venerdì 18 agosto 2017

La madre degli imbecilli è sempre incinta

Il famoso detto, oltre a terroristi e assassini di gente inerme e innocente, trova conferma nelle madri dei vari Kim Il, imperatori eterni della Corea del Nord che fino a poco fa non minacciava nessuno, se non giocando coi suoi missili ed esperimenti atomici. Adesso, anche grazie alle continue provocazioni del Trumpone, il Kim Il non so quale di turno, dimostra di essere suonato almeno come suo nonno e suo padre e minaccia di invadere l’isola di Guam, possedimento statunitense nel Pacifico e importante base militare strategica. Sarebbe veramente l’inizio della fine.
Per inciso e per chi non lo sapesse, l’isola di Guam era uno dei tanti possedimenti spagnoli in giro per il mondo e venne ceduto dalla Spagna agli Stati Uniti, assieme alla Florida, Portorico e le Filippine quando venne firmato il trattato che poneva fine alla guerra Hispano-Nordamericana, a Parigi nel 1901.
Quello che  non tutti sanno è che questa guerra fu dichiarata alla Spagna dagli Stati Uniti quando la potenza iberica era allo stremo delle forze per la guerra di Indipendenza di Cuba e il pretesto fu l’autoaffondamento, da parte degli americani della corazzata “Maine”, alla fonda nel porto dell’Avana.
In realtà, quindi, la guerra fu Cubano-Hispano-Americana, ma guarda caso, alla firma del trattato di Parigi il nuovo Governo repubblicano e indipendente di Cuba non fu invitato. Questo Governo, “riconoscente” di essere passato da colonia a neo colonia, oltre al diritto di intervento militare a Cuba, dette in concessione, chi dice per 100 anni e chi dice senza una scadenza. Ovviamente la concessione poteva essere ritirata da Governi successivi, al di la che avesse una scadenza o meno ed è quello che è successo. I nerboruti statunitensi però non ci pensano nemmeno. Che democratici e rispettosi dei diritti altrui che sono. Siamo nelle mani di Kim Il Trump.



mercoledì 16 agosto 2017

Trumpate selvagge

Il grande (di stazza) Trumpone ha dichiarato che le recenti proteste, con morto, svoltesi in Virginia erano autorizzate per i nazifascisti, membri del KKK e deficienti in genere, mentre "gli altri non erano autorizzati a protestare". Ma da quando in qua in qualunque democrazia o regime una protesta deve essere autorizzata? Che protesta è? E di cosa dovevano protestare quelli "autorizzati"?
Questo ci porta alla seconda grande domanda dell'Umanità: dopo "chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo" viene: "ma questo ci è o ci fa?"

Come le mezze stagioni, anche i premi Nobel non sono più quelli di una volta. A Milano potrebbero chiamarsi Sibrût. Dopo quello regalato a Obama alcuni anni fa, ancora prima che entrasse pienamente in carica continuando la distruzione del Nord Africa e Medio Oriente e altri esempi abbastanza discutibili, specie per la letteratura, è toccato al Presidente della Colombia Santos, premiato per la sua opera di pacificazione tra il Governo e la FARC, non certo cosa da poco, seppure costellata da violazioni e inadempienze da parte governativa. Nei suoi discorsi ufficiali di celebrazione dello storico accordo il Nostro, con tanta retorica e pseudo populismo, ha dichiarato,testualmente, a grandi lettere che “l’America Latina è territorio di pace”. Probabilmente per l’anima delle tante vittime della violenza criminale o politica. Forse appagato per il riconoscimento e relativo appannaggio, adesso appoggia apertamente le intenzioni di Trumpone dichiarando a destra e a manca che ci vorrebbe un  intervento militare statunitense in Venezuela. Un vero spirito democratico e pacifista di affrontare situazioni che non piacciono anche se riguardano altri Paesi che sono sovrani di governarsi o sgovernarsi come gli pare.

mercoledì 9 agosto 2017

Le incredibili trumpate

Il Governo di Sua Prepotenza e Arroganza, Oliver Donald Trumpone che al contrario del suo omonimo Duck e del suo simile del cinema in b/n non fa ridere, ma piangere, dopo le sanzioni promosse internazionalmente, ha “suggerito” ai cittadini statunitensi di abbandonare la Corea del Nord. Evidentemente sta studiando un possibile intervento militare. Evidentemente un muro di confine di oltre 15 mila chilometri e attraverso l’Oceano, sarebbe troppo lungo e costoso per proteggere lo squalo bianco nordamericano dalla sardina asiatica (la Corea non potrebbe pagarlo), ma evidentemente secondo il punto di vista del paranoico parruccato biondo rappresenta un “un pericolo per la sicurezza nazionale”. Altrimenti non si capisce perché debba prendere misure contro un Paese sovrano e con tutti i diritti a difendersi con ogni mezzo da eventuali aggressioni e avere il Governo o regime che si merita. Anche quello di fare dei test coi missili, senza inviarli ad altri Stati. Chi ha aggredito o solo minacciato la Corea del Nord? La convivenza ultra sessantennale coi fratelli del sud non ha presentato conflitti, al contrario. Ma questo è un dejà vue, da parte dei vari Governi statunitensi, con o senza guanto di velluto che ha usato qualche presidente, pur senza rinunciare a volersi immischiare negli affari degli altri, o peggio, volerli soggiogare ai propri interessi. In un’intervista rilasciata prima di lasciare la Presidenza, Barak “il buono” Obama ha dichiarato testualmente: “Abbiamo l’esercito più potente del mondo e a volte dobbiamo torcere le braccia a qualche Paese che non vuole adeguarsi a quello che piace a noi”!!!! A quando il Venezuela? Se Cina e Russia da una parte e la NATO dall’altra non restano in silenzio, nel caso estremo,…addio per sempre alla vita sulla Terra, in modo più rapido che non rispettando il Trattato di Parigi e altre misure ambientali.

mercoledì 2 agosto 2017

Opinione di una lettrice del libro sul turismo a Cuba

Ricevo e pubblico la mail della figlia di un mio caro amico, purtroppo scomparso in età ancora giovane. Al di la dell'amicizia sono soddisfatto della "recensione" e della segnalazione che sull'edizione di Amazon (almeno in Italia) le foto siano in B/N, quando la quasi totalità è a colori.

Hola !!!
Escribo por todas las direcciones emails, Aldo gracias por responderme ... y de paso felicitaciones me ha gustado mucho el libro sea como cubana a la cual le ilustra  la evolución del turismo en su país que como italiana con tanto de historia sobre los inicios y vicisitudes de un mercado que todavía hoy es meta de  curiosos italianos y espero continúe así ... amén de los lazos que con el pasar de los años unen ambos países ... fruto del cual hay tantos "media sangre " como dijese un gran amigo ... se las dificultades que tenéis para bajar las Fotos pero doveroso enviarte algunas páginas así puedes constatar lo ilegible de algunas de ellas  , no pocas, al ser estampadas en blanco y negro ; aunque porque personalmente tuve la ocasión de ver muchas de ellas a color en vuestra casa en Milano . Mi copia en estos momentos está prestada pero la página repetida recuerdo sea entre la 27-29 las descripciones de los hoteles en Cuba según provincias . Comunque, ripeto, a mio modesto e affetuoso parere ... niente di ciò impedisce di assaporare il contenuto. Grazie personalmente per tutte le referenze su mio padre; sono felice che qualcuno abbia riferito quanto fece per il turismo cubano. Grazie infinite . Se da qualche parte fosse possibile avere il Libro con le fotografíe a colore ... fammi sapere perché vorrei aquistarlo.
Un abrazo desde Viareggio (segue firma). 






domenica 30 luglio 2017

Per chi non lo sapesse o gli sia sfuggito...

Come già annunciato la Editorial Circulorojo ha pubblicato nella sua  Collana “Storia”, su diverse piattaforme web, il mio libro “Rinascita del turismo a Cuba ì Visto da un italiano” nella sua collana di Storia, sia nella versione italiana che spagnola.







Una raccolta di memorie nella quale non tutto è tutti sono stati menzionati o ricordati  il tempo, si sa, è tiranno e i ricordi affiorano e svaniscono.
Penso che comunque sia una testimonianza di prima mano di chi ha visto rinascere e fiorire il “nuovo” turismo a Cuba anche se spesso, purtroppo, nasconde aspetti poco edificanti o è stato fonte di matrimoni misti in molti casi, per fortuna non tutti, naufragati miseramente.
Oggi il turismo è una voce importantissima nell’economia cubana, forse la prima o lo sta per diventare. Strutture e servizi, statali, cooperativi e privati, aumentano giorno dopo giorno aumentando per capacità e qualità.
Direi che è importante sottolineare anche la presenza di un turismo nazionale che fino a pochi anni fa era praticamente inesistente o di nicchia. Oggi i cubani possono usufruire di tutte le strutture, senza limitazioni e anche di acquisire, se vogliono e possono, “pacchetti” di viaggio all’estero.
Con la presidenza di Obama negli Stati Uniti, si annunciava una nuova era negli interscambi fra i due Paesi, al di la delle intenzioni reali, oggi Trump ha messo un freno particolarmente nella mobilità dei cittadini statunitensi intenzionati a visitare Cuba. Per fortuna i Trump passano e speriamo magari prima del previsto.
Ad ogni modo il turismo continua ad aumentare con visitatori da ogni parte del mondo. Le linee aeree aprono nuove rotte e si sommano alla destinazione Cuba. Sono cadute molte barriere ideologiche e strutturali che impedivano di ampliare questo settore, vitale per i Paesi dei Caraibi. Quello che mi meraviglia, o non sono informato, è l’assenza di programmi multi destino, crociere a parte. Chissà se qualche operatore turistico con la vista un po’ più lunga del normale ci provi.


L'Avana de Jaimanitas, alba e tardo pomeriggio con Kite surf


Due viste del litorale di Miramar e del Vedado ovest, all'alba e nel tardo pomeriggio con Kite surf. Nella prima foto, un sistema nuvoloso che richiama abbastanza la silohuette dell'Isola.

















domenica 9 luglio 2017

Il Baseball scricchiola e il Calcio non decolla...

Per la prima volta nella sua Storia, la squadra di Santiago de Cuba ha vinto il Campionato di Calcio cubano, per la stagione 2016/17. Merito anche del suo allenatore, italiano, Lorenzo Mambrini che ha ricevuto a sua volta il riconoscimento come miglior allenatore. Delusione invece per i tifosi del Ciudad Habana che è retrocessa nella serie inferiore.

giovedì 6 luglio 2017

Turismo: presente e futuro per Cuba

Come già annunciato la Editorial Circulorojo ha pubblicato, su diverse piattaforme web, il mio libro “Rinascita del turismo a Cuba ì Visto da un italiano” nella sua collana di Storia.


Una raccolta di memorie nella quale non tutto è tutti sono stati menzionati o ricordati  il tempo, si sa, è tiranno e i ricordi affiorano e svaniscono.
Penso che comunque sia una testimonianza di prima mano di chi ha visto rinascere e fiorire il “nuovo” turismo a Cuba anche se spesso, purtroppo, nasconde aspetti poco edificanti o è stato fonte di matrimoni misti in molti casi, per fortuna non tutti, naufragati miseramente.
Oggi il turismo è una voce importantissima nell’economia cubana, forse la prima o lo sta per diventare. Strutture e servizi, statali, cooperativi e privati, aumentano giorno dopo giorno aumentando per capacità e qualità.
Direi che è importante sottolineare ancje la presenza di un turismo nazionale che fino a pochi anni fa era praticamente inesistente o di nicchia. Oggi i cubani possono usufruire di tutte le strutture, senza limitazioni e anche di acquisire, se vogliono e possono, “pacchetti” di viaggio all’estero.
Con la presidenza di Obama negli Stati Uniti, si annunciava una nuova era negli intercambi fra i due Paesi, al di la delle intenzioni reali, oggi Trump ha messo un freno particolarmente nella mobilità dei cittadini statunitensi intenzionati a visitare Cuba. Per fortuna i Trump passano e speriamo magari prima del previsto.
Ad ogni modo il turismo continua ad aumentare con visitatori da ogni parte del mondo. Le linee aeree aprono nuove rotte e si sommano alla destinazione Cuba. Sono cadute molte barriere ideologiche e strutturali che impedivano di ampliare questo settore, vitale per i Paesi dei Caraibi. Quello che mi meraviglia, o non sono informato, è l’assenza di programmi multidestino, crociere a parte. Chissà se qualche operatore turistico con la vista un po’ più lunga del normale ci provi.


lunedì 3 luglio 2017

Rinascita cdel turismo a Cuba

È on line l’e-book “La rinascita del turismo a Cuba (vista da un italiano)” con la corrispondente edizione in lingua spagnola “El renacimiento del turismo en Cuba” (visto por un italiano), pubblicato dalla Editorial Circulo Rojo de El Ejido (Almería), Spagna. Si può avere il libro in forma digitale o in cartacea.

I link sono:





visto rinascere e fiorire il turismo a Cuba, dopo i primi anni difficili della ricostruzione e che prosegue a gonfie vele nonostante le difficoltà create dall’esterno all’economia del Paese.
I testi sono accompagnati, con la stessa versione grafica, da oltre 200 fotografie per chi volesse ricordare un eventuale soggiorno cubano o volesse avere qualche imagine inedita della maggiore delle Antille.
Il libro ha un finale “rosa” in quanto scritto quando nessuno avrebbe scommesso 1 centesimo sull’avvento di Sua Prepotenza Trump alla presidenza degli Stati Uniti e al momento delle sue dichiarazioni sull’applicazione di misure diverse, non certo nuove nei riguardi di Cuba, era già in fase di stampa e distribuzione alle piattaforme e librerie, non è stato possibile aggiungere un’appendice. Resta il fatto che i Trump, prima o poi, passano mentre Cuba rimane.









lunedì 26 giugno 2017

Voglia di trasferirsi (e lavorare) a Cuba

Ogni tanto ricevo ancora qualche richiesta di suggerimento per trasferirsi a Cuba a scopo di lavoro. Qualche anno fa avevo pubblicato alcuni chiarimenti in merito che ritengo opportuno riassumere per ricordare i problemi esistenti in questo campo.
In primo luogo, un trasferimento a Cuba per motivi di lavoro comporta l’apertura di un’attività, ritenuta utile al Paese, con conseguente investimento che comporta somme notevoli. In questo caso l’imprenditore può inviare a Cuba in sua rappresentanza personale amministrativo o operativo di sua fiducia. Pertanto è possibile, avendo conoscenza e fortuna, farsi assumere in Italia (o altro Paese estero) dall’imprenditore per lavorare a Cuba. Questo “status” da diritto alla residenza temporanea che ha la durata del contratto di lavoro e che è prorogata ogni anno. Per avere una residenza permanente che da la possibilità (molto teorica) di lavorare in un’azienda cubana o svolgere lavori per conto proprio, normalmente bisogna avere un coniuge a Cuba o se si fosse divorziati, anche uno o più figli di madre o padre cubano e residenti nel Paese. Esistono anche altre possibilità per “ragioni umanitarie” che vengono valutate, caso per caso e che non credo facciano parte della casistica di persone in età lavorativa, almeno generalmente.

Bisogna tener presente che lavorare a Cuba, come residente permanente, comporta un tenore di vita sensibilmente inferiore a quello che si ha nei Paesi industrializzati e comporta limitazioni materiali di cui il turista non ne risente, a meno che non si abbia un’altra fonte di reddito esterno o si apporti un capitale per avviare un lavoro autonomo che abbia un buon ritorno economico.

Volo diretto Barcellona/Avana

Da sabato 1° luglio, sarà operativo un volo settimanale da Barcellona all'Avana, operato dalla linea aerea spagnola Plus Ultra in pool con Cubana de Aviación. La franchigia è di due bagagli da 23 kg. ciascuno. Plus Ultra è la quarta linea iberica ad operare sull'Avana e riapre una linea che ha avuto vita breve circa 20 anni or sono.

domenica 18 giugno 2017

Che fine faranno i voli commerciali? E le crociere?

Con le misure che verranno adottate nel giro di pochi mesi, le 10 compagnie aeree nordamericane che operano su Cuba con voli commerciali, vedranno ridotte drasticamente, le quote di viaggiatori statunitensi da e per l’Isola.  Credo che potrebbe essere una buona occasione per le agenzie europee organizzare viaggi multidestino con passaggio da Cuba, vuoi con un programma USA/Cuba, o semplicente un viaggio di A/R sull’Avana via Miami o New York, vuoi con l’inserimento di altri Paesi della zona. L’Avana oggi è collegata con diversi aeroporti dell’area caraibica: Antigua e Barbuda, Bahamas, Repubblica Dominicana, Giamaica, Isole Cayman, Messico, Panama, Trinidad e Tobago, Venezuela. Immagino che le linee nordamericane, per non lavorare in perdita o cancellare la loro presenza a Cuba, sarebbero disposte a trattare prezzi convenienti per il turismo europeo che voglia conoscere l’area centro e nordamericana. Meditate, gente, meditate.

Altro discorso è per le crociere, se Trumpone applica strettamente le norme sull’embargo, nessuna nave può toccare porto cubano senza avere il divieto di 180 giorni per toccarne uno statunitense…

Trumpone show

Venerdì, ho rivisto, con  maggior attenzione ai dettagli, il proclama show dell’imitatore di Oliver Hardy. Certo, Hardy si esibiva per strappare risate, mentre Trumpone annuncia solo minacce e sciagure. Anche in questa occasione ha dimostrato di avere poche idee, ma confuse.  Si è dimenticato di aver detto, durante il suo dibattito pre elettorale con l’allora rivale che poi ha anche deriso, dopo averlo eliminato dalla corsa alla presidenza, che una politica che non ha funzionato per oltre 50 anni doveva essere cambiata…Dopo aver dichiarato di non voler violare l’indipendenza e sovranità di Cuba con ingerenze negli affari interni, ha posto una serie di condizioni, riguardanti gli affari interni, per riaprire un “dialogo costruttivo per i due popoli”. Nella sua esibizione, tipicamente americana, di afrontare i problemi politici come fosse un monologo di Broadway, ha esposto la sua visione, dettata da Marco Rubio, di Cuba. C’è da rilevare che il senatore repubblicano della Florida, è nato a Miami dove i suoi genitori si erano trasferiti nel 1956, ovvero ben prima dell’avvento al potere del “regime dei Castro”. C’era il “democratico” governo di Batista e il giovane Marco non ha mai calpestato il suolo cubano, così come il suo compare Donald.
Le citazioni retoriche, offensive e false sono uscite a fiumi, citando anche, nella grafica, l’errore sull’inizio dell’embargo a Cuba situandolo nel 1961, quando invece è entrato in vigore nel febbraio 1962.
Ha insistito sulla brutalità e l’esportazione della violenza e del terrorismo del “regime dei Castro”. Ha espresso la sua preoccupazione per il rispetto dei diritti umani a Cuba. Peccato che abbia confuso il terrorismo con la solidarietà internazionalista che nel passato, Cuba ha espresso con contingenti militari per combattere a fianco di popoli amici contro altri militari in guerre aperte e senza attentati in luoghi pubblici o stragi gratuite di civili.
Riguardo ai diritti umani, credo proprio che gli Stati Uniti non siano proprio l’esempio migliore, così come molti dei loro alleati come, ad esempio, l’Arabia Saudita con la quale si commerciano miliardi di dolari in armi. Ma è noto che per i nordamericani c’è differenza tra il figlio di puttana e “il nostro figlio di puttana”, al quale è permesso tutto.
Ha elogiato i superstiti della brigata 2506 che nel 1961 sono sbarcati alla Baia dei Porci (nessun riferimento del nome) come “eroi”, trascurando che tra i bombardamenti aerei che li appoggiavano e la loro “eroica”, per fortuna breve avanzata, hanno massacrato anziani, donne e bambini inermi.
Ha ricordato gli occupanti dei due aerei, in effetti disarmati, degli “Hermanos al Rescate” che non si trovavano in missione di salvataggio dei naufraghi, ma si disponevano a lanciare volantini antigovernativi sull’Avana ed erano stati diffidati dall’occupare lo spazio aereo cubano.
Ha citato “la persecuzione e il maltrattamento delle dame di bianco” che peraltro giravano o girano? Indisturbate per l’Avana, dove nessuno gli prestava (presta) la minima attenzione.
Ha inserito nello show l’esibizione di un figlio dell’ex capo, batistiano, della Polizia di Santiago de Cuba, suonando l’Inno Nazionale degli USA al violino.
Indubbiamente nel fiume di accuse portate qualcuna, magari, è anche vera. Ma è mostrando i muscoli e non dialogando che si possono dirimere i problemi?

Fra l’altro, tornando al tema sui “diritti umani”, ha anche avuto parole di augurio per il suo collega di partito, recentemente ferito da un disperato che naturalmente, era simpatizzante del partito oppositore. Peccato che i più ferrei difensori della libertà (diritti umani?) del libero commercio e detenzione delle armi, negli Stati Uniti, sia proprio il suo partito e lui uno dei più fervidi sostenitori. Chi la fa l’aspetti. E se capitasse anche a lui?

venerdì 16 giugno 2017

La montagna ha partorito un topolino?

Dopo tante illazioni, timori o speranze, è arrivato l’atteso discorso di “Oliver” Trumpone a Miami, con relazione alle prossime misure riguardanti i rapporti tra gli USA e Cuba.
Voglio, ma non posso. La montagna ha partorito il topolino. Un topolino che comunque, da buon roditore, rosicchia i rapporti economici e politici.
Trumpone che con tutti i difetti che può avere non è certo scemo, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte compiacendo i suoi amici Marco Rubio, Mario Díaz Balart, Ileana Ross Lethinen e compagnia, con un discorso pieno di retorica verso il “regime di Castro” proggrammato, oggi, in un “tempio” dello zoccolo duro degli anticastristi di Miami che lo hanno applaudito a scena aperta e osannato, ma non senza trascurare completamente l’umore dell’opinione pubblica, imprenditori, politici, militari oltre a enti pubblici e privati maggiormente orientati a mantenere il disgelo, se non a ristabilire completamente una relazione normale fra i due Paesi. Insomma, parole, parole, parole con qualche fatterello. In realtà dicendo che firmava l’annullamento “degli accordi del presidente Obama col regime di Castro”, non è entrato in dettagli su quali sono le sue intenzioni reali. Le misure più evidenti adottate, sarebbero quelle di restringere le regole adottate da Obama per i viaggi “non turistici” da Obama, mettendo paletti per la comprovazione delle reali intenzioni dei viaggiatori con destino Cuba, onde evitare il turismo, vero e proprio, mascherato e l’indurimento delle norme che regolano l’anacronistico ed extraterritoriale embargo economico, commerciale e finanziario verso Cuba, per cui non potevano mancare limitazioni e tagli alle possibilità di commercio con entità statali cubane e in particolare le imprese, civili,  appartenenti alle Forze Armate. Sembrerebbe che comunque non si torni a una rottura delle relazioni diplomatiche con chiusura delle rispettive ambasciate. Sempre tutto molto chiaro nello stile di Sua Prepotenza Oliver Trumpone, mmmmmmhhhh stupído!
Insomma, la “cronaca di una morte annunciata” che lascerebbe un lutto inferiore a quello che ci si poteva aspettare. Soltanto qualche lacrimuccia.
Fra l’altro queste disposizioni darebbero maggior forza alle richieste di portare avanti, nel Congresso, i progetti di legge per l’abolizione totale dell’embargo che porterebbe a relazioni veramente normali, al di la di contenziosi tipo la restituzione della base navale di Guantánamo.



venerdì 9 giugno 2017

Empeachment dietro l'angolo?

Mentre a Cuba si è inaugurato l’hotel Manzana Kampinski, di categoria 5 stelle plus nel centralissimo Parque Central e prosegue la costruzione di altre strutture lussuose in tutto il Paese, anche con vista a una completa liberalizzazione del turismo statunitense, Oliver Trumpone sta meditando sul proclama da presentare la settimana prossima a Miami, sede degli ultimi nostalgici anticastristi cubani, ma guarda caso anche della maggioranza dei residenti, provenienti dall’Isola favorevole a un disgelo totale. Cosa partorirà “Ollio”? Raderà al suolo completamente i progressi bilaterali ottenuti da Obama, li modificherà parzialmente o addirittura li supererà? Mah, aspettiamo, non manca molto per sapere se compiacerà i suoi amici Marco Rubio & c. oppure la maggioranza dei cubani di origine.

Nel frattempo, a lui come i suoi degni colleghi Temer (Brasile) e Macri (Argentina), comincia a tremare la terra sotto i piedi. Speriamo che sia una speranza anche per il Venezuela assediato da una destra fascista e violenta. 

sabato 3 giugno 2017

Ho riavuto (si fa per dire) internet

Dopo il trasloco, ho riavuto a tepo record il telefono e di conseguenza ho potuto riconnettermi (sic!) a internet. La velocità media di connessione non supera i 40kbps, pertanto ho inviato una lettera chiedendo un risarcimento (a norma di contratto) all'ETECSA, gestore unico dei servizi telefonici. A tutt'ora non ho avuto risposta se non una visita di tecnici per la revisione della linea, richiesta fatta separatamente all'ufficio assistenza, i quali non hanno risolto (come sempre) niente dicendomi che "forse dopo le 21.00 la connessione migliora", cosa che non è vera. Hanno anche suggerito di non tenere altri apparecchi connessi alla linea (di casa). 
Ecco la mia richiesta scritta e inevasa:

Estimados
Empresa de Comunicaciones de Cuba, S.A. (ETECSA)
Edificio Bejing, 3ra Avenida entre 76 y 78, obsoleta, falta de recursos, etcétera
Centro de Negocios Miramar
Playa, La Habana, Cuba
Asunto: Solicitud de descuento y/o rembolso por cuanto previsto por contrato.
                                                                                                   La Habana, 25 de mayo de 2017
Estimados.
Soy usuario del servicio conmutado de Internet desde algunos años y al momento de la activación del servicio, y unos años más, estaba conforme con las limitaciones del servicio debidas a las causas que todos conocemos: bloqueo y tecnología limitada, obsoleta, falta de recursos, etcétera. El servicio de 56kbpm, si no era entusiasmante era al menos suficiente a pesar de los altos costos que todavía, a pesar de las reduciones, siguen elevados y no sólo por la calidad si no en absoluto. De toda forma he subscrito y aceptado el contrato (no tengo alternativas).
Desde hace aproximadamente un año, o poco más, el servicio se ha vuelto insoportable, se pasan hasta HORAS para solamente abrír el buzón del correo. Esto es inaceptable y no conforme a los puntos 2.1 y 2.3 de “las obligaciones de las partes”  descritas en el contrato de uso. Así mismo cuanto previsto al punto 2.6 que es desatendido ya que cualquier queja, verbal o escrita se queda sin respuesta y sobre todo sin solución. Asistencia técnica culpa las lineas y los telefónicos a los servidores, pero nadie soluciona nada. Como si ambos no fueran servicios brindados por ETECSA, S.A.
Mi último plan tarifario de 100 horas mensuales, reducido provisoriamente a 20 en espera del traslado de la línea telefónica a la nueva dirección, nunca se ha cumplido en pleno ya que la desesperación me oblíga a cerrar la coneción por no poder navegar y, a menudo, tampoco leer los correos.
Por este medio pido a Esta Entidad que establezca un adecuado rembolso y/o una reducción de la tarífa, como dispuesto por el punto 2.7. del contrato, hasta que el servicio no vuelva a ser al menos “aceptable”, es decír que si no se pueden alcanzar los 56kbps, teóricos, se le acerquen lo más posible de manera que se pueda obtener una navegación, aunque lenta, como era al comienzo de mi subscrición.
Reservandome, en caso de no segumiento de la presente solicitud, una demanda legal y cualquier otra forma de protesta en el marco de la legalidad, les envio mís mejores saludos.
Aldo Abuaf

# cliente: 26022632913
Ave. 1ra B #23810 entre 238 y 242
Jaimanitas, Playa, La Habana
Teléf.: 72323835 – 53601038

Naturalmente questo e gli ultimi post, mi sono costati lunghi minuti di connessione con accidenti connessi.






Le prodezze di Oliver Trump Hardy

Dopo la gag degna del miglior “Ollio”, il compianto Oliver Hardy ai danni di Stan Laurel “Stanlio”, effettuata alla conferenza del G7 dove, naturalmente, nel caso di Oliver Trump non si trattava di voler far ridere, ma di dimostrare la prepotenza e la tracotanza del potere statunitense, è arrivato l’annuncio ufficiale del ritiro degli USA dall’accordo raggiunto alla Conferenza di Parigi sul cambio climatico.
Non sono mai stato un catastrofista né un accanito ambientalista, ma è anche vero che gli allarme degli scenziati ed esperti bisogna prendreli sul serio. Oliver Trump invece, dice che è un’invenzione dei cinesi a danno degli Stati Uniti (il resto del mondo, anche in questo caso non c’entra). Secondo lui rappresenta solo un danno economico per gli americani, fabbriche chiuse e posti di lavoro persi. Si sarà mai chiesto se la riconversione nella produzione di energia pulita e fonti rinnovabili non sia anche fonte di nuovi posti di lavoro e profitti per le aziende che la effettuassero? Certo per avviarla ci vogliono investimenti enormi ed è sicuramente più facile proseguire su una strada già tracciata. Peccato che sia una strada di sola andata.
Se, per esempio, le compagnie petrolifere invece che continuare a investire somme favolose per la ricerca del sempre più scarso petrolio le investissero nella produzione di nuove e meno devastanti forme non sarebbe meglio anche per loro? Potrebbero comunque mantenere la loro posizione di leader con maggior sollievo per la biosfera. O no?


venerdì 2 giugno 2017

Servizio di Raitalia del 25 maggio 2016

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a749efa6-26c0-4716-9b50-eff4ef590fa8.html

Uno dei molti servizi effettuati da Fiorella Cappelli a Cuba in questi ultimi anni.

lunedì 22 maggio 2017

I 25 anni del Club Nautico Internazionale dell'Avana

Con la presenza di Patrick Hemingway, in rappresentanza della famiglia del grande giornalista e scrittore, si svolta la cerimonia per festeggiare i 25 anni di vita del Club Nautico Internazionale dell’Avana, con sede nella Marina intitolata al compianto Ernest, cubano di adozione.
Folte rappresentanze dell’America del Sud e dei Caraibi e con la presenza di esponenti del Corpo Diplomatico accreditato a Cuba. Numerose e nutrite le delegazioni degli Stati Uniti, in particolare del sud e specialmente della Florida, tutte presenti per sottolineare l’importanza della marineria da diporto nella relazione fra i popoli e per ricordare il dovere di preservare e avere cura dei mari, senza i quali non ci sarebbe vita nel pianeta. Impossibile elencarle tutte per nome, ma le città rappresentate erano St. Petersbourg, Key West, Biloxi (Missisipi), Boston (Massachuset), e delegazioni della Virginia, fra di loro spiccava la presenza di Yvonne Yolie Capin, vice sindaco di Tampa. Molti di loro, specialmente i rappresentanti della Florida, hanno ricordato i vincoli storici esistenti fra la loro Penisola e l’Isola di Cuba
Per l’Italia era presente il consigliere della Regione Sardegna e sindaco di Golfo degli Aranci, Giuseppe Fasolino che due anni or sono ha effettuato il gemellaggio tra la sua città e il Club avanero. Per l’occasione ha donato lo stendardo della Regione Sardegna e la riproduzione della sirena in bronzo che giace nei fondali della baia sarda, il cui originale misura quattro metri di altezza, in bronzo, e ogni sera alle 19 spunta dalle onde cantando un inno sardo come augurio ai pescatori e ai turisti.
Il Commodoro José Luis Scritch, presidente del Club ha scambiato, oltre a questa, altre onorificenze e premi con le delegazioni invitate e i lavoratori della Marina Hemingway.

Per l’occasione si è avuta la consegna dei premi ai partecipanti alla regata svoltasi nella baia dell’Avana nei giorni scorsi.















Yvonne Yolie Caplin, Giuseppe Fasolino,un'amica di Yvonne, Enrico Gaviano della Nuova Sardegna e Sergio Terni, di LatitudCuba, anfitrione della delegazione e interprete




























Scambio di doni tra il sindaco Fasolino e il Comodoro Scritch, la riproduzione di un cannone spagnolo affondato nei Caraibi e la presentazione ai presenti di Patrick Hemingway.

venerdì 28 aprile 2017

Arrivederci a singhiozzo e tempo indeterminato

Appena rientrato dalla Florida, mi sono trovato nel pieno dell'impegno per il trasloco di casa. Da lunedì (1° maggio) sarò senza telefono fisso a tempo indeterminato e quindi mi sarà ancora più difficoltoso connettermi per scrivere queste ed altre scemenze, oltre che accedere alla posta elettronica.
Spero, ma ne dubito che questo "isolamento" non sia molto lungo e in casi di emergenza rimane il cellulare con sms o mi posso recare a un punto wi-fi con disagio e relativi costi elevati.
Ricordo a chi volesse o potesse contattarmi il numero di cellulare: +53 53601038.
Un caldo arrivederci a tutti gli affezionati lettori e non di questo blog.
Cercherò, appena avrò le coordinate di pubblicare i link dove trovare il mio libro, quasi fotografico, "La rinascita del turismo a Cuba, vista da un italiano". Ricordo che si tratta di e-book.

Un affettuoso saluto ai lettori abituali, o no, di questo blog. 

ilvecchioeilmare, al secolo Aldo Abuaf.

I primi 100 giorni di Donald

Il Trumpone sfiatato, che crede di poter governare un Paese come fosse una delle sue prospere aziende, come un suo illustre predecessore, oggi allevatore di agnellini, per riguadagnare la popolarità in picchiata, ha sbandierato agli “americani” che “ci sarà una riduzione di imposte mai vista”. Naturalmente a favore dei ricchi, ma questo non lo ha detto. Intanto ha fatto retromarcia sull’uscita dal Trattato di Libero Commercio con Messico e Canada. Nel frattempo dopo condividere con Obama il fatto che il Venezuela è una minaccia alla sicurezza nazionale (!!!???) e ribadire che il muro di frontiera col Messico va costruito, mostra i muscoli alla Corea del Nord che non è certo il Paradiso ed è governata da una dinastia con seri problemi psichici. In ogni caso, una penisoletta nel sud est asiatico, con tutte le prove di missili, alcuni dei quali scoppiano al decollo e di prove di armi nucleari, per una persona sana di mente, può rappresentare un “pericolo mondiale?”. Ovviamente lo potrebbe anche rappresentare se fosse aggredita come lo fu negli anni ’50 dagli stessi “americani” che per terminare il conflitto, ben lungi da casa propria, arrivarono all’accordo di dividere lo Stato in due lungo la famosa linea del 38° parallelo, con una Corea del Sud trasformata in colonia e una Corea del Nord chiusa sempre più a riccio e con il diritto a fare di tutto perché il fatto non si ripeta. In questo senso siamo veramente di fronte a una possibile terza e definitiva, per l’umanità, Guerra Mondiale.


sabato 22 aprile 2017

Le americanate non finiscono mai 2

Le americanate non finiscono mai...1

Orlando è il Luna Park degli Stati Uniti, la Disney ha 4 enormi parchi tematici e la Universal 2. Solo i parcheggi hanno la vastità di diversi campi di calcio su diversi piani. Ogni giorno, in particolare nei fine settimana i visitatori, per ogni parco e i dintorni che offrono divertimenti  servizi e spettacoli non a pagamento o ristoranti bar e chioschi di tutti i tipi, sono molte decine di migliaia. Naturalmente il "kitch" si spreca, come gli spazi.