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martedì 10 ottobre 2017

Catalogna, indipendenza in questo modo?

Ma mi faccia il piacere! avrebbe detto il grande Principe.
Non sono certo simpatizzante di Mariano Rajoy, ma mi sembra che gli indipendentisti catalani siano partiti col piede sbagliato, oltre ad essere impreparati ad applicare immediatamente l’indipendenza totale e completa.
La Spagna, o meglio la Penisola Iberica è arrivata ai nostri giorni, forse più di ogni altro Stato europeo con le caratteristiche per potere o forse dovere, essere uno Stato Federale. È composto da popolazioni somiglianti, ma diverse o addirittura nemmeno somiglianti come i baschi. Lo stesso Portogallo, parte della Penisola Iberica, la sua indipendenza l’ha ottenuta storicamente da molti secoli e senza referendum, ma le caratteristiche generali sono abbastanza simili e la radice linguistica lo dimostra.
Credo che prima di questo passo, la Spagna, dovrebbe almeno istituire un referendum nazionale riguardante il sistema politico: Monarchia, prima abbattuta e poi lasciata in eredità dal fascista Franco, o Repubblica? Io sarei disposto a scommettere che la maggioranza sarebbe favorevole alla Repubblica e in questo caso, il secondo passo sarebbe quello di formare uno Stato Federale che pur rimanendo politicamente unito, garantirebbe una grande autonomia economica e di Leggi locali, adeguate alle proprie esigenze.

Questa mezza dichiarazione d’indipendenza, credo non vada da nessuna parte se non a quella di ulteriori lacerazioni anche all’interno della stessa Catalogna.

Cuba, Italia e gioco del Calcio

Il nostro connazionale Lorenzo Mambrini che lo scorso campionato ha portato al successo la squadra di Santiago de Cuba è stato promosso, almeno formalmente per questioni burocratiche, come “secondo” della Selezione Nazionale del Calcio cubano. Contestualmente è stato anche nominato responsabile principale della squadra di Città Avana che lo scorso campionato è tragicamente retrocessa alla serie inferiore, con la speranza che la riporti nella categoria maggiore.
Alla guida della Nazionale Cubana c’è già stata la non felicissima esperienza di un tecnico italiano agli inizi degli anni ’90, si chiamava Campari, non ricordo il nome, e proveniva dalle incipienti squadre femminili italiane. Dichiaratosi entusiasta delle reali, potenzialità degli atleti cubani era convinto di poter ottenere grandi risultati con metodi non tradizionali, ritmo musicale compreso. In effetti le carenze magggiori sono nell’impostazione tecnico tattica. Non ricordo se rimase anche per il secondo mandato, ma credo che se così fu, non lo terminò.
Non conosco Lorenzo Mambrini, ma ovviamente gli faccio i migliori auguri per la sua carriera cubana, sia di club che di Nazionale.
A proposito di Italia, ricordo un altro fatto non proprio diretto, vista la sconosciuta reale nazionalità del personaggio che però si è consacrato in Italia, dopo Barcellona da dove si è portato nentemeno che Luis Suarez, particolarmente nell’Internazionale e già sulla via del declino, per ragioni di età ha finito la carriera nella Roma: il Mago Helenio Herrera.
Ricordo un colloquio con l’allora Presidente della Federazione Cubana di Futból, José Reinoso, mentre si trovava in vacanza a Cuba con la Moglie Fiora Gandolfi.
Ci trovavamo nella hall dell’Habana Libre, dove si erano dati appuntamento con l’amanbilità di invitarmi. HH, ormai anziano e in pensione a Venezia, città della sua signora, si offrì gratuitamente di fermarsi o tornare a Cuba per alcuni mesi per dare un seminario e trasmettere l,e sue esperienze e conoscenze agli allenatori cubani. A quei tempi il Calcio, a Cuba, contava come il 2 a briscola e le condizioni politiche ed economiche non erano mature per quel passo che avrebbe, forse, essere stato abbastanza d’aiuto, se non importante. Nun ce allargamo, come si dice a Milano. Prova contraria non esiste, ma fu l’inizio di alcuni miei disaccordi con Reinoso che poi fu l’artefice della venuta di Campari.
Il tempo guarisce tante cose e trovandomi casualmente, al mio ritorno a Cuba a vivere a 50 metri da casa di Reinoso, siamo tornati amici e tra una chiacchiera e l’altra abbiamo ricordato il fatto, dove si è giustificato come indicavo sopra, L’arrivo di Campari avvenne qualche anno dopo e il Calcio cubano continuava a valere come il 2 a briscola…
Come altra curiosità mi hanno detto che un 16 enne figlio di padre italiano e madre cubana, cresciuto in Italia dall’età di tre mesi, sta giocando nelle minori del Torino con buona possibilità di esordio in serie A.


domenica 8 ottobre 2017

50 anni, da mito alla posterità

 Oggi ricorre il 50° della caduta in combattimento di Ernesto Guevara de la Serna, dai cubani soprannominato "Che", per quel suo intercalare tipico argentino. Catturato e ferito in un'imboscata dell'esercito boliviano venne rinchiuso nella piccola scuola della località di Higueras e ucciso a sangue freddo. Famosa è la foto che ha circolato nel mondo che lo vede nella posizione del "Cristo" del Mantegna.
Passato alla posterità, a dispetto dei suoi nemici, sopratutto nella zona di Valle Grande, dove è stato sepolto in una fossa comune scoperta 20 anni fa, viene addirittura santificato e posto sugli altari con altri simboli della religione cristiana.





venerdì 6 ottobre 2017

Trumpone manda a cagare i portoticani

Un centinaio di gaudenti comparse, presenti all’arrivo di Trumpone, applaudivano e acclamavano quel tipo con la faccia da trump, mentre li mandava felicemente a cagare lanciandogli rotoli di carta igienica che probabilmente, solo per lui, significano aiuti umanitari, dopo oltre due settimane da una catastrofe immane. Ma credo che la vera intenzione fosse proprio la prima.

mercoledì 4 ottobre 2017

Ma Portorico e le Isole Vergini dipendono dagli USA o no?

Trumpone (dopo due settimane dal Passaggio di Maria) è arrivato a Portorico, naturalmente cibi e bevande se le è portate dal continente e le strade principali sono asciutte. Gli abitanti vivono ancora nell’indigenza più assoluta. Peccato che non vada più spesso a Las Vegas dove ci sono stati 59 morti e oltre 500 feriti per una sparatoria (sic!). Ma si sa nel Paese dei Diritti Umani, ogni cittadino ha diritta a tenere (almeno) un’arma per difendersi. Peccato per i non cittadini che si trovano da quelle parti.

Per autoerotismo ha ordinato il rimpatrio, di 15 diplomatici dall’Ambasciata di Cuba a Washington. Dice: “per reciprocità”, ma i suoi diplomatici li ha ritirati lui, non sono mica stati espulsi. Sta di fatto che le relazioni consolari: visti, riunificazioni familiari ecc., stanno precipitando a livello degli anni ’60. Del secolo scorso.

lunedì 2 ottobre 2017

Riaperto il Malecón

Alle 18.30 di ieri è stato riaperto al traffico il lungomare avanero che va dalla Puntilla a Prado. I danni maggiori da riparare sono stati nel tratto prospiciente la Calle "G". I lavori calcolati in 2 mesi sono stati eseguiti in soli 20 giorni. Ovviamente per la riapertura del manto stradale. Gli edifici danneggiati sul Malecón e dintorni, sono ancora molti.

sabato 30 settembre 2017

In milanese il neologismo suona benissimo

Ma fà minga el trump!

Il Mentitrumpone

Come un vero e proprio prestidigitatore da strapazzo, il Trumpone ha trasformato i presunti malesseri avuti da alcuni suoi diplomatici e famigliari, in motivo per iniziare a ridurre del 50% il personale nordamericano presso l'Ambasciata dell'Avana, adducendo che Cuba è un "Paese a rischio per i cittadini statunitensi". Guarda caso questi "rischi" si sono "scoperti" solo dopo la sua nomina a Presidente e gli oltre 250 mila cittadini del suo Paese che hanno visitato Cuba solo in quello che va dell'anno, senza poter esse definiti turisrti, non hanno ricevuto nessun danno fisico o morale. Come mai queste misure senza presentare uno straccio di prova concreta e dopo che i presunti "danneggiati" sono felicemente rimpatriati?
Credo che non esista in nessuna lingua un aggettivo dispregiativo per definire tale personaggio, però si può sempre creare un neologismo valido in ogni idioma: "trump".
Nel frattempo quel trump di Trump ha deciso di visitare Portorico il 12 ottobre, "solo" dopo due settimane dopo il passaggio dell'uragano "Maria" che ha raso al suolo l'Isola e i suoi tre milioni di abitanti, tutti con passaporto statunitense. Nel frattempo all'aeroporto semidistrutto si formano lunghe code di chi può permettersi di lasciare il Paese dove non c'è nemmeno più da mangiare. Al di la della pressoché totale assenza di servizi pubblici, ospedali compresi.

venerdì 29 settembre 2017

giovedì 28 settembre 2017

Saluti da Jaimanitas


Jaimanitas si sta leccando le ferite, come quasi tutto il Paese, ma la ripresa dei servizi essenziali è stata rapida e efficace, ci sono solamente pochi casi isolati, in situazioni geografiche veramente complicate che non hanno riavuto corrente, telefoni e acqua. Molte sono le strade, anche importanti, interrotte per l'erosione causata dalla penetrazione del mare che ha aperto vere e proprie voragini, a partire dal Malecón avanero o la "Via Blanca" nella zona di Santa Cruz del Norte.
Enormi danni al sistema agricolo e i provvedimenti governativi di sussidi e aiuti in tutti i campi della vita quotidiana sono esemplari e credo unici al mondo.
Sono però ancora inagibili le strutture turistiche de "los Jardines del Rey", le isole al nord di Villa Clara e Ciego de Ávila che hanno subito danni ingentissimi, incluso nelle vie di accesso costruite con posa di pietre sul mare per costruire le strade atte a raggiungerle via terra.
La nota positiva è che si è ristabilita la riserva di acqua nei bacini del Paese nei quali, in molte province del centro e oriente la situazione determinata dal lunghissimo periodo di siccità stava diventando estremamente critica.

In ogni caso Irma se n'è andata, Trumpone invece resta e adesso è venuta alla luce la presunta indisposizione indotta di alcuni diplomatici statunitensi e loro famigliari, in missione all'Avana non sono note cause ed effetti. Nemmeno nei tempi di tensione maggiore è successo qualcosa di simile e le indagini fornite da parte di medici e scientifici cubani, con appoggio di nordamericani, non ha portato a conclusioni che ci siano cause dolose. Sembrerebbe, infatti, che "misteriose apparecchiature" fornite da un tecnico della NASA, abbia causato disturbi auditivi ad alcuni diplomatici statunitensi, canadesi e loro famigliari. Ma Trumpone e i suoi amici di Miami usano il presunto, misterioso e non provato fatto con vista a una nuova chiusura delle Ambasciate

martedì 26 settembre 2017

In Trumpon and Democracy we trust...or not?

Non è umanamente possibile che esista un Presidente, di qualunque Paese di questo mondo all’altezza…oops! bassezza di Trumpone. Il biondo cangiante, o non parla, come nel caso di Portorico “Stato libero associato” agli USA, sul quale non ha espresso la minima parola non dico di solidarietà, ma proprio di commento, oppure dice mostruosità tipo che “al Messico ben gli stanno i terremoti”. Se ogni popolo ha il Governo che si merita, siamo veramente al fondo del barile. Si dice che è stato eletto democraticamente. Bene, all voce “democrazia” il dizionario, fra le altre cose dice: “potere del popolo che si esprime attraverso i suoi rappresentanti (….)”. Ebbene la “democrazia degli Stati Uniti permette che un Paese Federale composto da 50 Stati, possa avere un Presidente per mezzo di una legge che premia la vittoria elettorale per numero di Stati. Ovvero su 50 è sufficiente che due Stati che abbiano un potere economico e demografico dello 0.1% diano il numero di maggioranza degli Stati, per avere un Presidente. La somma totale degli abitanti con diritto al voto (sarebbe anche bello sapere chi ne ha e come) in pratica è successo anche in questa occasione con un Presidente eletto, nella fattispecie con oltre due milioni di voti popolari in meno.
Dopo le parole i fatti: Trumpone ha tolto dalla lista dei Paesi a cui è negato, a priori, il visto d’ingresso agli Stati Uniti il Sudan e vi ha inserito il pericolosissimo Venezuela. Non ha nemmeno avuto “l’acume” dei suoi predecessori di fare una “ley de ajuste”, tipo quella per Cuba, per cui raccoglierebbe tutti quelli che vorrebbero fuggire dal terribile regime “comunista” del Venezuela, dove si vota in continuazione ed esiste il pluripartitismo. Forse sarà per quello?
Con discorsi degni del “miglior” Hitler, adesso poi sta distruggendo gli sport più popolari nel suo Paese, dopo il Basket ha cominciato col Football Americano, a quando il Baseball?

In ogni caso, visto i tempi che corrono, non solo negli USA, sarei del parere di rivedere la voce discendente dal greco antico con: “facoltà del popolo di scegliere i rappresentanti che li deruberanno e maltrattranno meglio, con facoltà di peggiorare nel mndato successivo.  

lunedì 18 settembre 2017

Aspettando Maria

Dopo Irma, stiamo aspettando Maria, non so se per cattivo gusto o per scaramanzia le abbiano dato il nome della Madre della Fede Cristiana. José si è spostato verso nord danneggiando le Bahamas del nord e probabilmente le Bermuda. La strada di Maria, invece, sembra diretta verso le Antille e i Caraibi. Secondo previsioni ancora forzatamente premature, sembrerebbe che le condizioni atmosferiche generali che peraltro possono cambiare, le aprirebbero un “canale” che sfiorerebbe la punta orientale di Cuba, peraltro ancora  sotto shock per Mathews, l’anno scorso e per la fresca, fresca Irma, per poi virare decisamente a nord. La distanza di Oceano ancora da percorrere da grandi possibilità di un aumento d’intensità nel suo tragitto, arrivando da queste parti come Uragano di Grande Intensità: categoria da 3 a 5 nella scala Simpson-Shappire. Nel momento di questo post sta passando sulle Piccole Antille, già rase al suolo da Irma, con categoria 2
Nel frattempo, in questa zona prevalentemente baciata dal clima e dai vacanzieri delle latitudini nord (o anche sud, specialmente a seconda delle stagioni) il Messico non ha niente da invidiare a nessuno in fatto di catastrofi, infatti contemporaneamente al “piccolo” uragano Max di categoria 1, ha ricevuto una delle più grandi scosse di terremoto a memoria d’uomo: scala 8.2 Richter. Paragonabile solo a quello del 1985 che fece stragi nella capitale del Paese.
Come ciliegina aggiungiamo che hanno Trumpone come vicino di casa…

Disgrazia o tragedia?


                     Cartolina ricordo di Irma, senza amore...

sabato 16 settembre 2017

Irma, la non dolce

Giorni or sono, mentre “Irma”(non certo la “dolce” come nell’omonimo film) si approssimava alla costa nord dell’oriente cubano, ho ricevuto una mail da un amico il quale mi comunicava che i “pessimisti” prevedevano una catastrofe all’Avana. Guardando i pronostici emessi continuamente dal Servizio Meteorologico e dalla Difesa Civile ho sottovalutato con ottimismo e leggerezza la situazione. La traiettoria era sul mare, parallela alla costa nord, con possibilità di toccare terra in alcuni punti delle regione centrale. I Cayos della zona ne sanno qualcosa come le province di Villa Clara, Ciego de Ávila e Sancti Spiritus. Il problema da me sottovalutato era l’ampiezza di tale perturbazione di categoria 5,  ovvero il massimo previsto dalla Scala Sapphir-Simpson con venti di circa 290km/h con raffiche di oltre 300 e che il raggio (oltre 100km. per un diametro di più di 350 del sistema) attorno all’occhio, manteneva la potenza dei venti, seppure non massimi, ma attorno ai 200kmh, penetrava sul territorio cubano. Altro mio ottimismo è stato che il cono di traiettoria, prevedeva una curva a nord (che c’è stata), prima di raggiungere le coste dell’Avana, ma anche qua ho sottovalutato l’ampiezza del fenomeno atmosferico. Naturalmente “catastrofe” è un termine relativo e si può usare in differenti contesti, nel caso specifico non si può paragonare la catastrofe di Barbuda o Saint Martin (le peggiori), o quelle di altri Paesi toccati più direttamente. In ogni caso Cuba è stata toccata duramente dal settore sud dell’uragano che fra l’altro è quello che portava la maggior parte dei venti di grande intensità, facilitata dalla fase di luna piena e dall’alta marea della notte. Il risultato, comunque catastrofico, è stata una penetrazione del mare mai vista a memoria d’uomo con la saturazione completa dei tre tunnel dell’Avana, diversi crolli, la sospensione di corrente  e telefono (di internet non se ne parla se non da alcuni “punti Wi-fi) che se per noi è stata di circa 4 giorni, in altre zone prosegue. Personalmente ho subito la seconda inondazione della mia Polsky Fiat 126, con l’aggravante che questa volta si tratta di acqua salata e non di pioggia. Insomma, se al tutto c’è il peggio, la nostra piccola “catastrofe l’abbiamo avuta anche qua. Bisogna riconoscere che le autorità nazionali e locali hanno mobilitato tutte le forze possibili per la prevenzione e il recupero raggiungendo fasi di riabilitazione in tempi brevi, lavorando duramente 24 ore su 24, escludendo i casi più difficili e complicati che richedono qualche tempo in più. Grande disciplina e solidarietà da parte della popolazione in generale.