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lunedì 31 dicembre 2012

Italiani a Cuba


Parafarasando un famoso proverbio, si potrebbe dire che “il Sergio ha perso il pelo, ma non il vizio”. Il pelo lo ha perso da molti anni, addirittura da quando, giovanissimo, ha lasciato la casa natìa nella provincia piacentina per frequentare un corso per direttori di albergo organizzato dalla Compagnia Italiana Grandi Alberghi. Al diploma di computista, acquisito in precedenza, aggiunse l’abilitazione alla professione e gli venne offerta la possibilità di avviare un nuovo centro turistico in una località sperduta, nell’allora provincia di Sassari: un luogo chiamato Porto Rotondo, dove la natura selvaggia dell’Isola era ancora ben intatta e “turismo” era una parola sconosciuta. Si cominciarono a costruire le infrastrutture del centro turistico e degli appartamenti e villette che lo integravano. In pochi anni fu il successo per una clientela di alto livello. Quello che è la Sardegna di oggi è sotto gli occhi di tutti, ma si può dire che quella fu la “genesi”.
Il “vizio” invece si mantiene ancora dopo anni densi di soddisfazioni e lavoro incessante. Un bel giorno decise di prendersi una vacanza, ma non una “normale”, accalappiato dal cugino praticamente “fratello” scelse un soggiorno a Cuba con una brigata di lavoro in condizioni che definire “spartane”, sarebbe un eufemismo. Sarà stato lo spirito dell’ambiente, la “magìa” che sprigiona Cuba, ma il posto lo colpì anche perchè per certi aspetti gli ricordava la Sardegna a cui è sempre rimasto legato e nella quale torna ancora oggi, quando ne ha l’occasione. Fu così che giusto all’inizio della decade degli anni ’80 decise di trasferirsi con armi e bagagli per mettere a disposizione la sua esperienza nel settore turistico.
Un discreto impulso glie lo offrì anche la sua passione per le immersioni e lo sport in generale. L’occasione glie la offerse un Tour Operator torinese, legato alla maggior azienda italiana, di cui divenne rappresentante e fiduciario sull’Isola. Con loro lanciò quella perla che si chiama Cayo Largo che ebbero in esclusiva per l’Italia per diversi anni. Il suo naturale istinto imprenditoriale però lo spinse oltre: tra le pieghe delle prima possibilità offerte dalle ristrette leggi cubane, specialmente dell’epoca, riuscì ad aprire per primo come straniero, e per un certo tempo unico, un’agenzia privata per il Turismo Specializzato giocando anche con l’acronimo spagnolo (Turismo ESpecializado) e il suo nome: TErni Sergio, la TES. Naturalmente la TES continuò a rappresentare il Tour Operator creando anche una sinergia comune. Oltre alla principale attività prettamente turistica, si dedicò anche a promuovere iniziative economiche e culturali allacciando preziose e importanti relazioni con istituzioni e personalità.
Tra le attività “collaterali” proposte spiccano i raduni di prestigiosi fotografi subacquei professionisti, in simbiosi con semplici dilettanti: “fotosub”, continuando l’idea del compianto Antonio Soccol. Da qua nacquero le amicizie e iniziative intraprese con famosi immersionisti come “Pipín” Ferrera, Deborah Andollo e Gianfranco Pellizzari, i giri turistici di Cuba in bicicletta ai quali partecipò anche il campione del Mondo Michele Dancelli, i rallie di auto d’epoca cui hanno preso parte personaggi di spicco nel mondo dei motori come Clay Regazzoni, Andrea Merzario, Nelson Piquet, Giacomo Agostini e Marco Lucchinelli, fra gli altri.
Arrivando alla fine del secolo e millennio, optò per nuove iniziative che lo portarono in un’altra isola dei Caraibi, molto più piccola, Los Roques e in Africa: Madagascar. Purtroppo il clima e lo stress gli procurarono problemi di salute consigliandogli il rientro in Italia, ma...il “vizio”, non perso come il pelo, lo ha spinto a tornare a Cuba e cimentarsi nuovamente nel settore del turismo, certamente più affollato di concorrenti e momentaneamente, si spera, in crisi come l’economia mondiale. Una nuova sfida per rilanciare LatitudCuba, affrontata con la consueta caparbietà, ma...la Sardegna rimane sempre in fondo al cuore.










3 commenti:

  1. Un caro saluto al Presidente.

    OLIO

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  2. Il presidente gradisce e contraccambia.

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  3. che storia bellissima e che grande uomo...da sardo innamorato di cuba e purtroppo vivendo nella grigia londra(completamente in crisi)la storia di sergio mi fa pensare ancora di piu a spingermi in un avventura a cuba..

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