra parte previsto, grande successo del concerto di Gente de Zona con Laura Pausini e altri ospiti cubani della canzone. Il tutto condito da un acquazzone tropicale che ha inzuppato il numeroso e impavido pubblico che ha sfidato le intemperie per l’0ra e mezza di concerto e la lunga attesa per ottenere la miglior posizione possibile.

Superstizioni o casualità

Una delle cose belle dell’Avana, è che non si finisce mai di trovare luoghi, persone o cose rare, strane o antiche che possono incuriosire, interessare e indubbiamente risultare piacevoli. Uno dei tanti esempi per cui non basterebbe una vita, nel suo piccolo, è questo bar ristorante situato in uno dei punti strategici della città, in ogni tempo.
Per i superstiziosi, il numero 13 può portare fortuna o sfortuna, secondo i punti di vista. Però il 12? Chi lo sa! Ma se vi trovate all’Avana un giorno 12 alle 12 (meglio se in dicembre) e avete un figlio o nipote che festeggia i 12 anni, fateci un salto, non si sa mai...







lunedì 25 giugno 2018

Il borgo silenzioso del coma

Ricevo dall'amico Roberto Dalzoppo e pubblico con il suo assenso. Grazie.


E' un borgo molto particolare, unico in Italia ed in Europa: a mezza collina nel bosco, con veduta panoramica sull'Aldilà. Una specie di zona minata, fronte estremo della grande battaglia tra vita e morte. Dove la vita non è propriamente vita, ma dove nemmeno la morte è ancora effettivamente morte. A rendere questo villaggio unico nel suo genere sono gli inquilini: i ragazzi in coma. Questi nostri figli che escono di casa la mattina pieni di salute, con grandi aspettative, padroni del mondo, giustamente saturi di onnipotenza, ma che al primo incrocio, al primo semaforo non rispettato, alla prima folle impennata, al limite anche durante il più banale degli interventi chirurgici, si riducono ad essere come larve, senza più il dono del pensiero, della parola, del movimento, poveri angeli addormentati con la sveglia puntata su un'ora indefinita ed imprecisa di chissà quale giorno, se mai ci sarà. Questi ragazzi richiedono una gestione amorevole e specializzata: oltre al dolore che portano dietro, spesso restano a carico delle famiglie che cercano un posto dove continuare serenamente questa esistenza, in un mare gelido di tristezza e di solitudine. Ma un sogno dei sogni è stato realizzato vicino a Bologna: il borgo silenzioso del coma. Splendido, se un posto così può definirsi: i parenti, le mamme ed i papà vivono accanto ai loro malati, normalmente come in una casa, senza orari vietati, regolamenti, burocrazia. Una vita dignitosa, civile. Con l'assistenza operata da personale adeguato, da medici, e da ricercatori che il coma lo studiano a fondo. Questo borgo ha un nome: Casa dei risvegli Luca De Nigris. Alla memoria di uno di loro, un ragazzo che il coma l'ha sopportato per otto mesi, riuscendo a batterlo per una volta, senza però vincerlo. Il suo papà e la sua mamma raccontano che adesso sta in Paradiso, senza più dolore e sofferenze, totalmente coinvolto nel grande compito di portare avanti il villaggio. Tutti siamo sicuri che se non fosse stato per lui tutto questo non sarebbe successo. La bella e triste storia della vita breve di questo straordinario ragazzo, dopo la morte, agita rapidamente le forze e le energie del suoi genitori e di altre tantissime genti che assieme hanno condiviso il progetto di trasformare una tragedia in un grande disegno di speranza. Da lassù, Luca deve essersi messo subito al lavoro con quella vitalità tutta propria, contro ogni limite ed ogni sfortuna. Dall'alto è calata l'idea di questo villaggio, un posto dove il coma non sia una condanna ma soltanto una vita un poco strana, sperando che un giorno, prima o poi, arrivi il risveglio. Nulla sarebbe incominciato se Luca non fosse morto, e nessuno muore definitivamente finchè qualcuno lo ricorda ed il grande Luca vivrà sempre qui, nel suo villaggio. Aveva un piccolo grande sogno: correre per una volta ancora sull'erba verde dei campi, in una notte subito dopo Natale glielo hanno negato, ma lui anche in questa circostanza non si è perso d'animo ed il suo papà e la sua mamma hanno incominciato a lavorare per la Casa dei risvegli, un sogno molto difficile. Stavolta il grande Luca ce l'ha fatta: chissà se un giorno un ragazzo, mille ragazzi guariti dal coma possano riprendere a correre sull'erba verde della collina.
Roberto Dalzoppo - riproduzione vietata - 27 dicembre 2000
Nel 1992 a Rio de Janeiro conobbi - durante la presentazione di Projeto Pelorinho, un movimento artistico di cui fa parte anche la grande Lena de Bahía - la pittrice allora 28enne Margareth Lunna, nata a Feira de Santana, distante circa cento chilometri dalla città di São Salvador da Bahía de Todos os Santos.
A cena e nella conversazione, ad un tratto mi confidò: "Tutto è molto semplice e tutto allo stesso tempo complicato. La vita a sua volta è molto complicata per qualcuno e molto facile per altri. Questa è la verità. Io non posso lamentarmi della mia sorte. L'artista ha un modo diverso di vedere la realtà. La mia filosofia di vita si rafforza anche quando incontriamo persone belle e disposte a combattere le nostre battaglie, e questo ci dà stimoli per realizzare i nostri progetti. Sono stata fortunata."



venerdì 22 giugno 2018

Laura Pausini all'Avana

Mettendo a rischio la sua presenza sul mercato di Miami dove è omnipresente nelle stazioni radio, con annessi e connessi. Laura Pausini ha risposto positivamente all’invito del popolarissimo duo “Gente de Zona” e domenica 24 si esibirà nello scenario già collaudato nel concerto effettuato dai Rolling Stones, nei terreni adiacenti alla Ciudad Deportiva dell’Avana. Tra i “big” italiani, nel loro momento di massima popolarità, si aggiunge a Miguel Bosè e Lorenzo “Jovanotti” Cherubini che fra l’altro si sono esibiti con altri grandi artisti interbazionali in uno dei concerti per la pace. Poi, Zucchero Fornaciari che dopo anni di divieti imposti dai discografici nordamericani a cui era legato, qualche anno fa, raggiunta l’indipendenza professionale è venuto a Cuba dove oltre a incidere un disco si è esibito in tre occasioni, tra le quali nella chiusura della Settimana della Cultura Italiana.

La Pausini si fermerà solo 24 ore per partecipare a questo concerto, con entrata libera come tutte le altre grandi manifestazioni. Peraltro la sua presenza è molto attesa da miriadi di fans cubani della cantante emiliana che non è solo popolare a Miami, restando da queste parti. Certamente gli interessi economici sono motlo diversi ed è anche per questo che Laura è da ammirare. 

venerdì 15 giugno 2018

Trionfo di Trumpaccio in Asia

Grande sucesso politico internazionalein Corea, dopo le incertezze di Trumpaccio, anche se lo ha fatto riservandosi la posizione di forza con le sanzioni che proseguono. La Storia e la vita ci insegnano che trattati, baci e abbracci o trattati internazionali lasciano il tempo che trovano, da Caino e Abele, passando per Romolo e Remo Giulio Cesare e Bruto, Giuda, la Soria ne è piena: basta cercarli. Remember Ghaddafi? Lingua in bocca e abbracci con i leader europei, poi...caccia al topo e fine della vita. Cosa sarà della Corea del nord disarmata? Ai postini l’ardua sentenza.

mercoledì 13 giugno 2018

Guantánamo, 120 anni di occupazione

Si compiono 120 anni di occupazione della base di Guantánamo da Parte degli Stati Uniti. La concessione per l’uso di questo territorio era stata data, nel 1898 in segno di “gratitudine” per l’intervento nordamericano nella guerra di liberazione in un momento in cui la Spagna era già in ginocchio e con l’autoaffondamento della corazzata Maine come pretesto. Questa concessione, però, prevedeva che la Baia di Guantánamo servisse come attracco delle navi er il trasporto del carbone. Successivamente, grazie al così detto Emendamento Platt incluso nel Trattato di Pace (firmato a Parigi tra Spagna e Stati Uniti, senza diritto al voto da parte di Cuba), gli Usa si riservavano il diritto di intervenire militarmente quando lo ritenessero necessario. Cosa che avvenne in tre occasioni. Fu così che il lembo di territorio orientale dell’Isola si trasformò in base militare che l’attuale Governo non riconosce per la sua illegittimità sia per l’uso che per l’occupazione non più giustificata.

Fantascemenza politica

Si è persa (per fortuna), la tradizione che il premier italiano neoeletto corra immediatamente a Washington per ricevere aiuti, “consigli” e manate sulle spalle. Immaginiamo, qualora fosse incaricato Salvini e corresse dall’amico Trumpaccio. Al ritorno ci sarebbe la proposta di un muro che da Muggia correrebbe attorno alla penisola fino a Ventimiglia, accompagnato da muretti circolari per le isole e arcipelaghi al largo della terraferma con batterie di artiglieria sul Carso e le Alpi Marittime. Ma è solo una divagazione fantascentifica dettata dai tempi morti, per adesso solo loro...


Domani il "Che" avrebbe 90 anni

14 giugno 2018, si compiono 90 anni dalla nascita di Ernesto Guevara de la Serna, detto “Che”, argentino naturalizzato cubano, guerrigliero eretto a simbolo dai pacifisti del mondo. D’altra parte per fare ordine non ci vuole disordine? Indubbiamente personaggio fuori dal comune anche per i suoi eccessi di quasi paranoico senso della giustizia, secondo il suo punto di vista, ma anche da qualità umane, in parte poco note. Il fatto di sacrificare la vita per migliorare la vita dei diseredati del mondo non è da poco. Quello che mi chiedo è se Ghandi sia mai vissuto...e la data coincide, per caso, con l’inizio del Campionato Mondiale di Calcio.

martedì 12 giugno 2018

Il Dipartrimento di Stato non cambia....

Secondo il Dipartimento di Stato USA un'altra diplomatica nordamericana, in servizio presso l'Ambsciata dell'Avana è stata vittima di "attacchi sonici" che le hanno procurato malestare fisico.
Dopo quelli del'anno scorso e quelli recenti in Cina, secondo loro, questi attacchi si ripetono, peccato che non ci siano prove, né evidenze  e tantomeno accesso delle autorità locali alle "vittime".
A che gioverebbe a Cuba e Cina, peggiorare le relazioni con gli Stati Uniti? 

venerdì 8 giugno 2018

Ma dovremo aspettare che finisca il mandato o l'apocalisse arriverà prima?

Da quando ha smesso di essere tragicomico per trasformarsi in vera calamità, Trumpone è diventato Trumpaccio. Le sue ultime bizzarrie e cambi di opinione ad ogni pié sospinto sono veramente da trattamento psichiatrico. Sta distruggendo le alleanze politiche ed economiche che sono costate anni ai Governi precedenti il suo Gover-gognoso.
Aveva annunciato tasse e balzelli a destra e a manca poi, nel suo viaggio in Cina, ha ritrattato a parole, ma ha mantenuto la guerra economica con la potenza asiatica e non solo. Sta distruggendo il trattato di libero commercio con Messico e Canadà e diversi trattati politico economici con il resto del mondo. Pensa di essere forte abbastanza per vivere nell’autarchia, ci avevano provato altri, in altri tempi e con altre condizioni, ma penso che anche i super poderosi Stati Uniti d’America, alla lunga, non possano spravvivere da soli.
A parte questo, i suoi incaricati di Affari Esteri (leggi CIA), stanno destabilizzando gran parte dell’America Latina con particolare riguardo a Venezuela e Nicaragua. In questi casi con la violenza e lo strangolamento economico, in altri casi come Brasile, Argentina, Ecuador i nortdamericani, ante Trumpaccio, lo hanno fatto con i guanti di velluto tramite elezioni sponsorizzate o colpi di stato parlamentari. Nell’ultima assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati Americani ha fatto di tutto per far espellere il Venezuela, fra l’altro rinunciatario, dall’Organizzazione e il suo Segretario di Stato, quasi nuovo, il guaglione (gua, non co.....) Mike Pompeo ha usato parole di fuoco, ingerenziste e minacciose verso Cuba, Venezuela e Nicaragua. Questo alla faccia del Diritto Internazionale, le Convenzioni e i Diritti Umani che stanno sempre sbandierando e calpestano più di ogni altro Paese.
La fantasia poi, ai discendenti di varie emigrazioni che aborrono quelle nuove, non manca: risulterebbe che in Cina, come già successo a Cuba, alcuni diplomatici e loro famiglie hanno subito dei non specificati disturbi fisici dovuti a fantomatici “attacchi” di natura sconosciuta.

Adesso la moda è questa, non bastano più gli autoaffondamenti o sabotaggi contro il loro stessi compatrioti. Veramente con Trumpaccio si sta raschiando il barile, mai nessun ultra conservatore ha raggiunto tali vette di porcheria.

mercoledì 6 giugno 2018

Informazioni o disinformazioni?

Qualche giorno fa, stavo guardando una intervista a una “esperta del Medio Oriente” su Telesur e mi sono reso conto di quanto può essere dannosa la disinformazione o cattiva informazione, fatta in buona o malafede.
Premesso che non sono assolutamente d’accordo con l’espansionismo e gli abusi che il Governo israeliano sta commettendo, seppure a volte risponde a provocazioni, in altre non ha giustificazione.
Quello che mi ha però attirato l’attenzione è la distorsione della storia: il moderno Stato d’Israele è stato fondato nel dopoguerra per intervento diretto dell’Inghilterra che era la potenza colonizzatrice di quasi tutto il Medio Oriente. Vero è che i palestinesi occupavano il territorio da circa duemila anni, ma è anche vero che non tutti gli ebrei lo avevano abbandonato e convivevano pacificamente con gli arabi. Dopo l’ntervento politico, in cui la parte dele terre espropriate vennero comunque pagate (non so se a prezzo equo o meno) si era stabilito un equilibrio difficile tra il rinato Stato e i Paesi confinanti. Ovviamente con la creazione di questo Stato che definiscono “artificiale”, cosa vera solo in parte, la popolazione è aumentata e la convivenza con i vicini si è fatta sempre più difficile con guerre o scaramucce più o meno frequenti.

Ora, secondo l’intervistata, “gli ebrei sono una derivazione degli arabi con cui compartono le radici semite”. In realtà, credo sia esattamente il contrario, dal momento che l’attuale fede musulmana è sorta ben dopo quella ebraica che conta quasi sei mila anni e vogliono impadronirsi del Sinai, il Golan, il Libano, la Giordania e pefino l’Irak. Ora, a parte che mi sembra improbabile, le zone occupate, alcune restituite, dove in effetti stanno espandendosi ingiustificatamente, sono state acquisite dopo la guerra del 1967 che è stata scatenata da Egitto, Giordania e Siria, con appoggio dell’Irak che pensavano di fare una passeggiata per cancellare lo Stato ebraico. Non è stato così e se hanno perso dei territori, la colpa è solo loro.

venerdì 1 giugno 2018

Cuba esporta il folklore culturale

Se il Danzón è il Ballo Nazionale, la Rumba è invece il segno distintivo della cultura musicale e danzaria afrocubana. Per iniziativa di Rudy Mora, già primo ballerino del Conjunto Folklórico Nacional, da qualche anno si svoilge sull’isola il Festival Timbalaye, dedicato a questa specialità. Nel 2018, Timbalaye ha superato i confini cubani per presentarsi in Italia e Francia con una nutrita delegazione di intellettuali, giornalisti e naturalmente, ballerini di Rumba pre far conoscere una volta di più agli europei questa danza dalle radici nella cultura africana, sempre viva sull’Isola.
Le esibizioni si stanno tenendo in questi giorni a Roma, Firenze e Parigi e a quanto pare con grande successo di pubblico e musicologi.

Grande successo anche al “Mese della Cultura Cubana” che si sta concludendo con l’esibizione del Balletto Nazionale di Cuba al Centro J. F. Kennedy di Washington dove si sono presentati artisti di ogni campo della cultura cubana con grande accettazione da parte del pubblico nordamericano. Il Balletto Nazionale, prima di concludere la rassegna nella capitale, si è esibito in varie città statunitensi raccogliendo consensi, simpatia e solidarietà.

mercoledì 30 maggio 2018

Alberto, prima ed estemporanea tormenta

Le mie già precarie condizioni di connessione, hanno subito un duro colpo in questo mese di maggio dove non abbiamo praticamente visto il sole e sotto la pioggia è abbastanza difficile andare al parco dove c’è la (oh cara!) antenna wi-fi. Fra l’altro durante il giorno è quasi impossibile vedere lo schermo dato il riverbero della luce del Tropico, anche col cielo coperto, fra un acquazzone e l’altro.
Nonostante la mia assenza dal web, non certo strettamente necessaria e indispensabile, sono certo che tra i media istituzionali e le reti sociali si conosca la situazione creata dalla anomala “tormenta sub tropicale” Alberto che fortunatamente per noi all’Avana non ha prodotto danni particolari o piogge severe, più che altro uggiose. Meno fortunati sono stati gli abitanti delle province colindanti , ma particolarmente quelli delle province centrali in cui ci sono state esondazioni dai bacini di raccolta dell’acqua potabile che solamente in questo mese hanno raggiunto, in diversi casi, una capienza del 120%. Una situazione anomala, seppure maggio è statisticamente il mese più piovoso e apre, appunto, la stagione delle piogge.
A questo si è aggiunta la piena fuori dal comune dei fiumi e molte località sono state sommerse dalle acque, causando lo sfollamento, come sempre ben organizzato, di migliaia di abitanti verso rifugi sicuri. Interrotta in alcuni punti l’Autopista Nacional e la linea principale della ferrovia. Nella località di Záza del Medio, in provincia di Sancti Spiritus dove esiste il maggior bacino di raccolta, l’omonimo fiume in piena ha spezzato il ponte in cemento armato che unisce questo centro col capoluogo.

Credo che dopo anni di siccità e crisi di rifornimento di acqua potabile e per uso agricolo, è proprio il caso di dire: troppa grazia, Sant’Antonio.

mercoledì 23 maggio 2018

Morto Posada Carriles

Nel pomeriggio di oggi è morto, a Miami, Luis Posada Carriles. Terrorista, torturatore e assassino che ha operato per conto della CIA in gran parte dell’America Latina. È stato autore dell’attentato al volo di Cubana: Caracas/Barbados/Avana, nell’ottobre del 1976 che ha provocato 76 vittime innocenti. Per le sue “gesta” di cui andava orgoglioso, non ha mai pagato, anzi, ha ricevuto. Qualche anno or sono un ingenuo giudice texano lo aveva fatto arrestare per essere entrato con documenti falsi negli Stati Uniti da El Salvador. Ovviamente i documenti erano dei falsi autentici forniti dalla CIA per una delle sue luride missioni, quindi la detenzione è durata il tempo di una rosa e Posada ha potuto rientrare a Miami dove ha vissuto sempre riverito e protetto.

La morte, anche per ragioni anagrafiche, lo ha colto nel suo letto e non in una cella dove avrebbe dovuto essere ospitato, in un Paese paladino dei Diritti Umani. La consolazione è che seppure sia rimasto impunito, non ha potuto vedere la disfatta della Rivoluzione Cubana che ha sempre perseguito e nemmeno entrare in possesso dei peli della barba di Fidel Castro, peraltro scomparso prima di lui.

venerdì 18 maggio 2018

Ultime e penultime da Cuba,

Come immagino si sappia in tutto il mondo, oggi è successo un incidente aereo in prossimità dell’Aeroporto José Martí dell’Avana con a bordo 104 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, per il momento ci sono solo 3 donne sopravvissute e ricoverate in trattamento di terapia intensiva con prognosi riservatissima. La tragedia mi ha riportato al fatidico 3 settembre del 1989, anche se le circostanze non sono le stesse. Al momento nessuno ha formulato ipotesi sulle cause, anche se per la dinamica ho l’impressione che sia mancata la potenza del motore di destra, dal momento che pochi secondi dopo il decollo la nave ha fatto una brusca virata in quella direzione, precipitando al suolo.
Le circostanze, come dicevo sono diverse, anche dal punto di vista mediatico. Al di la dei soccorsi e le varie entità predisposte, intervenuti praticamente in pochi minuti, cosa che era successa anche all’epoca, seppure con i mezzi limitati di quei tempi, è scattata una rete informativa che allora era impensabile, seppure non si era nascosto il tragico evento non era stata data, nemmeno lontanamente la copertura informativa del disastro di oggi che certamente è rimbalzata in tuttto il mondo e ovviamente con maggior autorità e mezzi di quello che può riferire il sottoscritto. Ma mi sembrava doveroso almeno citarlo.
Passando ad altro argomento, credo anche quello ampliamente commentato dai media e reti sociali, Cuba ha presentato il suo rapporto sulla situazione dei Diritti Umani alla commissione periodica delle nazioni unite a cui tutti i Paesi aderenti sono sottoposti periodicamente. Il rapporto è stato vagliato da 147 Nazioni con interventi dei rappresentanti che hanno voluto prendere la parola per ratificare, criticare, obiettare o suggerire cosa manca o cosa si potrebbe fare per migliorare, eventualmente, la situazione. Il Governo cubano darà una risposta a questi interventi, orali o scritti nel prossimo mese di settembre, riservandosi di accettare o meno, in tutto o in parte le eventuali mozioni. Una cosa curiosa ha cui ha risposto nella sua replica il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez è stata che il Governo degli Stati Uniti, attraverso la sua rappresentante, ha me soo in discussione la libertà di movimento e di viaggiare per i cittadini cubani, cosa che dal 2013 è assolutamente possibile e senza nessun ostacolo da parte del Governo dell’Isola. Al contrario, è proprio il Governo nordamericano che proibisce ai suoi cittadini di recarsi a Cuba in qualità di turisti e le famose 12 “categorie” concese da Obama sono state ridotte e senza possibilità di viaggi individuali. Ma quello è il Paese della libertà, dove anche oggi sono morte 10 persone per una sparatoria in una scuola del Texas e che mantiene un embargo illegale, specialmente per la sua extraterritorialità, per strangolare un popolo in maniera che si ribelli al suo Governo, cosa che non è avvenuta in quasi 60 anni. Non parliamo dei rispetto delle minoranze o delle persone diverse. Fra l’altro il Trumpone che da personaggio folkloristico è diventato una vera bomba atomica ad orologeria, ha cominciato a far intendere che vuole lasciare il Comitato Internazionale per i Diritti Umani, cosa alla quale si è associato il Governo di Israele, la cui vita dipende dall’appoggio degli Stati Uniti e pertanto, almeno, comprensibile.
A Cuba ci sono indubbiamente da fare grandi passi in certe direzioni sulle libertà politiche e civili, ma certamente sui Dirittti Umani di base, con tutte le difficoltà economiche del caso, gli altri hanno poco da insegnare. Specialm

sabato 12 maggio 2018

Sono ancora vivo....

Mi spiace di non pubblicare da un po', ma oltre alle difficoltà di connessione, sono impegnato con la ristrutturazione della casa e sono senza batterie di due macchine fotografiche e un telefono...
Per le batterie sarà dura, per il resto speriamo.

martedì 1 maggio 2018

svarioni e altro

Nel post di ieri ho commesso uno svarione di “solo” 10 anni nell’annuncio della celebrazione del FITUR, in realtà, seppur ha cambiato nome, gli anni sono 37, gà che il primo evento è stato nel 1981.

Oltre a questo errore da senilità, devo dire di averne commesso un altro grave: ho cancellato, per negligenza,  tutto quello che avevo nel PC e ho dovuto riformattare e cercare di ricostruire il ricostruibile, posta e accesso al blog. Il disco esterno dove avevo salvato almeno l’85 o 90% del materiale non viene letto. Spero sia dovuto alla perdita dei driver che cercherò di scaricare dalla rete appena possibile, dal momento che ho limitazioni. Spero solo che non mi esca la scritta (nuova in questo caso) di “access deniegated from this server” come quella che appare  per poter rispondere ai commenti di questo blog. Non mi resta che sperare che Trumpone non mi neghi del tutto ogni tipo di accesso. Naturalmente non solo a me e questa non sarebbe colpa mia.

lunedì 30 aprile 2018

37ma Fiera del Turismo

Dal 2 al 5 maggio prossimi, si svolgerà la 37ma edizione della Fiera Internazionale del Turismo di Cuba. La sede principale sarà Cayo Santa Maria, ma con manifestazioni collaterali in tutta la Provincia di Las Villas dove si presenteranno nuovi poli turistici che finora non sono stati utilizzati. Località come Caibarién, Sagua la Grande e Remedios, ad esempio, sono state restaurate ed attrezzate per accogliere i turisti che non vogliono solamente godere il relax sulle splendide spiagge delle isole lungo il litorale nord della provincia, con le installazioni completamente riparate dalle devastazioni dell’uragano Irma dello scorso autunno. Dai filmati proposti dalla Televisione Cubana e informazioni della stampa, ma non solo, un vecchio nostalgico come il sottoscritto stenta a credere della trasformazione in hotels e resort lussuosi in queste zone che ho visto vergini e deserte.
Così come stenta a credere dell’importanza assunta dal FITUR, dopo aver assistito alle prime, timide, edizioni degli inizi anni ’80 che si tenevano all’Hotel Habana Libre alla presenza di un manipolo sparuto di operatori turistici stranieri e nemmeno tutte le Province cubane. L’edizione 2018 conta con la presenza di migliaia di ospiti stranieri tra addetti ai lavori: rappresentanti di agenzie di viaggio e touroperators, catene alberghiere, linee aereee, stampa specializzata e imprese interessate alla costruzione e manutenzione di strutture e infrastrutture legate al turismo.

Se me lo avessero detto nei miei primi,(e secondi) anni a Cuba, nei tempi e la qualità impiegati, ci avrei fatto una risata.

martedì 24 aprile 2018

Intervista a Radiorai1

Il 19 scorso, sono stato contattato da Radiorai1 nel corso  del suo programma in diretta “Fuorigioco”. Allego il link per chi fosse interessato ad ascoltare il programma o la sola intervista a partire dal minuto 5,30 circa.

Sono sempre in difficoltà con internetper la gestione e pubblicazione del blog, ma questo non è nuovo.


Ringrazio i lettori vecchi e nuovi, in particolare i fedelissimi.

giovedì 19 aprile 2018

A Cuba, si cambia?

Diversi anni orsono, gli amici e conoscenti mi domandavano frequentemente: “Cosa credi che succeda a Cuba nel ‘dopo Castro’?” La mia banale e ovvia risposta era che non sono in possesso della magica sfera di cristallo e che era molto difficile fare previsioni.
Da un anno e mezzo il Leader Máximo ci ha lasciati, dopo aver ceduto lo scettro del comando al fratello Raúl, secondo le norme della Costituzione. Dal momento del cambio al timone ci sono stati diversi cambiamenti che possono far sorridere il “mondo libero”, ma che hanno dato una svolta significativa alla vita quotidiana dei cubani. Le gente continua a mugugnare per le strade, come il compianto Gilberto Govi, ma tutto sommato continua a preferire la propria sovranità e indipendenza unita a un forte nazionalismo.
Dopo la stretta di mano tra Barack Obama e Raúl Castro si erano aperti nuovi e promettenti orizzonti, alcuni con effetto immediato e altri in prospettiva futura, poi è arrivato l’improvvisato Presidente Donald Trump e la marcia indietro è stata innestata con violenti scossoni nelle relazioni bilaterali e soprattutto con la recrudescenza di aspetti economici e finanziari, anche extraterritoriali del “bloqueo” statunitense.
Ieri si è rinnovato il Parlamento con il Consiglio di Stato e la Presidenza del medesimo con la designazione del nuovo capo del Governo e dello Stato, dopo le annunciate e mantenute dimissioni di Raúl Castro dall’incarico senza però rinunciare alla Presidenza del Partito Comunista di Cuba, organo che in pratica dirige la vita economica e politica del Paese. Fra le riforme attuate da Raúl è stata inserita la norma che il Presidente in carica non può essere rieletto per più di due mandati quinquennali. Il suo Posto è stato occupato, come da iter previsto da Miguel Díaz Canel Bermudez, cinquantasettenne ed ex vice di Raúl.
Questo primo rinnovamento, quasi gattopardesco, ha apportato nomi nuovi nel Parlamento e nel Consiglio di Stato che in pratica è l’organo supervisore di tutti gli altri strati politico amministrativi. Accanto ai nuovi ingressi, comunque, sono stati confermati praticamente tutti i superstiti dellla vecchia generazione con la sola esclusione, dal Consiglio di Stato, di José Ramon Fernández che peraltro è stato confermato come Deputato alla verde età di 94 anni.
Insomma, il “dopo Castro” non ha portato sfracelli e scenari inquietanti di instabilità. Almeno per il momento. Domani è un altro giorno.

Nel suo discorso d’insediamento, Díaz Canel, ha chiramente dichiarato di voler mantenere la continuità del processo rivoluzionario, sempre con l’appoggio di Raúl che rimane alla testa del Partito. Insomma, non ci sono assolutamente le premesse per un voltafaccia tipo Ecuador con Lenin Moreno che ha praticamente rivoltato la politica interna ed estera di Rafaél Corréa, pur essendo proveniente dalle fila del medesimo partito, da questi raccomandato e caldeggiato e avendo cotanto nome di battesimo.

domenica 8 aprile 2018

Benvenuti a Jaimanitas

Jaimanitas era un villaggio di pescatori e artigiani a occidente dell’Avana e separato dal fiume, di cui porta il nome, da Santa Fé che inizia dall’odierna Marina Hemingway già Marina Barlovento, il terreno colindante al fiume e relativa foce, fu regalato da Fulgencio Batista a suo figlio che creò, appunto la Marina. Allora aveva soltanto i lunghi canali, separati dai moli percorribili in auto, per l’attracco degli yacht di ricchi cubani o stranieri perlopiù di provenienza nordamericana. Con l’ultima riforma politica e amministrativa, entrambi, sono stati incorporati nella nuova provincia/città de La Habana. Nella cittadina confinante, di dimensioni superiori a Jaimanitas, oltre alla pesca e all’artigianato, la tradizione era anche l’agricoltura su scala maggiore di quella del paese vicino.
Nel caso della ex Marina Barlovento, oggi Hemingway, c’è stato un grande sviluppo di tipo turistico con villette a schiera e l’hotel El viejo y el mar, ai quali si sono aggiunti spazi e locali ricreativi, ristoranti e un centro commerciale, oltre ad altri servizi. In questa sede è sorto anche lo Yacht Club de La Habana che è sempre stata la sede organizzativa del trofeo Ernest Hemingway di pesca al marlin.
In entrambi i casi non si sono perse completamente le caratteristiche tradizionali, particolarmente a Jaimanitas che è tutt’ora abitata maggiormente da gente laboriosa e cordiale composta, in molti casi, da nuclei famigliari, quasi a forma tribale e conta con un locale rustico, specializzato in prodotti del mare freschissimi che seppure non pubblicizzato nel modo tradizionale è frequentatissimo, particolarmente da diplomatici, uomini di affari e tecnici stranieri residenti a Cuba o turisti “guidati” o informati. I trasporti locali si fanno con i “bicitaxi”, sorti durante il tristemente famoso “periodo especial” e il materiale edilizio o gli sgombri, ma non solo, sono spesso trasportati coi “carretones” tirati da focosi cavalli. Non mancano però, a Jaimanitas, nuovi arrivi nazionali e di stranieri che cercano un luogo tranquillo, in riva al mare e non lontano dal centro sempre più convulso della capitale. L’edilizia costruttiva è in piena auge e costretta a un piano regolatore che rispetti l’ambiente e il panorama circostante.
Nel caso dell’immigrazione nazionale, un bel giorno, è arrivato José Fuster dalle lontane origini germaniche ma di famiglia originaria di Caibarien, sempre sul litorale nord del Paese, artista della plastica con prefernza della ceramica e che si auto definisce “contadino della costa”, trovando pertanto condizioni molto simili a quelle della sua infanzia.
Appassionato immensamente della sua attività artistica, a un certo punto ha pensato di abbellire la sua casa con rivestimenti di ceramica, preso per pazzo dai suoi concittadini che lo vedevano spezzettare piastrelle di ogni tipo e colore, un bene scarso e molto costoso a Cuba, specialmente a quei tempi. Il risultato gli ha dato ragione e poco a poco ha continuato ad “arredare”, a richiesta, altri edifici del villaggio con un lavoro che prosegue tutt’oggi, trasformando la sua strada e quelle adiacenti in una località che la voce del popolo ha cominciato a chiamare “Fusterlandia”. Un lavoro pesante dovuto al clima, duro e difficile da realizzare, ma con risultato di essere diventata anche un’attrazione turistica che prosegue, creando una piccola economia e posti di lavoro, sia per gli addetti al turismo che per i suoi collaboratori visto che ormai, per una persona sola, sarebbe un’opera ciclopica. Chissà, per certi versi, alcune realizzazioni possono apparire “kitch” per noi europei, ma ognuna di loro, oltre all’abbellimento fisico dell’ambiente circostante, ha un significato storico o culturale.

Una visita, anche fugace a Jaimanitas, “Fusterlandia” a parte, vale sicuramente la pena per un visitatore non frettoloso di Cuba.