venerdì 31 marzo 2017

Il Grande Fratello

Ho anch'io un "grande fratello", nel senso che è maggiore di me. Per fortuna ha molto meno potere e un po' più di sale in zucca di uno come Trumpone che si diverte a sfasciare tutto o a costruire sistemi di "spionaggio globale" come se non esistessero già o a riaprire impianti estremamente inquinanti, in nome di "lavoro per gli statunitensi" dimenticando che per la maggior parte sono quasi completamente automatizzati per cui i posti di lavoro non sono certo sufficienti a compensare il danno ambientale.
Ma riusciranno gli statunitensi (e il resto del mondo) a sopportarlo anche "solo" per quattro anni?

giovedì 30 marzo 2017

Oggi i funerali di Tomás Miliián a Miami

Dopo una settimana dalla sua scomparsa fisica, si terranno oggi funerali di Tomás Milián. Saranno svolti in forma privata e non si sa se successivamente i suoi resti saranno trasportati e seppelliti a Roma come da sua espressa volontà.



Ciao Tomás, forse ti sei ritrovato col "Caballero de París" e stai rivedendo la tua Avana, lasciata da giovanissimo che con Roma ti è rimasta nel cuore.

Botte da orbi tra sostenitori e oppositori del Trumpone

In Oregon e California ci sono stati violenti scontri durante due manifestazioni di appoggio al Trumpone che prosegue con bassa popolarità. Ma va'?

venerdì 24 marzo 2017

Che delizia, adesso, volare negli USA dall'Avana

Dopo tanti anni ho sentito una strana sensazione nell’arrivare all’aeroporto di Boyeros trovandolo invaso da velivoli di compagnie statunitensi, parcheggiati, in fase di decollo o atterraggio. Tra loro c’era anche il volo TR183 per Caracas/Istanbul. Forse non era una vera e propria emozione, però qualcosa ho provato, così come dopo l’imbarco ho raggiunto Orlando in una sola ora di volo invece delle 4 (almeno) che ci volevano prima solo per arrivare a Miami via terzo Paese e relativo scalo con cambio di aereo.

Grazie Obama ti sei mosso, come da tradizione, verso lo scadere del tuo secondo mandato, ma hai aperto una via che può solo migliorare.

Tomás e Cecilia sulla Plaza de la Revolución


giovedì 23 marzo 2017

Hasta siempre Tomás

Sono rimasto sorpreso ed estremamente dispiaciuto, appena arrivato ad Orlando, della scomparsa di Tomás Milián un personaggio tanto amato e ammirato da un pubblico immenso. Ho avuto la fortuna, il piacere e l’onore di condividere con lui e la sua troupe qualche giorno nella “sua” Avana, nella quale era tornato dopo 58 anni per aprire gran parte della sua intimità più profonda con il suo pubblico, filmando il documentario autobiografico “The Cuban Hamlet” con la regia di Giuseppe Sansonna e grazie alle “manovre” dell’architetto Marco Marini in collaborazione con l’allora Segretario d’Ambasciata Pietro De Martin.
Un attore fino al midollo, sugli schermi come nella vita. Lui stesso si è definito “un rompicoglioni” e il personaggio di Monnezza ha detto di averlo creato, almeno nel nome, a sua immagine e somiglianza. Sono certo che erano gigionerie, in fondo sapeva bene di essere tutt’altro che della spazzatura. Sicuramente una personalità tormentata da una vita in certi momenti oltre che difficile, proprio drammatica.

Sono arrivato in Florida con la speranza di poter passare a salutarlo nella sua casa di Miami Beach per chiedergli quando sarebbe tornato ancora all’Avana. Non ne ho avuto il tempo. Ciao, Tomás o Tomasito come ti chiamava la nonna. Mancherai di certo a tanta gente, non solo a me.


martedì 21 marzo 2017

Tragedie e commedie, è la vita

Pensavo non ci fosse niente di “eclatante” invece, come previsto, la Turchia ha dichiarato all’Unione Europea che non è più disposta a dare accoglienza agli immigrati clandestini e che si limiterà a prestare i primi soccorsi per poi lasciarli proseguire il cammino verso l’Europa. E siamo solo all’inizio…
Altra tragedia è data dalle inondazioni in corso, da tempo e con decine di morti in Perú, Paese al quale Cuba e Venezuela, hanno garantito il loro appoggio morale e materiale.
L’altra notizia se non eclatante non è drammatica come l’anteriore, ma umoristica: il miglior operatore economico di Cuba (l’unico) ETECSA ha annunciato di aver terminato la fase sperimentale di Internet domestico all’Avana Vecchia e che estenderà il servizio, poco a poco, al resto della città aggiungendo che ribasserà le tariffe e dal prossimo aprile verranno a costare ben…10 centesimi di CUC (dollaro) in meno, l’ora. Con grande trionfalismo ha annunciato che i cittadini potranno usufruire della “moderna” tecnologia ADSL, dimenticando il consiglio del Presidente di Google che ha suggerito di sviluppare la rete wi-fi che è molto meno costosa e complessa nella installazione e gestione delle infrastrutture, oltre ad essere più pratica. Il meglio è che a Cuba esiste già il wi-fi. Si tratterebbe solo di estenderlo evitando cablaggi 

lunedì 20 marzo 2017

Prossima partenza per Orlando

Giovedì parto per la Florida, sperando che Trumpone non dia disposizione di vietarmi l'accesso. Coglierò l'occasione per aggiornare il sistema e sopratutto di poter comunicare con FB, Skype, Outlook.com e tutte le altre diavolerie del mondo capitalista. Come dicevano i meno giovani di queste parti, commentando sugli statunitensi: "Son malos, pero las cosas las hacen buenas." riferendosi ovviamente alle auto e gli aggeggi domestici, per i quali ho seri dubbi che li facciano meglio di noi, a partire dalle prese di corrente e connessioni varie.
A parte l'ulteriore calo di popolarità record del Nostro (ma chi non lo sapeva, anche tra chi lo ha voluto?), la minaccia di una corsa agli armamenti di ogni tipo e una crisi Europa/Turchia/Russia, niente di nuovo, sotto il sole, anzi sotto la pioggia che sta cadendo come avanguardia dell'ennesimo "frente frío della stagione" che di giorno fa stare a meraviglia, con 28 gradi, un po' meno all'alba, quando per uscire col quadrupede devo mettermi una giacca a vento sulla maglietta. Ogni tanto qualche folata di vento anche diurna, ma non ci si può lamentare, anzi! Salvo casi eccezionali o eclatanti, credo che il prossimo appuntamento sia da Orlando (spero).

sabato 18 marzo 2017

Umorismo italo scandinavo IKEA docet

Anche gli italo svedesi non scherzano col senso dell’umorismo. Come tutti coloro che hanno un indirizzo di posta elettronica, su ricevo quintalate di spam, su questo account, su quello di outlook.com, invece, ne ricevo tonnellate, oltre ai “phishing”, dato che si accumulano in quanto a volte non riesco ad aprirla per mesi, quando va bene per settimane.
Oltre alle strepitose offerte di auto, assicurazioni, elettrodomestici e gadget in genere, fra i buoni sconto o regalo, stamattina ho ricevuto anche quello dell’Ikea che a Cuba non sanno nemmeno cosa sia…e dove, sembra sia iscritto, nella mailing list. Ma da chi, come e quando?


Partecipanti selezionati

Le Cinque Giornate di Milano

Stamattina mi sono alzato (non c’entra Bella ciao) col leghismo alto e non ho visto i tram e filovie con le bandierine tricolori. Poi ho realizzato che qua i tram non ci sono più da oltre 60 anni e le filovie non sanno nemmeno cosa sono.  I tre colori ne hanno uno diverso (come francesi e maggior parte di anglo, non sassoni e loro ex Colonie vecchie e nuove, forse si salvano solo Sudafrica e Canada), il blu al posto del verde e sono distribuiti in modo diverso.
Quello che abbiamo in comune è che nel 1848 eravamo entrambi una Colonia, spagnola di qua e austro ungarica di là. Grazie alle frontiere che come ha ricordato ieri il Trumpone, rendono l’immigrazione "un privilegio e non un diritto". Fra le altre cazzate che dice, a giorni (quasi) alterni, si è mostrato entusiasta con frau Merkel per la comune causa della NATO. Si era già dimenticato di dire che se  l’Europa non contribuisce secondo lui, finanziariamente, meditava di uscirne.
Forse poi si è ricordato che i decadenti del Vecchio Continente hanno contribuito anche a prezzo di vite umane ai capricci dei suoi predecessori di qualsivoglia dei due partiti presenti al Congresso.
Vabbé, saranno riflessioni e nostalgie di un vecchio babbione per quello che succede e quello che è successo nelle Cinque, effimere, ma comunque gloriose Giornate di Milano?

Auguri ai milanesi, corso XXII Marzo e porta Vittoria.

martedì 14 marzo 2017

Giornata del giornalista a Cuba

Oggi, 14 marzo, a Cuba si celebra “La giornata del giornalista” per ricordare la fondazione, nel 1892 del giornale “Patria” da parte di José Martí, in un’epoca in cui vigeva ancora la Colonia spagnola.
Per l’occasione la TV cubana inaugura, in via sperimentale, dalle 20.30 a mezzanotte, il canale TV Caribe. Si tratta di un canale che pur essendo “generalista” sarà maggiormente rivolto all’informazione e cultura. Le trasmissioni si effettueranno sulla frequenza del canale digitale terrestre, ad alta definizione, HD1.
Della televisione cubana ho avuto modo di parlarne in passato, per il periodo che ne ho usufruito. Dal bianco e nero al colore (che teoricamente esisteva già, ma non c’era la possibilità di acquisirne i ricevitori), continuando però con schemi paludati e velinari, orari ridotti, notiziari informativi trasmessi in contemporanea e se la bellezza grazia di alcuna giornalista/annunciatrice poteva riuscire gradita, per la maggior parte era una TV inguardabile, per i set, il look e la mancanza di filmati esterni. Inimmaginabili le dirette, se non in casi eccezionali…
Oggi la TV cubana si è modernizzata sotto tutti gli aspetti e ha poco da invidiare a quelle straniere, anzi direi che molti programmi sono di qualità superiore, almeno dal punto di vasta del contenuto. È aumentata di giovani e preparati giornalisti e conduttori, mentre il “look” dei meno giovani ancora presenti li ha trasformati radicalmente in “persone” nuove.

Pertanto, auguri ai giornalisti cubani e che TV Caribe abbia lunga vita e allunghi i suoi programmi in breve.

Europa da matti....

L’effetto Trumpone sta arrivando anche in Europa. Quello che sta succedendo tra Olanda e Turchia potrebbe avere conseguenze gravissime sul piano internazionale, ma sopratutto nazionale in entrambi i Paesi. Sicuramente non sono un fan di Erdogan, anzi, rappresenta un partito e un movimento religioso agli antipodi del mio modo di pensare, ma il fatto di proibire l’ingresso di un Ministro degli Esteri ed espellere un Ministro della Salute, mi sembra un fatto gravissimo.
L’ondata xenofoba sta veramente invadendo l’Europa secondo me, certamente in milioni non saranno d’accordo, le frontiere sono una delle invenzioni peggiori del genere umano e forse, la genesi di tutto quello che ne è sopravvenuto.
Non dimentichiamo poi che i simpaticissimi, biondissimi e gentilissimi olandesi, oltre ai formaggi, gli zoccoli di legno e i tulipani, hanno un passato, nemmeno lontanissimo di un colonialismo e razzismo feroce. Molto probabilmente qualcuno ricorderà come i poliziotti olandesi hanno infierito con un invalido italiano che voleva entrare allo stadio per vedere una partita di calcio.
Detto questo, visto che in Olanda sono prossime le elezioni generali e in Turchia il referendum costituzionale per la eventuale trasformazione da Repubblica parlamentare a presidenziale, chi ne guadagna? Secondo me me, in Olanda non so, ma in Turchia certamente Erdogan. E una semi barriera di invasione europea da parte di disperati africani e asiatici cesserà di esistere. E meno male che qualcosa c’era al di là del rifiuto di accogliere la Turchia nell’Unione Europea, pur essendo una pedina strategica importante della NATO.

Quasi quasi sono contento di sapere che statisticamente, non mi restano moltissimi anni di restare in questo mondo. Mi dispiace solo per chi verrà “dopo”, se ci sarà e i giovani che dovrebbero avere una vita davanti.

domenica 12 marzo 2017

Addio a Eva Rodríguez

Ieri è deceduta, all'età di 86 anni quella che fu una delle più popolari e amate annunciatrici si di spettacolo, specie di radio e televisione a Cuba: Eva Rodríguez, famosa per la sua bellezza per cui fu anche Regina del carnevale dell'Avana. I più giovani o gli immigrati recenti non l'hanno conosciuta nello splendore della sua carriera o per niente. Io sì. Ciao Eva.

Ora Legale a Cuba

Da oggi fino al prossimo novembre è in vigore l'ora estiva, pertanto siamo avanti di un'ora rispetto al nostro Astro guida.

venerdì 10 marzo 2017

Che bello sorvolare lo Stretto della Florida senza dover fare il giro dei Caraibi...e a minor prezzo

Il prossimo 23 partirò per Orlando (Florida), approfittando dei recenti voli commerciali diretti, dove si trova mia figlia e mi fermerò da lei per un mese. Cercherò, anzi lo farò sicuramente, di aggiornare e “restringere” la mia cerchia di amicizie su Face Book in quanto, ho ripetuto fino alla noia che ho grosse difficoltà ad operarlo da Cuba. Per l’occasione credo di poter pubblicare come e-book e probabilmente anche cartaceo il mio libro “Rinascita del turismo a Cuba”, nelle edizioni italiana e spagnola, dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso a oggi. Non è un testo che aspira al Premio Nobel, però credo che ci siano elementi che a qualcuno possano interessare e circa 150 fotografie o più.

Spero di non offendere nessuno, ma alla parola “amico” o almeno “buon conoscente”, da anziano quale sono, do il significato di un legame affettivo e disinteressato, condivisione di interessi o ricordi, seppure non ci vediamo da tempo o possiamo avere punti di vista diversi, anche in politica. Purtroppo succede spesso che molte persone non la pensino così e considerino “amici” delle semplici persone che furono o potrebbero essere utili, magari anche come “merce” di scambio. Mi dispiace, ma la penso diversamente.

giovedì 9 marzo 2017

Incontro di Eusebio Leal Spengler col pubblico, moderato da Ciro Bianchi

Fra gli abituali incontri settimanali alla fondazione Dulce María Loynaz, ieri 8 di marzo, c’è sta una conversazione col pubblico da parte del Conservatore Patrimoniale e Storico della cità dell’Avana, Eusebio Leal Spengler, moderato dal popolare intellettuale giornalista e scrittore Ciro Bianchi Ross.
L’invitato ha esordito e parlato a lingo della sua infanzia, da bambino povero, figlio di una bidella separata dal marito che ha compiuto salti mortali per allevare con amore suo figlio fino a potergli far frequetntare la quarta elementare.
Leal ha elencato una serie infinita di amici d’infanzia, fra cui Omara Portuondo, vicini solidali e caritatevoli, come altri personaggi che nell’adolescenza lo hanno aiutato a sbarcare il lunario, introducendolo, in punta i piedi, nel mondo dell’intellettualità cubana  e della realtà cattolica con cui è stato allevato e con essi altri luoghi che hanno sempre catturato la sua attenzione e hanno risvegliato il sogno, sempre latente in lui di studiare, seppure da autodidatta, per mantenere vivo il ricordo della città che lo ha visto nascere e crescere. Una delle figure che più lo hanno impressionato è stata quella di Emilio Roig, il suo predecessore nel ruolo di Conservatore Patrimoniale e Storico della città che in pratica gli ha lasciato un’eredità per la quale non si sentiva preparato. Attraverso Roig e altri personaggi importanti e celebri ha scoperto, avuto accesso ed ereditato, per la città, documenti e oggetti storici di valore inestimabile.
Una volta giunto il processo rivoluzionario, Eusebio ha potuto riannodare gli studi, con grande sforzo di volontà, lottando contro l’ostracismo alle religioni dell’epoca, rubando tempo alle sue molteplici attività che lo hanno portato alle soglie dell’Università, dove poi è entrato superando brillantemente le altre prove, è stato respinto all’esame: sul Marxismo Leninismo. Ha chiesto umilmente scusa ai professori esaminandi, da lui paragonati agli inquisitori spagnoli per la loro severità e intransigenza, ma ha detto chiaramente che la materia era per lui ostica, in quanto la sua mente analitica non accettava idee imposte ma le doveva prima elaborare e capire. Pertanto, ha chiesto aiuto a una delle professoresse di aiutarlo nel fargli comprendere il contenuto della materia, potendo poi così, accedere alla carriera universitaria.
Un racconto molto bello e interessante di quest’uomo che poi si è circondato di valenti collaboratori in ogni settore e sta ridando, almeno al centro della Città Vecchia e immediati dintorni, il suo antico splendore.
Giunto a un’età più che matura, essendosi dichiarato grande sognatore come tutti quelli della sua generazione, ha detto di avere un sogno in sospeso, seppure già in via di realizzazione: Il trasporto da New York della replica esatta e fedele dell’unica scultura esistente di José Martí, l’Eroe nazionale cubano e apostolo della moderna rivoluzione che campggia nel Central Park della città nordamericana. Dopo molte e lunghissime trattative, negative, con i diversi sindaci succeduti al governo della città, è riuscito a trovare una Fondazione privata che si è detta disponibile ad aiutarlo nel suo porposito facendo trasportare una copia fedele, del peso di diverse tonnellate di bronzo, per aiutarlo nel suo sogno e far si che tutti gli avaneri o i visitanti della citttà possano ammirare quest’opera d’arte, unica per la composizione di un Martí a cavallo, ferito a morte e scolpita con una grande arte che evidentemente è stata aiutata dall’amore per questo personaggio, Gigante fra i Gigantii dell’Indipendenza dalla Patria Grande Latinoamericana.
Dopo questo, ha detto, la sua opera sarà terminata, nel frattempo sta ultimando il restauro del Capitolio Nacional che tornerà ad essere la sede dell’Assemblea legislativa, cubana completando, la sua cupola con una lanterna che illuminerà gran parte della zona nelle ore notturne.
Grazie Eusebio, a nome di tutti coloro e apprezzano l’Avana, anche nei luoghi meno conosciuti e purtroppo non ne conoscono, né conosceranno mai tanti misteri nascosti.

Al termine dei suoi interventi, l’unica domanda dal pubblico è stata la mia e gli ho ricordato, quando oltre trent’anni fa, era venuta una delegazione italiana della Confindustria milanese e lombarda disposta a contribuire con finanziamenti e personale specializzato alla costruzione di parte della città, in particolare nella zona di Monte. La risposta, molto diplomatica, riunita assieme ad altri commenti e ricordi del fatto, è stata che l’operazione non si è potuta realizzare per “la burocrazia”. Italiana, cubana o di entrambe? A questo non ha dato risposta.














giovedì 2 marzo 2017

Ma lo "statunitense medio" avrà capito realmente il discorso del Trumpone al Congresso?

Il nostro Donald, nelle sue riunioni mondane, dove magari oltre a belle signore capitava, per caso, gente con una certa cultura, deve aver sentito parlare di un certo Niccolò Machiavelli che diceva o faceva una cosa perché ne scaturisse qualcos’altro. Un gigantesco Maestro nella scacchiera della vita. Il problema è che il vecchio Niccolò sapeva dove e come muovere le pedine e anche come ricucire i fili che pendevano dalla matassa per creare un ordine logico e incomprensibile agli ingenui.
Forse, non so, il Trumpone pensa di imitare il Machiavelli con i suoi discorsi elastici e che non si sa bene da che parte vadano a parare, muro e armi a parte, su quelli nessun artificio, si fa e basta.

Nel suo discorso al congresso, sembra, sia riuscito a riguadagnare qualche fiducia, ma mi piacerebbe vedere la scacchiera all’ultima mossa o se la matassa come temo, rimane ingarbugliata.