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mercoledì 28 aprile 2021

Hemingway e la pesca al marlin

Fra poco, il 2 luglio, ricorrono 60 anni dal suicidio di Ernest Hemingway quando era prossimo al giorno del suo 62mo compleanno, il 21 dello stesso mese, nel suo ranch nell'Ohio. Il giorno prima ero arrivato al porto di New York, sbarcando al Pier 44, dal transatlantico Leonardo da Vinci al suo secondo viaggio. Papa’s, com’era conosciuto a Cuba, soffriva di una forte depressione probabilmente dovuta al riassunto della sua intensa vita fisica e intellettuale che lo aveva divorato dentro.

Poco tempo prima aveva scritto al suo grande amico, patron dello yacht “Pilar” che gli aveva lasciato in custodia, il canario naturalizzato cubano Gregorio Fuentes. Nella lettera diceva di essere amareggiato per paura di non poter scrivere a causa di un tumore maligno, peraltro mai diagnosticato e per questo preferiva dar fine alla sua esistenza. Gregorio lo raccontava a chi lo visitava a Cojimar, il paesello di pescatori alla periferia est dell’Avana che lo aveva accolto come un figlio. Il vecchio marinaio non mancava mai al suo appuntamento quotidiano col bar ristorante “La Terraza” dove sedeva nell’angolo che compartiva col suo compagno di pesca ed amico. Fra i tanti visitatori è toccato anche a me di andarci in più di una occasione dove ho avuto anche il piacere di conoscere Manolo, il cuoco che non era altri che il piccolo amico e confidente di Santiago, il protagonista de “Il vecchio e il mare” nella versione cinematografica magistralmente interpretata da Spencer Tracy, da qui l’adozione dello pseudonimo che uso nelle reti sociali e nel mio Blog.

Per ricordare il grande giornalista e scrittore ho pensato di tradurre un capitolo tratto dal libro “La Habana de Hemingway y otras historias” dell’amico Ciro Bianchi, forse lo scrittore più letto, oggi, a Cuba.

 

“Ernest Hemingway ha vissuto in questa casa gli ultimi 22 anni della sua vita. Quando si è installato nella “Finca Vigía”, a una trentina di minuti dal centro dell’Avana, era sul punto di concludere “Per chi suona la campana”. Nell’abbandonarla per sempre, aveva già percorso, come scrittore, il cammino della fama e meritato il Premio Nobel. Nella Finca sono rimasti, quindi, la sua Royal portatile, le tombe dei suoi cani, una cinquantina di gatti, i nove mila volumi che aveva raccolto nel corso della sua vita e che molti anni dopo fecero esclamare a Gabriel García Márquez: “Che biblioteca originale aveva quest’uomo!”

Hemingwy giunse a Cuba nella prima metà di aprile del 1928 assieme a Pauline Pfeiffer, la sua seconda moglie e quì fece il transito per andare a Key West dove terminó “Addio alle armi”. Tornò nel 1932 per pescare pesce spada nelle acque cubane. Nel 1933 tornò ancora e scrisse la sua prima cronaca con tema cubano. A partire da allora non sciolse più il vincolo con “quest’isola lunga, bella e sfortunata”, come citò Cuba ne “Verdi colline d’Africa”.

“Il vecchio e il mare” (1952) è per eccellenza il racconto “cubano” di Hemingway. Parte della trama del postumo “Isole nel Golfo” (1970) si svolge a Cuba. Anche in qualcuno dei suoi racconti e in moltissimi dei suoi articoli giornalistici si menziona Cuba. Lo scenario di “Avere e non avere” (1937) è un buona parte cubano.

In un’occasione espresse: “A Cuba mi sento come a casa; lì dove un uomo si sente come a casa, a parte il luogo dove nacque, è il posto in cui era destinato”.

Hemingway era, nella decade del ’30, un turista dalla sospetta reincidenza che ogni anno trascorreva a Cuba I mesi di maggio, giugno e luglio che sono i mesi del passo dei pesce spada.

Il suo primo rifugio avanero fu l’hotel Ambos Mundos, nella calle Obispo, molto vicina al porto. La camera, allora senza numero, di quella installazione dove alloggiò invariabilmente, si conserva intatta. Alle cinque del pomeriggio, dopo una giornata di pesca, Hemingway si chiudeva nella stanza, ordinava la cena e si metteva a scrivere: lo faceva a letto, a mano e poi dattilografava il suo manoscritto senza quasi introdurre correzioni. Nel 1958, nella sua celebre intervista con George Plimpton ricordava: “L’Ambos Mundos dell’Avana è stato un buon posto per lavorare”.

Dalla sua cronaca “La pesca del pesce spada all’altezza del Morro”, con la quale tornò al giornalismo dopo essersi allontanato da questa professione per oltre dieci anni, si conoscono non poche abitudini di quell’ospite dell’Ambos Mundos.

Dormiva con i piedi rivolti a levante; in questo modo quando il sole cominciava a colpirlo in faccia, lo obbligava a lasciare il letto. Dalla finestra adocchiava i dintorni: la Cattedrale, l’entrata del porto, Casablanca, i tetti delle case. La bandiera cubana che ondeggia sul Morro gli indicava la direzione del vento e  ricci di mare gli facevano scoprire se gli Alisei soffiavano dal primo mattino. Allora le condizioni erano favorevoli alla pesca del pesce spada e il narratore, dopo una doccia, si infilava un vecchio pantalone cachi una camicia qualunque, dei mocassini asciutti e scendeva a far colazione: un bichiere di acqua di Vichy, un altro di latte freddo e una fetta di pane, prima di dirigersi all’imbarcazione.

A volte in bermuda, con ciabattine basche, quasi sempre senza calze e con una camicia leggera, lo si vedeva camminare per la calle Obispo. Ne “Isole nel Golfo” evocò gli odori caratteristici di questa via: quello della farina immagazzinata in sacchi, quello della polvere di farina, quello delle casse d’imballaggio appena aperte, l’odore del caffé tostato “che era una sensazione più forte che quella di un sorso in mattinata”, il delizioso odore di tabacco…

Lo scrittore si trovava bene all’Ambos Mundos per la centralità della zona e la vicinanza al porto dove ormeggiava il suo yacht. Ma a Maria Gelhorn, la sua terza moglie, cominciava a dare fastidio la stanza anonima, spersonalizzata e la mancanza di riservatezza durante le visite degli amici del marito. Fu lei che cercò e trovò la Finca Vigía. A Hemingway, inizialmente, non piacque il posto: era troppo lontano dal Floridita.

Una buona parte di “Isole nel Golfo” si svolge in questo bar dell’Avana. In queste pagine del romanzo il lettore vede deambulare un personaggio che lo scrittore chiama Liliana l’onesta. Nella vita reale si chiamava Leopoldina, una prostituta mulatta che “faceva la vita” nel Floridita e che fu il grande amore cubano del romanziere. La ricordava ne “Isole nel Golfo”: “Aveva un bellisimo sorriso, degli occhi scuri meravigliosi, così come splendidi cpelli neri…Aveva una pelle liscia come un avorio color oliva, se questo avorio esistesse, con un leggero tono rosa…”

La Terraza, ristorante marino del paese di pescatori di Cojimar, fu all’Avana, un ‘altro dei luoghi preferiti da Hemingway. Nel Floridita si evidenzia il posto dove lo scrittore soleva sedersi, il primo sedile a sinistra del bancone e alla Terraza, il suo tavolo di sempre nell’angolo sinistro, vicino alla finestra.

“È molto gradevole stare quì” dice il protagonista di “Isole nel Golfo”, alludendo a la Terraza; e nello stesso romanzo descrive il daiquiri col suo colore e sapore esatti. “Bicchiere di acque superiori”, lo definiva Hemingway.

Nel 1949, in una cronaca, spiegò le ragioni della sua lunga residenza cubana. Naturalmente parlò della Corrente del Golfo “dove c’è la migliore e più abbondante pesca che ho visto in vita mia”; delle 18 qualità di mango che si raccoglievano nella sua proprietà, del suo allevamento di galli da combattimento…e aggiunse con indifferenza: “Uno vive in quest’Isola […] perché nel fresco del mattino si lavora meglio e con maggiori comodità che in qualunque altro posto”.

Lì conluse “Per chi suona la campana” e scrisse “Al di la del fiume, tra gli alberi”, “Il vecchio e il mare”, “Fiesta” e “Isole nel Golfo” oltre a un altro romanzo che lasció inconcluso: “Il Giardino dell’Eden”. Inoltre moltissimi articoli e cronache per pubblicazioni periodiche, fra di esse “Un’estate di sangue” riferita al confronto fra i toreri Antonio Ordoñez e Luis Miguel Dominguín ai quali presenziò in Spagna l’anno prima e che dicono i suoi biografi, ebbe molte difficoltà per terminarla.

“Io ho sempre avuto fortuna scrivendo a Cuba […] espresse in una lettera e poco dopo aver saputo di essere vincitore del Premio Nobel dichiarò in un’intervista: “Questo è un premio che appartiene a Cuba, perché la mia opera è stata pensata e creata a Cuba, con la mia gente di Cojimar di dove sono cittadino. Attraverso tutte le traduzioni è presente questa patria adottiva dove ho i miei libri e la mia casa.”

In una cronaca giornalistica del 1936, Hemingway raccontò in meno di 200 pariole la storia che avrebbe sviluppato, anni dopo, ne “Il vecchio e il mare”. Gli studi coincidono che si ispirò in un pescatore di Cojimar di nome Anselmo Hernández, cosa che non esclude che altri pescatori della zona apportassero elementi al suo personaggio. La storia del racconto è ben conosciuta, il suo senso ben evidente. Hemingway lo mette in bocca a Santiago, il protagonista; “L’uomo non è fatto per la sconfitta, l’uomo può essere distrutto, non sconfitto”. Lo scenario del racconto è il mare e la lotta del vecchio contro i pescecani che finiscono per strappargli il frutto della sua pesca, è quella dell’uomo per la sua vita. Lo scrittore dirà: “Ho cercato di descrivere un vecchio reale, un ragazzo reale, un mare reale, un pesce reale, dei pescecani reali, ma se li ho realizzati bene e sono sufficientemente reali possono significare molte cose. Quando si scrive bene e con sincerità di una cosa questa, dopo, significherà molte altre cose”. E aggiunse senza ambascia né modestia che “con il Vecchio e il mare è come se, finalmente, avessi dato espressione a tutto quello che ho perseguito nella vita”.

Scriveva in piedi, già negli ultimi anni, sulla pelle di un kudu perché cosi “pensavo con maggior chiarezza”. Si alzava presto e abbandonava il lavoro solo quando arrivava a un punto dove sapeva con certezza quello che sarebbe successo dopo. Raggiungere, in una giornata, circa 500 parole “pulite” per lui era soddisfacente e mai avrebbe messo in machina i passaggi più difficili, ma i dialoghi sì.

La Finca Vigía, dice García Márquez, fu l’unica casa veramente stabile che lo scrittore ebbe nella sua vita. Mary Wels, la sua quarta e ultima moglie mise, fin dove poté, ordine nella tenuta e nell’esistenza del romanziere. Siccome questi si lamentava di quanto lo importunassero I visitatori, Mary si occupò di far costurire la torre di tre piani annessa alla casa. L’ultimo piano sarebbe stato la stanza di lavoro di Hemingway. Egli salì un giorno e vi rimase un quarto d’ora durante il quale si impegnò, invano, a redigere una frase. Scese e non usò mai più quel luogo per scrivere. Commentò che non poteva resitere alla solitudine.

“Guardate come mi ammazzerò” diceva ai suoi amici nella Finca Vigía. Collocava il calcio del suo fucile Mannlicher Schoenauer 265 sul pavimento e appoggiava la canna sul palato. Poi premeva il grilletto con l’alluce di un piede, si sentiva uno scatto secco ed esclamava sorridente: “Questa è la tecnica del hara-kiri col fucile”.

Alla sua morte, all’Avana, si lesse il testamento di Hemingway. Fra gli altri lasciti trapassava la proprietà della Finca Vigía allo Stato Cubano. Il vechio scrittore, tanto restìo a ricevere altri scrittori a casa sua, volle che l’ambiente fungesse da luogo di riunione di giovani intellettuali e artisti e che lì funzionasse anche un centro per gli studi botanici. Fidel Castro che ammirava molto Hemingway e che lo conobbe personalmente durante uno dei tornei di pesca al pesce spada che lo scrittore organizzava, propose allora che la Finca si convertisse in museo, suggerimento che la vedova del narratore accettò.

Più che un museo, la Finca Vigía continua ad essere la casa di Hemingway. Anche vuota sembra, senza dubbio, piena di vita. Da l’impressione che il suo proprietario non sia morto, ma assente e che da un momento all’altro ritorni dal Floridita o da una battuta di caccia.

Quindi lascerà in qualche angolo la sua carabina e guarderà superficialmente la corrispondenza. In definitiva sul tavolo della biblioteca c’è un timbro di gomma che dice: “Io non scrivo mai lettere”. Ingerirà un sorso (“Un buon whisky è molto gradevole, è una delle cose più gradevoli dell’esistenza”) poi si collocherà davanti alla sua Royal portatile per proseguire il lavoro del raro a ambizioso romanzo che non è mai giunto a concludere.

lunedì 26 aprile 2021

26 aprile, due tragedie per l'Umanità

Una data, due tragedie a distanza di quasi 50 anni. Il 26 aprile del 1937, durante la Guerra Civile spagnola le truppe repubblicane di Franco assaltarono Guernica, questa cittadina dei Paesi Baschi e chiesero, ottenendola, la collaborazione della Luftwaffe nazista che la rase al suolo senza via di scampo di quasi tutti I suoi abitanti. Questo bombardamento servì all’aviazione nazista come addestramento alle future incursion della Seconda Guerra Mondiale. Oggi Guernica è ricostruita e la memoria di quei tragici fatti è racchiusa nel celebre quadro di Pablo Picasso, dipinto a Parigi ed esposto nel Museo Nazionale di Madrid.

Il 26 aprile 1986, invece, ebbe luogo il disastro nucleare della Centrale Atomica di Chernobil, in Ucraina, che oltre alle vittime e alle sequel che ha comportato nella popolazione locale, ha messo in allarme tutta l’Europa Centro Meridionale e il Mediterraneo.

Due tragedie diverse, ma sempre con il segno dell’uomo

mercoledì 21 aprile 2021

La favola del pallone

C’era una volta un piccolo stadio con capacità di circa 50 mila spettatori in piedi, con un solo anello e tre ordini di posti: popolari dietro le porte, e sud, distinti sul lato nord est e tribune sul quello sud ovest. Il terreno, argilloso, con la pioggia diventava un pantano e il campo era superiore alle misure stabilite, oggi, dalla FIFA e si estendeva per 110x60 metri. Enorme. Poi è arrivato il secondo anello, per anni inconcluso e quindi il terzo. A quando il quarto?

La domenica pomeriggio da agosto al giugno seguente era un rito per i milanesi appassionati del Gioco del Calcio, in dialetto milanese froeubi, recarvisi dopo un frugale pranzo per assistere alla sfilata della Banda dell’ATM e spesso alle partite delle giovanili dell’Inter o del Milan a seconda di che giocasse “in casa”, come preambolo alle partite delle due squadre ambrosiane. Un rito ripetuto ogni due settimane per l’alternarsi delle due squadre. La magia dell’attesa.

Un rito che è durato fino alla fine degli anni ’60, circa, quando le squadre erano rigorosamente composte da 11 giocatori, le panchine occupate dagli allenatori, medici, massaggiatori e un dirigente. Se si infortunava il portiere doveva entrare fra i pali, rigorosamente quadrati, uno degli altri giocatori e si restava in 10. In caso di ulteriori infortuni o espulsioni la partita continuava fino a che la squadra danneggiata non rimanesse con 7 giocatori in totale. Terminava col punteggio acquisito.

Le Coppe, Nazionali e internazionali si svolgevano rigorosamente il mercoledì.

Tutto questo quando il “Gioco” era ancora uno Sport, ma la televisione prima e la voglia di diventare da Presidenti onorari ed onorifici di molti, in impresari dai grandi guadagni, ha trasformato lo sport in spettacolo mantenendo la caratteristica di gioco.

Sono cambiate le regole, la tecnologia applicata a indumenti, terreni di gioco, palloni e porte, le scarpe avevano I tacchetti formati da dischetti di cuoio trattenuti da quattro chiodini che con il consumo  penetravano nella suola e nei piedi , il pallone  di cuoio aveva una camera d’aria di gomma ed era chiuso da una stringatura tipo scarpe e se capitava di dare un colpo di testa in coincidenza con questa, magari  se carico di “effetto” erano dolori, per non parlare di quando era inzuppato d’acqua e pesava qulche chilo. Da rito si è passati a Circo. I bilanci pazzeschi e impazziti dei club consentono contratti multi milionari  a molti, però non proprio a tutti. Non voglio fare il puritano a tutti i costi, nello Sport, qualunque sia, è giusto che esista il professionismo e anche ben pagato, magari in forma più equa e non da classico schiaffo alla miseria.

I giocatori, specialmente i migliori sono sempre stati idolatrati, ma non c’era il divismo e gli atteggiamenti da extra terrestri di alcuni. Un sano tifo al pane e mortadella, magari da condividere con qualcuno degli atleti.

Adesso si parla di “Superlega” per far arricchire ancora di più i nababbi e impoverire o far fallire le Società minori. Non escluderei un Campionato Europeo in sostituzione della famosa e snaturalizzata Champions League, ma con le dovute regole e aperto a tutti.

 

 

 

martedì 20 aprile 2021

Una foto per la Storia

Scattata, da me, nell’aprile 1989 al Palacio de la Revolución in occasione della firma dell’ultimo accordo Cuba-Urss, in occasione della visita di Gorbachëv. Dietro di lui il Ministro degli Esteri Eduard Shevarnadze e a destra in secondo piano Carlos Rafael Rodríguez, all’epoca Presidente della Repubblica, fra le altre personalità invitate.






 

venerdì 16 aprile 2021

Altra svolta epocale nella Storia di Cuba

 Dal corrispondente del Manifesto all'Avana:

L'AVANA • L’isola, nella morsa di crisi economica, pandemia, bloqueo anche con Biden e nodi politici, cambia dirigenza: dai leader della rivoluzione di Fidel alla generazione post-1959

 

Cuba, la sfida del congresso del Pcc, Raúl Castro non sarà più segretario 


Raùl Castro

Roberto Livi4 m

L'AVANA

Per I’urgenza dei temi e dei problemi che deve affrontare, l’VIII Congresso del Partito comunista cubano che inizia oggi è destinato a rappresentare un evento storico per l’isola. È il parere diffuso tra i principali analisti e intellettuali dell’isola, dissenso compreso.

La rinuncia di Raúl Castro alla sua ultima carica, quella di primo segretario del Pcc, segna la conclusione della fase di transizione della dirigenza del paese dai leader (ultraottantenni) della rivoluzione di Fidel alla «generazione nata dopo il 1959». La quale, secondo il noto commentatore televisivo Humberto López, «dovrà ricoprire ruoli importanti».

Per la prima volta in sessant’anni nessun membro della famiglia Castro occuperà un posto di potere. L’unica personalità pubblica che porta questo cognome, è Mariela, figlia minora di Raúl: deputata dell’Assemblea nazionale del Poder popular, è nota principalmente per il suo lavoro nella società civile come direttrice del Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex).

Il pensionamento di Raúl Castro però era una decisione annunciata già nel 2018, quando indicó come suo Delfino alla presidenza della Repubblica Miguel Díaz-Canel. Al quale, come è ufficiosamente annunciato da settimane, lascerà anche la carica di primo segretario del partito. Per il resto vi sono solo speculazioni su chi ne seguirà l’esempio (e l’indicazione) lasciando la propria carica.

Una delle figure principali è il secondo segretario, José Ramón Machado Ventura, novantenne braccio destro di Raúl e di fatto il dirigente che controlla l’apparto di base del partito in tutto il territorio. Altro personaggio storico dell’Ufficio politico chiave per i prossimi equilibri al vertice del partito è il Comandante della rivoluzione, Ramiro Valdés, 88 anni, attuale primo vicepremier e che alcuni analisti vedono come un contrappeso al crescente ruolo dei militari nel Pcc.

Lo straordinario e complesso scenario nazionale e internazionale nel quale si svolge il Congresso – una grave crisi economica resa ancor più drammatica dall’aggressività della terza ondata del Covid-19; la sostanziale continuità della línea aggressiva di Donald Trump adottata dall’attuale presidente degli Usa, Joe Biden; l’evoluzione sempre più complessa e plurale della società cubana e l’emergere di una frattura del consenso politico interno – indica che dai nuovi equilibri del vertice del Pcc dipenderà il futuro prossimo dell’isola.

Secondo la nuova Costituzione del 2019, infatti, il partito comunista rappresenta non solo l’unica organizzazione politica ammessa, ma anche la «forza politica». Al dibattito dei tre giorni del Congresso e alla (almeno in parte) nuova direzione del Partito che ne sarà l’espressione spetta dunque il compito di dare risposte alla drammatica crisi. E a quelle che, secondo vari analisti, come il professor Fabio Fernández Batista, sono le principali aspettative dei cittadini.

Sul piano económico, vi è una richiesta generale perché siano portate a termine senza pause le riforme varate proprio dall’allora presidente Raúl nei precedenti congressi – i cosidetti «Lineamenti» (del 2011) e «la Concettualizzazione» (del 2016) del modelo económico cubano – per dare concretezza all’aspirazione a un «socialismo prospero e sostenibile». E soprattutto alle aspettative dei cittadini di verificare nella quotidianità un salto qualitativo delle loro aspirazioni a una vita migliore.

Da quattro mesi è in corso la Tarea Ordenamiento, una reforma monetaria, cambiaria e economica che rappresenta solo una parte del complesso delle riforme progettate e necessarie. Gli esiti per ora non sono quelli sperati, l’inflazione è superiore al previsto con costi molto alti dei generi di prima necessità, mentre l’apertura di negozi in dollari statunitensi ha allargato la forbice sociale. Gli stimoli per favorire un aumento della produzione e la sostituzione delle importazioni non funzionano come previsto. Specie nel settore strategico dell’agricoltura, il cui ministro è stato sostituito proprio alla vigilia del Congresso.

La relativa chiarezza programmatica dell’impulso riformatore voluta da Raúl contrasta con la lentezza della sua messa in marcia: dopo dieci anni una buona parte del pacchetto di riforme deve ancora vedere la luce. Segno evidente di un settore burocratico-conservatore del partito e dello Stato che resiste ai cambiamenti.

Questa situazione si riflette anche nelle relazioni tra la popolazione e il Pc. Secondo i dati a disposizione del 2016, sarebbero 670.000 i militante del Pcc di fronte a una popolazione di 11,3 milioni. Rinnovare la direzione del partito con persone che appoggino apertamente le riforme è una misura indicata da alcuni analisti per rafforzare il dialogo e l’interazione con la base del Pcc.

A livello político si delinea la richiesta di coniugare la «continuità» (assieme all’«unità» è la parola d’ordine del Congresso) con un approfondimento della democrazia partecipativa inerente al socialismo cubano e prevista dalla Costituzione.

 


venerdì 9 aprile 2021

Per accedere ai libri

 Per poter accedere e scaricare gratuitamente i libri, cliccare sulle immagini relative, a sinistra.

giovedì 8 aprile 2021

Veterani del Turismo a Cuba

 Ho avuto il piacere di essere ammesso al gruppo di FB Veteranos del Turismo en Cuba, dove si possono ritrovare persone e luoghi che non si vedono anche da molti anni.

martedì 30 marzo 2021

Questa è la democrazia

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/29/Italia-ingrata-vota-a-favore-delle-sanzioni-contro-Cuba-uno-schiaffo-in-faccia/6149262/ 


Il Governo di Unità Nazionale, telecomandato dalla destra che notoriamente difende i Diritti Umani, particolarmente quelli delle minoranze e delle donne, ha votato una risoluzione promossa dagli Stati Uniti d’America, dove fra gli altri Diritti Umani si ha quello di morire ammazzati andando a fare la spesa e si ha diritto di intervenire militarmente a con sanzioni contrarie a ogni norma internazionale, sostenendo il diritto di mantenere le sanzioni contro Cuba.

venerdì 26 marzo 2021

Sorpresa e delusione

Sono rimasto veramente sorpreso e deluso che durante la fase ampliata di prova del vaccino Soberana 02 che coinvolge alcune zone dellAvana, compresa Jaimanitas dove risiedo, sia stato escluso dallo screening in quanto straniero, seppure residente permanente con tutti I diritti e doveri dei cittadini cubani, escluso il voto, ma compresi gli altri servizi medici e sanitari gratuiti. Sarà che per diritto di cittadinanza il virus non mi potrebbe colpire? Non potrei contagiarmi e contagiare chi mi circonda? Forse, quando c’era Lui, non sarebbe successo.

 

sabato 20 marzo 2021

Domande ingenue o provocazioni

 C’è ancora chi si domanda cosa c’entra il bloqueo con i medicinali, domanda ingenua, da disinformati o provocatoria? Al di là del fatto che un Governo o Regime piaccia o non piaccia, sia “buono” o “cattivo" secondo il punto di vista, sia democratico o totalitario, il fatto deterrente delle sanzioni rimane. Nel caso di Cuba durano da circa 60 anni con alti e bassi a seconda del Presidente in carica negli USA. Con Strunz si è raggiunto il massimo storico che non si è ancora alleviato col “democratico” Biden.

Non si deve essere degli Enrico Cuccia o Mario Draghi per sapere o almeno immaginare che un Paese del Terzo Mondo già di per sé con economia fragile indipendentemente dal Governo o Regime che abbia, ha enormi difficoltà negli interscambi con l’estero e se a ciò si aggiungono le sanzioni con strette finanziarie extra territoriali, strette creditizie, pressioni economiche, politiche e diplomatiche su Paesi terzi, non è difficile tirare le somme per sapere che il “bloqueo” influisce pesantemente su qualsiasi prodotto o bene in commercio,  dai generi alimentari, agli articoli per la casa o per l’uso quotidiano alle medicine e specialmente ai prodotti chimici per produrre princìpi attivi nelle ricerca per finire al raffinamento del petrolio. OGNI sfera economica è toccata in modo grave da queste sanzioni, nel caso specifico del “bloqueo”, mantenuto dagli Stati Uniti d’America nei confronti di Cuba e che non sono, proprio per niente, un provvedimento unilaterale per le diramazioni che hanno.

Se per eliminare questi provvedimenti si deve essere di nuovo un neo colonia, i cubani, o la maggior parte di loro, fino ad oggi hanno detto NO a rinunciare alla propria sovranità e indipendenza a costo di sacrifici inimmaginabili nell opulento Mondo Sviluppato, al di là delle ristrettezze create dalla Pandemia che a molti sembrano da Apocalisse e che i governanti maneggiano in modo almeno strano vaccinando i cittadini per ordine d’età e non per categoria di rischio di infettarsi e/o infettare il prossimo.

giovedì 18 marzo 2021

Album dei ricordi

 Viramas (Granma) Cuba, inizio anni '90


























venerdì 12 marzo 2021

Quando si abusa della fede altrui

Negli Stati Uniti, particolarmente in Florida dove abbondano le sette cosiddette religiose i cui ”pastori” si arricchiscono come Cresi, durante le funzioni “religiose” alcuni di loro spargono voci allarmistiche che meriterebbero attenzione penale relative ai vaccini anti Covid-19. Allertano i loro seguaci dicendo che i vaccini sono degli “anticristo” che “provengono da feti abortiti” e anche “che contengono un microchip col quale il Governo sa sempre dove sei e cosa fai”.

Sono frutti della “libertà” sbandierata dagli States, speriamo che non vengano di moda anche in Europa, come molti altre manifestazioni più o meno “libertarie” arrivate da oltre Atlantico.

mercoledì 17 febbraio 2021

I grandi "conoscitori" di Cuba

 Mi è capitato di leggere, su FB, commenti che mettono in dubbio la capacità di Cuba di produrre vaccini per la Covid-19 beffeggiando la posizione di “potenza medica” in quanto le farmacie sono sprovviste dei più elementari prodotti da banco o farmaci di uso comune cosa senz’altro vera, ma non si dovrebbe confondere la “potenza medica” da “potenza farmacistica”, da non confondere con farmaceutica. Cuba ha a suo credito, da anni, decine di prodotti biotecnologici d’avanguardia anche nei Paesi sviluppati, come il fattore di crescita epidermica, la cura dell’ulcera del piede diabetico, il vaccino per il cancro ai polmoni, l’interferone, altri fattori ricombinanti, gli anticorpi monoclonali o la melagenina di cui si meravigliavano giá negli anni ’80, fior di scenziati anche italiani. Sicuramente nel Terzo Mondo, ma non solo, Cuba è una potenza medica, cerificata dalla OMS o dalle centinaia di missioni svolte in altri Paesi per combattere l’Evola (Africa), le calamità naturali e guarda caso, il Covid-19 recentemente anche in Italia, Paese del Mondo Sviluppato e una delle principali potenze economiche mondiali. La Brigata Medica Henry Reeve  è stata proposta da più parti per il Premio Nobel per la Pace.

Questi denigratori evidentemente conoscono la realtà cubana, ma solo per un verso quello fatto vivere dalle loro amichette che  nei loro soggiorni sessuali hanno fatto pesare le difficoltà economiche per offrire prestazioni che in Italia, i “conquistadores”, non avrebbero mai ottenuto per prezzo e qualità.

I negozi sono vuoti, non solo le farmacie, ma noi che viviamo qua facciamo buon viso a cattiva sorte e stiamo vivendo un periodo differente, ma per certi versi anche peggiore del “Periodo Especial de Guerra en Tiempo de Paz” degli anni ’90. Trascurano,  i “trombeurs de femmes” di riconoscere che questo peggioramento della situazione economica è dovuto a un anacronistico e criminale embargo che dura da oltre 60 anni e che negli ultimi quattro è stato reso ancora più feroce e spietato dal grande Donald Strunz. Molti semplificano il problema pensando che se non possono comprare negli USA, possono comprare da un’altra parte, ma non pensano che non si tratta solo di comprare, ma anche di vendere per avere un’economia sostenibile e senza esportazioni nei mercati naturali o linee di credito per gli acquisti, dovuti alle pressioni economiche e diplomatiche verso Paesi terzi, vorrei vedere quale altro Paese riuscirebbe a stare a galla seppure con le rimesse famigliari che risolvono, quando possibile, necessità individuali, non certo collettive. È comprovato che il marxismo non è certo la soluzione migliore per l’economia nel mondo dell’Homo Sapiens, ma in attesa della nascità, se ci sarà dell’Homo Utopicus, un socialismo sostenibile tipo Cina o Vietnam potrebbe essere una soluzione accettabile, ma non attuabile fino a che ci sarà l’ostilità del gigante a 90 miglia che non consente di creare un po’ di ricchezza da suddividere. 

martedì 16 febbraio 2021

Album dei ricordi

Con Fidel

Il primo incontro con Fidel


Con tre grandi dello Sport: Mirella Luis, Javier Sotomayor e Ana Fidelia Quirot


Con Carlos Puebla, indimenticabile autore di tante canzoni fra cui Hasta siempre Comandante


Con un grande delle Arti Sceniche Cubane: Enrique Molina e la sua compagna tristemente scomparsa, Elsa


Con Ernesto Guevara Lynch, padre del "Che"


Con l'indimenticato e indimenticabile Juan Padrón, padre di Elpidio Valdés e tanti altri personaggi


 

domenica 14 febbraio 2021

Assolto, come previsto

Come previsto è arrivata la seconda assoluzione di Strunz dal processo politico a suo carico, presentato doverosamente, anche se ingenuamente meno del primo, dal Partito democratico. Un fatto molto grave che lascia aperta la possibilità, per un Presidente uscente, di compiere qualunque cosa restando impunito. L’unico aspetto positive è che non si è creato un “martire” e si spera che per il 2024 rimanga un tema di riflessione per gli elettori anche se la memoria, oggi, è molto corta.

venerdì 12 febbraio 2021

Album dei ricordi


Album dei ricordi: Scuola di Chimica, L'Avana anni '80, la pattuglia italiana quasi completa, da sinistra: Aldo Abuaf (Turismo e media), Mario Demaria (Fiat Allis), Mario Baldassarri (Turismo, deceduto), Luciano Campoli (Ambasciata d' Italia), Gianni Potente (Ambasciata d'Italia), Marco Gorini (Marcolini, Fiat Allis), Aldo Peano (Leñador, imprenditore)

Tra i soviet, rivali, c’era un certo Viktor (KGB) che era molto bravo tecnicamente, mentre gli altri erano più che altro muscolosi.

Al momento della foto mancavano diversi altri giocatori come Sergio Terni o personale dell’Ambasciata come i due segretari dai piedi buoni, Benassi e Varriale o l’addetto all’ufficio Consolare Bianchi pure di buon livello. L’altro addetto consolare, Preite, era solo volonteroso e dava del “lei” al Pallone, meglio comunque di Baldassarri (RIP) che gli dava solo del “voi”.

 

 

Misteri cubani

Se l’Oriente è, per antonomasia misterioso, anche Cuba non scherza. A seguito del cosiddetto “riordinamento” partito dal 1° gennaio scorso, si sono verificati aumenti sproporzionati di prezzi per alcuni beni o servizi e per altri no. Vediamo qualche esempio: carburanti, telefoni e stampa non hanno avuto variazioni degne di nota. Al contrario, trasporti, gas liquido, elettricità e tassa di circolazione dei veicoli sono schizzati con balzi, nel migliore dei casi, di un 400%. La bombola di 10 kg. di gas liquido passa da 7 (sette) pesos a 180, gli autobus urbani da 40 centesimi a 2 pesos, l’elettricità ha avuto un incremento di 5 volte, la tassa di circolazione da circa 40/50 pesos all’anno a seconda del tipo di veicolo è passata a 1300! Il pane (razionato 80 gr. al giorno) da 5 centesimi a 1 peso.

Siamo d’accordo che alcuni prodotti o servizi dipendono principalmete dal petrolio che viene in gran parte importato, ma nel caso del gas liquido che è comunque razionato in ragione di una bombola al mese ed è un prodotto sovvenzionato, non è stato un po’ brusco un aumento così repentino? Per decenni lo Stato ha accumulato ingenti perdite, adesso le vuole recuperare di colpo? La tassa dicircolazione, invece, non dipende da nessuna importazione, allora cosa vuol dire questo aumento siderale? Non si potevano, almeno valutare aumenti graduali nel tempo? Il costo del trasporto urbano, per il suo valore relative sembra poco, ma sono pure sempre 5 volte il precedente.

Il carburante, dipendente dalle importazioni, non ha avuto aumenti di rilievo e mi sembra una scelta adeguata in quanto senza circolazione di veicoli ci sarebbe una paralisi ancora più seria dell’economia, la stampa ovviamente è stata mantenuta ai prezzi anteriori in quanto voce ufficiale del Governo. Per i telefoni, meno male perché  le comunicazioni sono spesso indispensabili.

Un altro dei misteri, simile al gioco delle tre carte, è l’import export di alcuni prodotti come la birra o il caffé. Le marche di birra nazionale Cristal (leggera) e Bucanero (forte) sono praticamente sparite dal mercato, presumibilmente per essere esportate o forse per mancanza di lattine per invasarle? in compenso si trovano le più disparate marche di birra di importazione, a prezzi almeno doppi, senza che se ne conosca il motivo. Il caffé, prodotto che dovrebbe eccedere, è un altro dei generi scomparsi, ma non così sembra, alla Borsa del Caffé di Londra, in compenso lo si importa per garantire la quota mensile razionata e mescolata con farina di ceci.

Questi sono solo esempi, lampanti e che mi vengono alla mente, però mi sembra davvero che competano con i più reconditi misteri dell’Oriente.

mercoledì 10 febbraio 2021

Vaccino cubano e lavori autonomi

Da qualche giorno circola su diversi organi d’informazione internazionali, anche italiani, la voce che Cuba metterà a disposizione gratuita anche dei turisti, il vaccino Soberana 02 che dovrebbe terminare la terza fase di sperimentazione il prossimo mese di marzo. Attualmente le cose non sono esattamente così: risulta che si metteranno in vendita “pacchetti” turistici che comprendono la possibilità facoltativa di ottenere il vaccino e questo potrebbe essere se non completamente gratuito, almeno a costo vantaggioso anche per incentivare il turismo internazionale di fatto scomparso. Diverso sarebbe per chi prendesse un aereo, senza servizi prenotati e sbarcasse come “turista fai da te”. Immagino che anche in questo caso si troverà una soluzione economica, ma è ancora tutto da vedere. Intanto si procede anche nello sviluppo di altri tre vaccini cubani: Soberana 01, Abdala e Mambisa che sono ancora nella seconda fase di sperimentazione. L’ultimo ha la particolarità di essere somministrato per via nasale e tutti, secondo gli addetti ai laboratori di sviluppo, hanno un basso costo di produzione, facilità di conservazione, lunga e forte efficacia.

Buone le prospettive di esportazione con diversi Paesi già interessati all’acquisto di un buon numero di dosi.

 

Nel campo dei lavori  indipendenti, si sta preparando una vera Revolución portando la possibilità di svolgerli dalle attuali 127 voci a circa 1200, escludendone 124, capovolgendo la situazione. Le attività escluse sono quelle strategiche e quelle considerate di competenza dello Stato come la salute e l’istruzione di base. Nelle misure in corso di attivazione si prevede uno snellimento burocratico adottando uno sportello unico per le pratiche relative al rilascio delle licenze, un riordinamento fiscale, la possibilità di ottenere più licenze in particolare a servizi o lavori affini, per fare un esempio un esercizio di parrucchiere potrebbe trasformarsi in vero e proprio salone di bellezza con tutto quanto richiesto per la cura della persona ed avere la possibilità di poter servire generi di conforto come caffé, bibite o altro ai clienti in attesa o con interventi particolarmente lunghi. Altro aspetto è quello di una maggior flessibilità adottata dalla Dogana per merci importate se inerenti all’attività svolta e la possibilità di esportazione anche per privati, seppure sembra che questa modalità sia già in atto. 

lunedì 1 febbraio 2021

Album dei ricordi

 





mercoledì 27 gennaio 2021

In vista il vaccino cubano

 Il corrispondente del Manifesto dall'Avana ha pubblicato:


Sei mesi per vaccinare gli 11 milioni di cubani con il Soberana nazionale

Pubblico e gratuito. Potranno vaccinasi tutti i cittadini, gratuitamente su base volontaria. E sono interessati all’acquisto di Soberana02 anche altri paesi come Venezuela, Vietnam e Iran.

Roberto Livi

Edizione del 27.01.2021

Pubblicato 26.1.2021, 23:59

Produrremo entro l’anno 100 milioni di vaccini Soberana02 contro il Covid-19, per immunizzare la popolazione cubana, e l’estero». È l’obiettivo di Vicente Vérez Bencomo, direttore dell’Istituto Finlay. Cioè l’Istituto che ha sviluppato il vaccino, progettato e prodotto con tecnologia cubana e finanziato al 100% dallo Stato cubano. Cuba diventerà così l’unico paese al mondo autosufficiente nell’immunizzare la propria popolazione (poco più di 11 milioni). Entro sei mesi, secondo Vérez, potranno venir vaccinati tutti i cittadini, gratuitamente e su base volontaria. E si sono dimostrati interessati all’acquisto di Soberana02 Venezuela, Vietnam e Iran. E’ stato raggiunto un accordo in base al quale la terza fase della sperimentazione del vaccino – nelle prossime settimane- sarà attuata anche in Iran su circa 150.000 volontari. Un’ampia collaborazione in questo settore viene sviluppata anche con il Pakistan e l’India.

Vérez non ha specificato il prezzo di Soberana02, mentre si stanno sviluppando nell’isola altri tre vaccini: Soberana01 (nell’Istituto Finlay), Abadala e Mambisa prodotti nel Centro di ingegneria genetica e biotecnologica (BioCubaFarma). Tutti finanziati dal Fondo cubano per la scienza e innovazione e dal Ministero della scienza, tecnologia e ambiente. Mambisa, ancora nella fase 1 della sperimentazione, ha la particolarità che si somministra per via intranasale e non con un’iniezione.

In un articolo per la piattaforma Cubadebate l’immunologo italiano Fabrizio Chiodo (professore di Chinica nell’Università dell’Avana) che ha partecipato al “disegno” di Soberana01 e 02 spiega che entrambi i vaccini “si basano in subunità”. Della proteina S – parte del virus SARS-Cov2 che induce la risposta immunologica più forte negli esseri umani- i “candidati” cubani utilizzano la parte che è involucrata nel contatto con il ricettore della cellula, il RBD (receptor-binding domain o regione di unione col ricettore, l’estremo delle “spine” che possiede il virus, ndr) che è anche il punto dove il sistema immunitario umano scatena la sua risposta.

“Nel caso di Soberana02 –scrive Chiodo- si unisce il RBD con il toxoide tetanico, base del vaccino contro il tetano e utilizzato anche come base per altri vaccini cubani come quello sviluppato contro H.Influenza tipo B, QuimiHib (il primo vaccino sintetico della storia come ebbe a pubblicare la rivista specializzata Science nel 2004). Si tratta di “piattaforme valide, utilizzate già in bambini, stabili a temperatura ambiente e che si possono conservare in un comune frigo”. Dunque con maggiore flessibilità e minor costo di utilizzo. Secondo l’immunologo italiano, Soberana02 ha dimostrato una risposta immunitaria entro i primi 14 giorni. Il che ha permesso di passare più rapidamente alle fasi successive. “La fase 3, che misura l’efficacia del vaccino dopo averne comprovato la sicurezza e la capacità immunologica nelle precedenti fasi, si prevede sarà conclusa in marzo o aprile”.

“In molti hanno pensato che eravamo matti a puntare su un vaccino di nostra produzione di fronte a giganti mondiali del settore”, dice Eduardo Martinez, presidente di BioCubaFarma. Altri hanno più o meno velatamente parlato di propaganda politica. “Si sbagliano, sostiene Martinez. Cuba ha una lunga esperienza nel settore: 8 degli 11 vaccini che impiega il programma nazionale di immunizzazzione contro 13 malattie sono di produzione nazionale. Inoltre tutti i dati, sui prodotti e sulla loro sperimentazione, sono resi pubblici in internet”.

Una delle ragioni che hanno permesso di portare avanti un programma nazionale di immunizzazione con tempi più lunghi rispetto a vaccini già sperimentati all’estero è stata la relativa bassa incidenza del Covid-19 nell’isola. Grazie ad un efficiente sistema di salute pubblica, fino alla fine dell’anno scorso venivano registrati un totale di circa 150 decessi per coronavirus e in varie provincie dell’isola il contagio era stato praticamente azzerato.

La situazione è pericolosamente cambiata nelle ultime settimane con l’apertura al turismo, specie dei cubanoamericani, molti dei quali giunti nell’isola non hanno rispettato le regole di sicurezza nei confronti dei familiari. Così nell’ultima settimana i contagi sono cresciuti in modo preoccupante, superando 500 casi al giorno e rendendo più difficile il controllo dei focolai. Anche le morti sono in crescita con un bilancio che si avvicina a un totale complessivo di 200 vittime. All’Avana, come in altre provincie sono riprese misure di contenimento, restrizione del traffico e dei movimenti dei cittadini, chiusure delle scuole. Per questa ragione le autorità sanitarie hanno deciso di usare un altro prodotto innovativo cubano, il Nasalferón, una versione nasale del Interferón alfa 2-b che ha dimostrato “un’alta efficacia preventiva nella lotta contro il Covid-19”. Ai turisti e ai familiari o conviventi verranno applicate queste gocce nasali.

 

Code oceaniche, perché?

Uno dei motivi per cui si formano code indescrivibili nei centri di distribuzione è che dovuto alla penuria di generi di consumo, questi vengono distribuiti col contagocce e succede che per esempio, quando viene offerto il detersivo prodotto quasi introvabile, si formano assembramenti oceanici. E questo è solo uno dei casi. Lo stesso succede quando si offre la birra, prodotto presente con maggior frequenza, ma di grande richiesta. Tutto ciò a discapito di chi è in cerca di prodotti meno quotati, ma di uso frequente come la pasta o l’acqua minerale. Anche se non sempre si trova quello che si cerca, magari si trova qualche palliativo o prodotto alternativo inaspettato.

Seppure la tecnologia sia ancora a livello di scuola elementare, spero ci sia qualcuno che stia pensando a un sistema distributivo informatico, dal momento che I prodotti in vendita in MLC (Moneta Liberamente Convertibile, leggi dollari USA) si pagano solo con il POS e non in contanti. Certo ci sarebbero altri problemi dovuti al rifornimento, dei prodotti più richiesti e meno presenti sul mercato, ma sicuramente si risolverebbe il problema delle code indescrivibili e anche abbastanza imbarazzanti dal momento che si vedono ad ogni angolo della città e se i prodotti di maggiore domanda andrebbero a ruba velocemente si darebbe spazio a quelli meno ambiti, ma pur sempre utili a qualcuno che non sarebbe costretto a ore o perfino giornate (e notate) di supplizio per comprare una lattina o un vasetto di salsa o sottaceti.

La speranza, non immediata, è che l’Amministrazione Biden torni almeno ai livelli Obama, annullando  i 200 provvedimenti presi da Strunz per inasprire, ancora di più il “bloqueo”. Rimane comunque il problema dei danni, anche economici, provocati dalla Pandemia che colpiscono specialmente il turismo che negli ultimi anni era la prima fonte di sostegno all’economia del Paese. 

sabato 23 gennaio 2021

Chiuso l'Ufficio Consolare dell'Ambasciata italiana

 Per il diffondersi allarmante del Covid-19 anche a Cuba, L'Ambasciata della Rebubblica Italiana chiude gli UfficiConsolari fino a nuovo avviso. 

mercoledì 20 gennaio 2021

Democrazia o libertà di sopraffare?

Ho potuto seguire in diretta tutta la cerimonia di passaggio del potere a favore di Joe Biden con i relativi interventi successivi di opinionisti vari. La fazione Strump continua a ribattere sui 74 (qualcuno di loro ha aumentato a 75) milioni di voti ricevuti dall’ex presidente, ma penso che qualcuno magari ci abbia ripensato, in ogni caso questi signori dimenticano che la Democrazia dice che il 50%+1 abbia il diritto/dovere di governare secondo i suoi parametri che se non piacciono, possono essere rivisti alle successive tornate elettorali. Come è puntualmente avvenuto.

venerdì 15 gennaio 2021

Che a Cuba le code siano una istituzione è risaputo, ma da un po’ di tempo in qua sono diventate veramente bivacchi con gente che “marca” da un giorno all’altro per poter accedere a qualsiasi punto di vendita, sia in CUP che nei pochi che ricevono ancora CUC e ancora più strano nei mercati in MLC dove si paga con il POS in dollari USA. Che ci sia penuria è altrettanto noto, ma che tutti (o quasi) abbiano bisogno quotidiano di rifornirsi è quantomeno strano.

Mi sorge il dubbio che qualcosa non funzioni nel Sistema di controllo e che la maggioranza di questi “coleros” siano accaparratori per rivendere e non avendo altro da fare passano giorni (e notti) formando code interminabili. Probabilmente qualcosa non funziona nel Sistema di controllo o diciamo che è praticamente inesistente.

All’inizio della decade del ’60, si era istituita la “libreta” o tessera annonaria che garantiva un’equa distribuzione dei prodotti alimentari o di prima necessità che è ancora vigente seppure con un gran ridimensionamento dei prodotti acquisibili con prezzo sussidiato. Non si potrebbe stabilire una quota anche per i prodotti non sussidiati? Potrebbe essere un modo di controllo sugli abusi, basta trovare il mccanismo per introdurla, altrimenti godiamoci lo spettacolo deprimente di moltitudini accalcate  nelle strade, alla faccia delle distanze anti virus, oltre che allo squilibrio di gente che riesce a garantirsi l’essenziale e chi no.

   

giovedì 7 gennaio 2021

I buoi, la stalla e un futuro fosco

Lo Strunz (chiamiamo le cose col loro nome), dopo aver aizzato e organizzato un vero e proprio tentative di golpe che non sarebbe comunque mai riuscito, è apparso candidamente in pubblico con la sua faccia da culo, invitando i dementi seguaci a tornare a casa in pace, nonostante ribadisse il “furto” della nomina e dopo aver informato le turbe che il suo era solo un discorso di circostanza a cui non dovevano dare peso. Intanto i responsabili della sicurezza locale e nazionale, dopo aver chiuso la stalla a seguito della fuga dei buoi, hanno dichiarato lo stato di emergenza fino al 20 gennaio. Peccato non averci pensato prima.

La tragedia è che  faccia da culo ha seminato in un terreno molto fertile l’odio, la discriminazione, la violenza che hanno fatto facile presa su una partre importante di popolazione incolta o comunque già violenta, razzista e supremazista di per sé.

Ne riparleremo nel 2024, sperando che la lezione di ieri non sia dimenticata, almeno dalla parte ragionevole degli elettori statunitensi.

giovedì 31 dicembre 2020

Relazioni bilaterali

Il disastroso 2020 non poteva finire con un altro colpo di coda dell’Amministrazione Strump: il suo lacché, paisano Mike Pompeo, ha dichiarato al New York Times di voler reinserire Cuba nella lista dei Paesi patrocinatori del terrorismo. Se non fosse tragica, la notizia farebbe ridere. Chi è più patrocinatore del terrorismo degli Stati Uniti? Se così avvenisse, Joe Biden avrebbe un po’ più di lavoro e qualche mese di tempo per togliere Cuba da questa lista, dal momento che nel caso delle relazioni bilaterali, aveva dichiarato, di tornare ai livelli di Obama e se possibile migliorarli.

Domani è 2021, speriamo!

venerdì 25 dicembre 2020

Un documentario da non perdere su youtube: The war on Cuba

Un documentario dalla chiara impronta giornalistica data dal suo regista, lo statunitense Reed Lindsay, giornalista di professione, uno spaccato della situazione attuale a Cuba che legge in modo non pedissequo le conseguenza dell’embargo o “bloqueo” come lo si definisce qua.

venerdì 11 dicembre 2020

Annunciata l'entrata in vigore dell'unità valutaria

Ieri sera, in un breve servizio special della TV Cubana a reti unificate, sono comparsi il 1° Segretario del PCC Raul Castro Ruz e il Presidente della Repubblica Miguel Díaz Canel Bermudez, il quale ha annunciato che dal 1° gennaio prossimo entrerà in vigore l’attesa e più volte annunciata unificazione monetaria. Non sono stati forniti dettagli che seguiranno, se non che il cambio applicato sarà di 24 Pesos per ogni Peso Cubano Convertibile.

Rimane da sapere, ad esempio, come saranno gestiti i c/c in CUC, come opereranno i bancomat e entro quanto tempo si potrà effettuare il cambio della valuta in possesso una volta esaurita la circolazione. 

giovedì 26 novembre 2020

Fidel, Maradona e la cabala

Chi crede o sa leggere la Kabbalàh potrebbe trovare qualcosa nei numeri di Maradona e del suo amico Fidel Castro. Entrambi sono morti il 25 novembre di un anno bisestile, 2016 e 2020. Fidel a 90 anni e Maradona a 60: 6 e 9, stesso segno grafico capovolto 30/10 è la data di nascita di Diego Armando, 30 anni di differenza tra i due e 10 come il numero della maglia del calciatore n° 1. Ci sarà qualche significato occulto?

A questi numeri si possono aggiungre gli anni di nascita: 1926, dove si ritrovano 9 e 6 e 1960 dove si trovano 6-9-10-60 e 90.

 

venerdì 13 novembre 2020

UNITED BANANA’S STATES

Come nella più infima repubblica delle banane, il peggior presidente degli Stati che dovrebbero essere Uniti manifesta nel suo massimo splendore l’arroganza e la prepotenza che lo caratterizzano, non accettando la sconfitta elettorale e paventando brogli inesistenti che sarebber o la vergogna per un sistema elettorale più che collaudato e che non ha avuto mai di questi problemi nella sua storia. Bisognerebbe fargli ascoltare la vecchia e sempre valida canzone di          , anche se dubito che basti.

Come un leone in gabbia attacca tutto e tutti assicurando di essere lui il vincitore delle elezioni. Purtroppo, come risaputo, il sistema elettorale nordamericano non è dei migliori dal momento che non vince chi prende più voti, ma chi guadagna più voti elettorali a seconda degli Stati che si aggiudica e che variano secondo parametri opinabili e probabilmente, comunque, da aggiornare.

Come nel caso Dihilary Clinton, sconfitta proprio da Strump seppure avesse raccolto più di due milioni di voti popolari a suo favore. Biden ha superato i quattro, ma di per sé questi voti non valgono niente.

Sintomatico e preoccupante è il fatto che i Governi di Russia e Cina non si siano congratulate con Biden per la vittoria. Diplomazia, scaramanzia o altro

venerdì 6 novembre 2020

Se no i zé mati squasi no i volemo

La personalità psicopatica di Donald Strump è riuscita a far presa su oltre 68 milioni di elettori statunitensi, quasi la metà, in un modo che per persone normali è incomprensibile. Molti incentivati dalle apparenti migliorie economiche, peraltro non certo da nababbi e che sono palliative di fronte al rincaro dei prodotti. Molti altri, come da spirito del Vecchio West fondato sulla violenza e prevaricazione, hanno assorbito il DNA dei Padri Fondatori, Jesse James compreso e voglio “America great” considerandosi padroni dell’intero continente, magari allargato a buona parte del Mondo. Gli scrutini non sono ancora finiti, ma si intravvedono forti probabilità di vittoria di Joe Biden e lo Strump agita lo spettro di brogli elettorali di cui, peraltro, aveva già paventato la possibilità con grande anticipo rispetto alle elezioni. I suoi argomenti principali sono: il sistema, e i voti per corrispondenza. Secondo lui si dovrebbero contare solo i “voti legali”, peccato che per “voti legali” si dovrebbero considerare quelli che lo favoriscono.

Come previsto sono già iniziate diverse manifestazioni pro e contro i due candidati con la differenza che quelle a favore di Strump sono effettuate, anche, da gente armata con armi d’assalto e non semplici pistole ad acqua. Alcuni suoi detrattori imputano ai democratici i casi di violenza e saccheggio seguiti alle manifestazioni antirazziste degli ultimi tempi. In Italia ed Europa sappiamo bene cosa significhino gli infiltrate nei cortei e da chi siano mandati. Siamo solo all'intimidazione o al preludio di una battaglia dagli esiti incalcolabili?

martedì 3 novembre 2020

Cellulari quasi inarrivabili

Ieri mi sono comprato un cellulare nuovo dato che il vecchio ha raggiunto limiti di età e limitazioni operative. Questi apparecchi si vendono in alcuni centri della Società Telefonica di Stato (Etecsa) abilitati alla vendita esclusivamente con POS e in moneta liberamente convertibile (leggi dollari). Queste unità, a differenza delle altre commerciali, hanno un orario che va dale 8.30 alle 16 e sono tre per tutta l’Avana. Pensando a quello che avrei trovato e credendo erroneamente che aprissero alle 8, vi sono arrivato alcuni minuti prima delle sette trovando in coda già 12 persone. Chiesto, come consuetudine, chi era l’ultima persona prima di me mi sono accinto ad attendere scoperndo la mezz’ora in più di quello che pensavo. Quando sono giunti gli impiegati ed hanno aperto il centro, dalla capienza limitata, hanno detto di mettersi in fila per ordine di arrive per distribuire I cartoncini numerati (fino a 50). Di botto ho scoperto cha dalla 13ma posizione ero passato alla 25ma e quello che era davanti a me era passato alla 10 dicendo che un amico gli aveva tenuto il posto più Avanti. Ma non poteva dirlo prima? Nelle ‘normali” code cubane ci si dirige in base alla persona giunta in precedenza. Alle 8 e un quarto circa arriva un’auto discretamente lussuosa per queste latitudini e la sua occupante aspetta l’apertura per inserirsi tra il gruppetto dei primi. Più tardi, verso le 11, sono arrivate separatamente due coppiette salutando attraverso i vetri il il personale Etecsa di cui solo due erano addette alla vendita. Chiesta ai presenti la cortesia di “salutare di persona” sono entrati ed usciti attendendo all’esterno dove pochi minuti dopo sono stati chiamati, senza avere il numeretto, ad accedere alla facci degli altri. Alla fine quasi a mezzogiorno sono riuscito a realizzare il mio (prezioso) acquisto con un’attesa di circa 5 ore. Quasi come un “tampone covid” in Italia…

venerdì 30 ottobre 2020

Libertà di opinione, abusi e terrorismo

Premesso che sono per l’assoluta libertà di espressione e che considero intollerabile che si uccida gente innocente per opinioni espresse da altri,mi sembra ingiusto anche che si faccia ironia a senso unico. Come mai non si fanno vignette con il Papa in mutande o Gesù Cristo ballando il twist? Come reagirebbero I “talebani” cristiani?

Al di là dei princìpi mi sembra superfluo e dannoso gettare benzina sul fuoco in un momento tanto difficile come quello che stiamo attraversando.

Il complesso di persecuzione dei musulmani, specie nelle frange estremiste, sarebbe meglio non coltivarlo. Ci sono mille modi di fare ironia su temi meno delicati.

Da parte sua Erdogan, Presidente turco, dopo aver accantonato in parte le idee progressiste di Kemal Pascià Atatürk fondatore della moderna Turchia, si è lasciato andare con un commento che poteva evitare dal momento che la presunta “persecuzione” dell’Islam non è nemmeno lontanamente paragonabile alla Shoàh.

sabato 24 ottobre 2020

70 anni della TV cubana

 Correva l'anno 1950 quando andavano in onda le prime emissioni della Televisione Cubana, assieme a Brasile e Messico sono stati i primi in America Latina. Quattro anni prima che in Italia...

giovedì 22 ottobre 2020

Riaperti i voli sull'Avana

L'aertoporto José Martí dell'Avana è tornato a operare completamente e American Airlines ha anticipato i voli previsti dal 4 di novembre. 

Anniversario del blocco Navale a Cuba

Oggi si compiono 58 anni da quando il Presidente “buono”, JFK aveva istituito un blocco navale attorno all’arcipelago cubano. Non contento di aver consentito lo sbarco alla Baia dei Porci (si chiamava così anche prima) e di aver fatto approvare la legge sull’embargo a Cuba, tutt’ora in vigore e inasprita con provvedimenti successivi con alloro per Strump.

Il blocco era stato costituito per impedire ai sovietici di sbarcare a Cuba un contingente di missili di corto e medio raggio che sarebbero serviti come mezzo dissuasivo e/o difensivo, visto come stavano le cose. Impensabile che Cuba potesse aggredire il gigante nordamericano. Dopo febbrili trattative, Khruscév cedette e ordinò il riritiro con imbarco di alcune unità già sbarcate sull’Isola. La prima minaccia di possibile guerra nucleare.


lunedì 19 ottobre 2020

Addio alle armi?, Figuriamoci!

Avete bisogno un’arma? Un mitragliatore? Un blindato? Un carro armato? Un caccia? Una corvetta? Nessun problema basta andare negli USA (anche prima di Strump) e risolvete il problema cercando nelle casa d’impegno, ma non solo. Magari non trovate missili o testate nucleari (forse), ma bisogna sapersi adattare.










sabato 17 ottobre 2020

Jet Blue torna all'Avana

La compagnia aerea statunitense Jet Blue ha annunciato di riannodare il suo operativo sulla capitale cubana a partire dal prossimo 2 novembre con tre frequenza settimanali da Fort Lauderdale, il lunedì, martedì e mercoledì. American Airlines il 4 da Miami.