Translate

Il tempo all'Avana

+28
°
C
H: +28°
L: +23°
L'Avana
Lunedì, 24 Maggio
Vedi le previsioni a 7 giorni
Mar Mer Gio Ven Sab Dom
+28° +29° +29° +28° +29° +29°
+24° +24° +24° +24° +24° +24°

domenica 3 settembre 2023

Quando l'intelligence funziona...

 


FEB

14

 

MERCENARIO "MAURO CASAGRANDE" ITALIANO IN CUBA

 


lunedì 14 dicembre 2011 20.55

Caro Agente Bunda, alias Albert0, mi sembra lodevole la tua iniziativa di “riesumare” raccontidi italiani che hanno una “storia” a Cuba. Quello che posso dire è che peraticamente tutti i “personaggi” che ahnno una lunga traiettoria di vita cubana li conosco e li ho conosciuti. Naturalmente non conosco tutti i dettagli delle loro vite, ma almeno i ruoili principali che hanno avuto, certamente. Devo dire che, magari involontariamente, si vorrebbe “tirarmi dentro” per conoscere queste storie. Non è che mi voglia rifiutare di farlo, ma sono comunque “ricostruzioni” che mi comportano tempo per ricordare e redigere e purtroppo, ho anche altre cose da fare oltre a seguire il corumi, il mio sito e il blog.
Credo che su Mauro Casagrande, per chi fosse interessato ci siano pagine sui motori di ricerca, quello che posso riassumere è che al principio degli anni '60 (credo 61 0 62), questo giovane figlio dell'Ambasciatore italiano a San Salvador, è capitato a Cuba per seguire dea vicino il nuovo corso della storia dell'Isola. Durante la sua permanenza, che si è andata estendendo, ha stretto amicizia con l'allora corrispondente dell'Unità, Saverio Tutino, la “comunità” degli architetti italiani venuti dal
Venezuela, dopo varie peregrinazioni nel Terzo Mondo e via Argentina, con l'attore emergente e poi diventato stella di prima grandezza nel cine, teatro eTV: Sergio Corrieri (figlio di Fabio, lucchese di origine e di Gilda Hernandez, attrice e regista teatrale) e il dipendente dell'Habana Libre (già Habana Hilton) Manuel Arango. Architetti a parte, gli altri appartenenti al gruppo avevano una passione comune: la pesca subacquea ed allora Cuba era un vero “banquete” per questa attività, in seguito proibita. Oltre alle immersioni era anche affiorata una certa affinità verso la cultura di cui Corrieri faceva parte e gli architetti ne facevano da contorno attivo.
Dopo l'applicazione dell'embargo da parte degli USA, Mauro conobbe l'imprenditore torinese Elio Cittone che aveva concluso una “triangolazione” con l'URSS per l'invio delle navi cubane cariche di zucchero che erano state fermate dall'intervenuta manovra economica. Cittone venne “ricompensato” anche con la possibilità di aprire un ufficio, il primo e l'unico allora per uno straniero, di import-export: la COMEI. Così in quegli anni si importarono macchine da scrivere Olivetti, diffuse in tutti gli uffici del Paese, automobili Alfa Romeo per i dirigenti, moto Guzzi per la Polizia, materiale ferroviario e di meccanica pesante navale e automotrice Fiat, oltre ad altri generi. Mauro, fu nomimato direttore della sede cubana della azienda.
Successivamente, dimostrando abilità negli affari e nelle relazioni publiche, fu nominato Ambasciatore dello SMOM a Cuba. Grazie alla sua attività e i suoi contatti si trovava a dover viaggiare frequentemente e in uno dei suoi viaggi venne contattato, a Madrid, da una agente della CIA. Gli venne chiesto se fosse disposto a collaborare e Mauro prese tempo lasciando però intendere che sarebbe stato possibile. Rientrato a Cuba si ise in contatto con i servizi di sicurezza che lo “autorizzarono” ad accettare per infiltrare un “agente doppio”nell'intelligence americana.
La sua “attività” collaterale durò diversi anni, dentro e fuori da Cuba, fino a che la diserzione del maggiore della “Seguridad” Florentino Aspillaga Lombard, che aprofittò di un viaggio in Cecoslovacchia per poi rifugiarsi a Londra, non fece saltare la “rete” a cui apparteneva Mauro assieme ad altri 26 agenti, tutti cubani, ed infiltrati come lui nella CIA. Una volta ssicurata la sicurezza di tutto il “gruppo”, le loro storie sono venuta alla luce pubblicamente, attraverso uno speciale televisivo che li presentava. L'ultimo episodio è stato quello in cui è apparso Mauro Casagrande, l'agente “Mario”. Enorme la sorpresa, fra tutti e specialmente fra chi lo conosceva, italiano o cubano che fosse. Questo fatto gli comportò la rinuncia alla direzione della COMEI e alla carica di Ambasciatore ricevette i gradi di maggiore del Minint fino a diventare, oggi, colonnello. Continuò comunque a dedicarsi agli affari e investì con Habaguanex nell'apertura del ristorante di Prado e Nettuno assieme al ex cuoco di Giovanni PaoloII che credo si chiamasse Angelo, ma questo è successo in anni in cui non risiedevo a Cuba. So che in seguito è uscito dalla società “mista” e oggi prosegue nei suoi affari di import-export e si occupa di finanza.

Note:Visite la sua casa in Ave. Paseo inizio anni 1990 me recorda vecino alla embasciata Italiana in Cuba,voleva lavorare con lui,non possible la sua empresa international sotto la secureza del Stato solo loro podevano ubicare personale.


 

Mauro Cassagrande - Agente Mario de la DSE (mercenario italiano in Cuba)

Postato 14th February 2012 da Anonymous

Etichette: Ileana Ros - Lehtinen Isac Ramon Marco Rubio.Saul Sanchez Mario Diaz - Balart No apartheid castrista Reina Luisa Tamayo Danger

 

2 

Visualizza commenti

1.    

Anonymous14 febbraio 2012 alle ore 21:46

Por la libertad de mì Patria fuera todos los mercenarios de Isla al servizio de la dictadura castro - comunista què tienen maniatada un pueblo por màs de medio siglo.

Rispondi

2.    

aldo abuaf3 settembre 2023 alle ore 14:54

Ritratto dettagliato e preciso anche negli aspetti "privati" evidentemente redatto da un "collega" di Mauro dell'altra sponda. Sarebbe interessante leggere informazioni su altri italiani a Cuba, magari anche sul sottoscritto, se considerato d'interesse. Ma vedo che il nostro non pubblica da anni. Morto? Spero di no.

Rispondi

 

Nessun commento:

Posta un commento