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martedì 14 ottobre 2025
Come siamo caduti in basso
giovedì 9 ottobre 2025
Robb de matt
Cosi' si definvano a Milano le notizie incredibili, Una di queste e' che uno dei candidati al Premio Nobel per la Pace sia nientepopodi meno che Donald Trump. Quello che lo ha fatto eleggere alla candidatura e' il piano di pace pe il Medio Oriente che fra l'altro non e' ancora entrato in vigore, con il piano di cessazione della guerra scatenata da Israele, leggi Netaniahu, che lui stesso ha sostenuto politicamente, economicamente e militarmente fino ad oggi. Quando si dice ipocrisia...
mercoledì 8 ottobre 2025
In un giorno come oggi del 1967, veniva brutalmente giustiziato per mano dei servizi boliviani, Ernesto Guevara de la Serna soprannominato "Che" dai cubani per il suo tipico intercalare argentino equivalente al "cio'" veneto.
Ferito nel corpo e nello spirito fu brutalmente assassinato a sangue freddo, mentre era sdraiato su un tavolaccio della piccola scuola di Higueras da uno sbirro di regime, forse senza un ordine preciso, ma arbitrariamente.
Figura controversa, il Che fu ed e' amato e odiato dalle diverse fazioni, certo che alla Storia e' venuta a mancare, prematuramente, un bel personaggio.
lunedì 29 settembre 2025
L'orso Putin da aggressore a povera vittima...
Il tavarish Putin assieme al suo compare Lavrov continuano a dire che la Russia non ha bisogno di annettere territori in quanto e’ gia’ il Paese piu’ grande del Mondo. Questo e’ un dato certo e la densita’ della popolazione non crea problemi nemmeno a venire, come in Cina, India o altri Paesi inclusi gli Stati Uniti.
Allora
perche’ un bel giorno hanno deciso di invadere il territorio ucraniano i cui
confini erano stati tracciati con l’estinzione dell’Unione Sovietica di cui il
Vladimir era un esponente di primissimo piano?
Si
sono accorti in ritardo che quei territori erano russi e sono abitati da una
maggioranza relativa di russofoni? Seppure e’ cosi’, i trattati vanno
rispettati ed eventualmente discussi in sede diplomatica e non con i carri
armati. Adesso la Russia fa la parte della vittima e non dell’aggressore
seppure bombarda la capitale ucraina Kiev che si trova a molte centinaia di
chilometri dalla frontiera. Cosa c’entra Kiev? E se gli ucraini bombardassero
Mosca?
giovedì 18 settembre 2025
Benzina, oh cara!
Il carburante, per autotrasporto, e’ rigidamente razionato e si acquista liberamente solo nei distributori abilitati al pagamento in dollari. Per il consumo “normale”, invece, bisogna iscriversi a un sito apposito che si chiama “ticket” dove si devono inserire tutti i dati relativi al veicolo posseduto e quelli personali. Questo sito, a cui bisogna accedere ogni tre mesi pagando 50 pesos, memorizza le richieste, le ordina in maniera decrescente e secondo la disponibilita’ (normalmente attorno ai 20 giorni) manda una e-mail indicando la data in cui recarsi a fare il rifornimento presso il distributore che si era scelto in precedenza. Il bello (sic!) e’ che l’acquisto si deve effettuare dalle ore 0 alle 24 del giorno indicato, pena la perdita al diritto di acquisto. Altra bella notizia e’ che il plafond a cui si ha diritto e’ di 40 litri e non si possono portare invasi per un eventuale eccedente, cosi’ che chi ha auto di piccole dimensioni come nel mio caso, una Polsky Fiat 126 con capacita’ nel serbatoio di 20 litri, non puo’ godere del diritto ai 40 previsti come massimo e deve recarsi al distributore calcolando l’ultima goccia per non restare in panne.
Facile calcolare il caos nel settore dei trasporti con i tassisti privati che devono fare i salti mortali per cercare carburante nel mercato nero o comprarlo in dollari con evidente rincaro delle tariffe.
Altra perla e’che che il pagamento del carburante razionato non puo’ essere effettuato in contanti, ma deve essere fatto con apposita scheda magnetica che spesso non funziona per lungo tempo, vista la pessima connessione dei “pos”, formando lunghissime code di veicoli in attesa per cui chi va nelle ore serali corre mil rischio di non farcela per le 24, perdendo cosi’ il turno ricevuto.
sabato 13 settembre 2025
Fidel Castro, Pablo Escobar e Gianni Mina'
giovedì 11 settembre 2025
Ancora una volta un "apagon" generale
Dalle 9.14 del 10 settembre alle 6.47 dell’11 e’ saltato il
sistema elettrico nazionale per l’avaria ad una delle principali centrali di
fornitura energetica, come era gia’ successo in ottobre e novembre del 2024,
con una sospensione generale del servizio in tutto il Paese rispettivamente per
4 e 3 giorni, con gravi conseguenze per la vita “spicciola” per non parlare di
quella importante. Tonnellate di cibi buttati, mancanza di comunicazioni se non
per Internet attraverso i cellulari per chi poteva ricaricarli tramite fonti
alternative come pannelli solari o generatori. E questo per la vita quotidiana,
ma come si puo’ pretendere che un Paese sopravviva in queste condizioni non
potendo avere un seppur minimo livello di produttivita’? Fabbriche e centri di
produzione fermi, personale a casa nell’inedia e come conseguenza crollo di
tutti i tipi di attivita’ compresa quella vitale del turismo, distributori di
benzina, razionata, fermi. Il Paese ha solo debiti, molti non pagati o
impagabili e le banche non hanno valuta. Chi la va a depositare?
La struttura energetica e’ ormai obsoleta e fatiscente, di
origine nordamericana e raffazzonata nel tempo con componenti sovietici e/o
“inventati” non e’ comunque in grado di garantire flusso elettrico continuo e
costante al di la’ della poca disponibilita’ di combustibile per le vetuste
centrali.
Soltanto recentemente si e’ “scoperta” l’utilita’ dei
pannelli solari e se ne stando installando molti, ma se sono connessi al
“sistema” a cosa servono? Apportano, si, un rinforzo energetico al sistema
funzionante, ma non ne generano di autonomo in casi di emergenza come questo. Poi
in un’Isola, qual’e’ Cuba, ci sono altre forme come quella eolica e quella
prodotta dal movimento delle maree, ma chi ne parla?
Per le fonti ufficiali, ma non solo, la colpa e’ del “bloqueo”
nordamericano che limita o impedisce le operazioni economiche e finanziarie, ma
di concessioni per far togliere o almeno alleggerire questo embargo, certo con
Trump e’ anche piu’ difficile, non se ne parla. Ma prima di lui ne sono passati
di Presidenti, compreso Obama che e’ anche venuto a Cuba.
Ma chi comanda qua pensa davvero al benessere del Pueblo o sa
solo chiamare “al sacrificio” che non e’ di una settimana, un mese o un anno,
ne sono passati 64 da quando e’ stato imposto l’embargo che periodicamente si
va inasprendo. Non si vive di un, per noi, tristemente famoso “credere,
obbedire, combattere!”
O
dobbiamo consolarci perche’ una cosa simile, anche se di minor durata, e’
successa anche alla tecnologicamente sviluppata Spagna? Il mal comune non e’
nemmeno mezzo gaudio in certi casi.
sabato 6 settembre 2025
4 articoli presi da "Directorio Cubano"
Cuba recurre al turismo turco para «salvar» la próxima temporada alta
04/09/2025 - 11:10 am por Julio García
Hoteles
desocupados, trabajadores reubicados, situaciones logísticas graves, entre
otros elementos, son síntomas inequívocos de la realidad del turismo en Cuba.
A propósito, y
para intentar revertir lo acontecido el presente año, el Ministerio de Turismo
(MINTUR) en la Isla lanza una iniciativa a la desesperada. Por estos días
promocionan lo que llaman experiencias únicas en varios mercados alternativos.
¿El objetivo? Atraer más clientes cuanto antes a la industria turística cubana.
Resulta que
varias cadenas y turoperadores realizan una gira por algunas ciudades del mundo
para fomentar las visitas a la Isla.
En el
recorrido se lanzaron nuevos paquetes turísticos, así como opciones de
alojamiento para visitantes.
Cuba Única en Turquía
Justo hasta el
5 de septiembre, una delegación del MINTUR recorre cinco ciudades de Turquía
para atraer nuevos visitantes. Se trata de una gira promocional bajo el nombre
de Cuba Única. El Roadshow recorre las urbes de Adana, Ankara,
Antalya, Izmir y Estambul.
Una
publicación del MINTUR da más pistas de lo que realizan allá en Turquía. «Desde
sus paradisíacas playas y ciudades coloniales hasta su vibrante música, arte y
gastronomía, Cuba se presenta como un destino diverso y cautivador para el
mercado turco».
La delegación
cubana está integrada por Gaviota y representantes de las empresas estatales
Gran Caribe, Cubanacán, Islazul. Igualmente, existe una representación
extranjera a cargo de Muthu, Iberostar, Blue Diamond Resorts, Meliá Hotels
International y Roc Hoteles.
Algunas
agencias turísticas también están presentes en la gira. En ese caso
encontramos a Viajes Cubanacán, Ecotur y ATG Hoteles Selectum.
«Los ejecutivos presentan una variada oferta de
productos y servicios que incluyen opciones de alojamiento, paquetes turísticos
y experiencias únicas diseñadas para el viajero turco», reveló otra publicación
del MINTUR.
Hasta el
momento ya se han realizado presentaciones en Adana y Ankara, mientras que hoy
y mañana visitarán Antalya, Izmir y Estambul.
Iberostar y Meliá insisten en Cuba pese al desastre turístico
05/09/2025 - 8:12 am por Rosalía Quintana
A pesar del desplome de la
ocupación hotelera y de los ingresos, ambas compañías continúan invirtiendo y
expandiendo su presencia en la Isla, donde gestionan 33 y 20 hoteles,
respectivamente.
Los resultados financieros de Meliá
en 2024 reflejan claramente el problema: pérdidas antes de impuestos por cuatro
millones de euros en Cuba, su segundo peor desempeño internacional después del
Reino Unido.
Los indicadores muestran un
panorama desalentador: una tasa de ocupación del 39,4% frente al promedio
global de 60%, tarifas de apenas 80,4 euros frente a los 139,7 de media y unos
ingresos por habitación disponible de 31,7 euros, frente a los 83,8 globales.
Mientras tanto, en España, la misma empresa registró beneficios de 185,3
millones de euros.
Iberostar, por su parte, inauguró
recientemente el hotel Selection La Habana en la polémica Torre K, con una
inversión de 200 millones de euros financiados por el Gobierno cubano.
Sin embargo, la apertura no ha
tenido el impacto esperado. Empresarios españoles radicados en la Isla
reconocen que “no hay turistas en Cuba y menos para pagar los precios de ese
hotel”.
Cuba pierde más de la mitad de Cuba pierde más de la mitad de sus
turistas respecto a 2019
31/08/2025 - 3:29 pm por Alice Giardin
El turismo en Cuba continúa sin alcanzar los niveles prepandeos oficiales del primer semestre de 2025 muestran una fuerte caída frente a los años de mayor auge.
Visitantes internacionales con baja ocupación
hotelera
De enero a junio de 2025 llegaron a la isla 981
856 visitantes internacionales, que generaron 5,7 millones de
pernoctaciones. La tasa de ocupación hotelera apenas llegó al 21,5 %,
lo que evidencia la limitada recuperación del sector.
En comparación, en el primer semestre de 2019,
Cuba superaba los 2,5 millones de turistas internacionales, con una ocupación
cercana al 50 %. El retroceso deja a la isla con menos de la mitad de los
viajeros que recibía antes de la pandemia.
Los principales emisores en 2025 fueron Canadá,
Rusia, Estados Unidos y países europeos como España, Alemania y Francia. Sin
embargo, ninguno logra aún aportar cifras similares a las de hace seis años. del Tesoro informa
El turismo nacional tampoco despega
Los turistas cubanos sumaron 797
440 entre enero y junio, con 2,48 millones de pernoctaciones y una ocupación
de apenas 7,1 %. Aunque representan un complemento importante para los
hoteles, la cifra también se sitúa por debajo de la registrada en 2019, cuando
más de un millón de nacionales viajaron en el primer semestre.
El bajo poder adquisitivo y los altos precios en
instalaciones turísticas explican en gran medida esta caída.
Ingresos muy por debajo del potencial
De acuerdo con el informe trimestral de la
Oficina Nacional de Estadística e Información, los ingresos de las
entidades turísticas siguen mostrando descensos. Las entradas en
divisas están lejos de cubrir las necesidades de inversión y mantenimiento de
la planta hotelera, a pesar del crecimiento de la oferta.
El documento refleja además que la construcción hotelera ha seguido en expansión,
aumentando la capacidad instalada, pero sin que ello se traduzca en más
ocupación.
Balance del semestre
En total, entre visitantes internacionales y
nacionales, el país recibió 1,78 millones de turistas en el primer
semestre de 2025, frente a los 3,5 millones de 2019 en
igual período.
La brecha muestra la pérdida de atractivo de Cuba en el mercado turístico regional y la dificultad del sector para competir con otros destinos del Caribe que sí han recuperado sus cifras.
Cuba inicia septiembre con apagones
de hasta 1730 MW y un SEN cada vez más limitado
El déficit
previsto para la jornada vuelve a superar los 1600 MW en el horario pico, lo
que equivale a dejar sin servicio eléctrico a casi la mitad de la demanda
nacional.
Balance del 3 de septiembre
En la jornada
de ayer, la máxima afectación alcanzó los 1714 MW a las 20:20 horas. Aunque la
cifra se mantiene dentro del rango de los últimos días, refleja que la
situación no muestra señales de recuperación.
Los 28 parques
solares en operación aportaron 1812 MWh, con un pico de 350 MW al mediodía. Se
trata de un rendimiento inferior al de jornadas pasadas, donde se había
superado con holgura la marca de 500 MW.
Pronóstico para el 4 de septiembre
La
disponibilidad en el horario pico se estima en 1890 MW frente a una demanda de
3550 MW. Esto representa un déficit de 1660 MW y una afectación calculada en
1730 MW.
Aunque la
cifra es levemente menor que la del inicio de la semana, en la práctica
significa que más del 45% de la demanda no podrá ser cubierta. La población
continuará enfrentando apagones prolongados en la tarde y la noche.
Principales incidencias
El SEN se ve
afectado por averías en la unidad 3 de la CTE Santa Cruz, las unidades 3 y 6 de
Renté y la unidad 2 de Felton.
Se mantienen en mantenimiento la unidad 2 de Santa Cruz y la unidad 4 de
Céspedes en Cienfuegos, además de la salida planificada por 36 horas de la
unidad 3 de Cienfuegos.
A esto se suman 432 MW limitados por problemas térmicos.
Por falta de
combustible, 43 centrales de generación distribuida permanecen fuera de
servicio con 272 MW menos. También se reportan 418 MW indisponibles por escasez
de lubricantes, para un total de 690 MW paralizados por estas causas.
Aunque se
prevé la entrada de 100 MW de motores distribuidos y la reincorporación parcial
de unidades en Santa Cruz y Renté, estas cifras no cambian sustancialmente el
panorama.
Un inicio de mes sin cambios
Con este
parte, Cuba inicia septiembre atrapada en el mismo ciclo de apagones que marcó
todo agosto. El déficit en el horario pico se mantiene entre 1600 y 1900 MW,
sin que las nuevas incorporaciones fotovoltaicas ni las maniobras de la UNE
logren reducir la afectación real sobre la vida cotidiana de los cubanos.
lunedì 1 settembre 2025
Si salvi chi può, ma chi non può?
La situazione economica per i residenti stranieri si fa sempre più complicata. Le banche non danno il corrispettivo in valuta delle rimesse che arrivano per il motivo che ne sono sprovviste e la moneta virtuale che era stata creata all’uopo e serviva ai turisti, uomini d’affari o residenti stranieri, la MLC (Moneda Libremente Convertible) che convertibile non è, va scomparendo assieme agli esercizi che la prendevano in pagamento con la apposita tesserina di credito. Da quando la crisi si è acuita, le banche che hanno aperto conti correnti in valuta (Dollari, Euro, Franchi, Sterline, eccetera) pur mantenendo teoricamente la denominazione, hanno trasformato la valuta effettiva in MLC che se fino a poco fa servivano decentemente, adesso sono praticamente moribondi come gli esercizi appositi.
Questi
negozi e supermercati si stanno convertendo, a passi da gigante, per ricevere
solo dollari USA in contanti, mentre se le voci ufficiali lo smentiscono, la
MLC va scomparendo e la moneta nazionale non serve assolutamente per acquistare
nei negozi dello Stato destinati, appunto, alla valuta. Voci ufficiali dicono
che per la fine dell’anno ci sarà un’altra manovra tipo la famigerata
“riunificazione monetaria” che non ha riunificato niente e ha creato
un’inflazione spaventosa. Adesso ci sono attività private, prima inesistenti,
per l’acquisto di prodotti d’importazione tipo apparati elettrici o elettronici
per esempio, ma anche altri generi che possono operare a scelta anche con i tre
tipi di valuta in vigore, ma il pagamento con la moneta nazionale è un vero
suicidio.
Faccio
un esempio illustrando la situazione valutaria:
Cambio
di valuta LEGALE, presso le Banche, Casas de Cambio o casse degli alberghi:
1
Dollaro USA vale 24 Pesos
1 Euro
ne vale 28
La MLC
è parificata al Dollaro USA, ma non si opera in questi posti.
Cambio
illegale, ormai dilagante:
1
Dollaro equivale a 405 Pesos
1Euro
equivale a 451 Pesos
1MLC
equivale a 195 Pesos
Da
notare che il balzo in avanti è stato notevole negli ultimi tempi, infatti
prima le tre valute si aggiravano con poca differenza attorno ai 250 Pesos.
Vertiginosa impennata di Dollaro e Euro e conseguente caduta in picchiata della
MLC.
Ma al
di là di questo se, come sembra, dall’anno prossimo non esisterà più la MLC, i
nostri soldi veri come verranno accreditati e come ci saranno dati in banca?
Una
situazione a dir poco preoccupante.
P.S.: La spiegazione datami da una Direttrice di Banca è che la MLC è una moneta virtuale e i negozi in valuta hanno bisogno di incassare contante. Ma chi paga con Carta di Credito su Banca straniera non usa una moneta virtuale?
giovedì 28 agosto 2025
Russia/URSS, se non è zuppa è pan bagnato
Almeno per quello che riguarda la politica estera, non c’è molta differenza tra la defunta URSS e la Russia del reduce Putin.
Pur avendo cambiato il sistema politico ed economico interno, magari conservando personaggi di spicco nel vecchio regime, nel guardare all'esterno non ci sono stati cambi sostanziali. Guardando l’edizione in spagnolo di Russia Today mi rendo conto delle bugie e omissioni mandate, o no, in onda dall’emittente.
Un
alto funzionario del Governo ha dichiarato che la Russia non ha bisogno di
territori dato che è il Paese più grande del Mondo giustificando, senza citarla
apertamente, l’invasione dell’Ucraina per la difesa delle popolazioni che
abitano nelle zone di frontiera. In ogni caso la Russia è sempre vittima
dell’occidente e in particolare della NATO seppure quest’organismo non sia mai
intervenuto né pensi di farlo.
Sempre
l’alto esponente governativo ha accusato gli ucraini di colpire obbiettivi
civili, ma guarda caso proprio oggi e non certo da Russia Today si è appreso
del feroce attacco russo, con missili e droni, sulla capitale Kiev con la
distruzione di decine e decine di case di civili con un numero ancora
imprecisato di vittime. Il centro di Kiev è forse un arsenale rifornito dalla
NATO? E’ una base militare strategica? No, è i centro di una città con abitanti
che sono solo vittime della guerra e guarda caso non si trova in zona
frontaliera, ma molto lontano da essa.